Ricerca bibliografica sulla Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (Convenzione di Istambul , 11 maggio 2011).

La Convenzione di Istambul si propone di prevenire la violenza contro le donne , favorire la protezione delle vittime ed impedire l’impunità dei colpevoli. È stata firmata da 32 paesi.

L’Italia ha svolto un ruolo importante in questo percorso, essendo stata tra i
primi paesi europei a fare propria la Convenzione, ratificandola con la legge 27
giugno 2013, n. 77.

Per visualizzare un contributo della Camera dei Deputati di commento alla Convenzione, clicca qui.

La redazione ha concentrato la ricerca bibliografica su tutti i testi sulla violenza di genere e contro la donna (ahimè), essendo questo (e non solo) il campo di applicazione della Convenzione di Istambul , che trova, a livello nazionale, sua ultima consacrazione nel c.d. Codice Rosso (legge 19 luglio 2019, n.6).

Ricerca bibliografica sul rischio nel diritto penale

Ricerca bibliografica sul diritto vitivinicolo

Il diritto vitivinicolo è una materia molto complessa che trova le sue fonti non solo in normative nazionali ma anche e soprattutto in regolamenti comunitari e nei trattati internazionali. 

Il diritto vitivinicolo si occupa di ogni aspetto giuridico del settore vitivinicolo, dalla produzione e commercializzazione del vino sino ai protocolli produttivi ed alle etichettature.

Si tratta, pertanto, di una materia multidisciplinare il cui studio necessità anche di competenze in ambito amministrativo, civile e penale.

Il “Testo Unico Vino”, in realtà, riunisce semplicemente le principali norme italiane vigenti – a livello legislativo – in materia di coltivazione delle viti e produzione e commercializzazione del vino.

Secondo alcuni sarebbe meglio definirlo con la sua corretta denominazione, e cioè: “Disciplina organica della coltivazione della vite e della produzione e del commercio del vino“.

Al suddetto T.U. è necessario aggiungere quindi, per esigenza di completezza, la normativa comunitaria rappresentata dalle:

e, sul piano nazionale, da:

Il Testo unico, infine, ha subito nel 2020 le seguenti due ultime modifiche:

Ricerca bibliografica sulla corruzione internazionale anche come reato presupposto ex D.lgs. 231/2001

Articolo 322 bis Codice penale

Peculato, concussione, induzione indebita a dare o promettere utilità, corruzione e istigazione alla corruzione di membri delle Corti internazionali o degli organi delle Comunità europee o di assemblee parlamentari internazionali o di organizzazioni internazionali e di funzionari delle Comunità europee e di Stati esteri.

Le disposizioni degli articoli 314, 316, da 317 a 320 e 322, terzo e quarto comma, si applicano anche:

  1. 1) ai membri della Commissione delle Comunità europee, del Parlamento europeo, della Corte di Giustizia e della Corte dei conti delle Comunità europee;
  2. 2) ai funzionari e agli agenti assunti per contratto a norma dello statuto dei funzionari delle Comunità europee  o del regime applicabile agli agenti delle Comunità europee;
  3. 3) alle persone comandate dagli Stati membri o da qualsiasi ente pubblico o privato presso le Comunità europee, che esercitino funzioni corrispondenti a quelle dei funzionari o agenti delle Comunità europee;
  4. 4) ai membri e agli addetti a enti costituiti sulla base dei Trattati che istituiscono le Comunità europee;
  5. 5) a coloro che, nell’ambito di altri Stati membri dell’Unione europea, svolgono funzioni o attività corrispondenti a quelle dei pubblici ufficiali e degli incaricati di un pubblico servizio.
  6. 5-bis) ai giudici, al procuratore, ai procuratori aggiunti, ai funzionari e agli agenti della Corte penale internazionale, alle persone comandate dagli Stati parte del Trattato istitutivo della Corte penale internazionale le quali esercitino funzioni corrispondenti a quelle dei funzionari o agenti della Corte stessa, ai membri ed agli addetti a enti costituiti sulla base del Trattato istitutivo della Corte penale internazionale.
  7. 5-ter) alle persone che esercitano funzioni o attività corrispondenti a quelle dei pubblici ufficiali e degli incaricati di un pubblico servizio nell’ambito di organizzazioni pubbliche internazionali;
  8. 5-quater) ai membri delle assemblee parlamentari internazionali o di un’organizzazione internazionale o sovranazionale e ai giudici e funzionari delle corti internazionali.

Le disposizioni degli articoli 319 quater , secondo comma, 321 e 322, primo e secondo comma, si applicano anche se il denaro o altra utilità è dato, offerto o promesso

  1. 1) alle persone indicate nel primo comma del presente articolo;
  2. 2) a persone che esercitano funzioni o attività corrispondenti a quelle dei pubblici ufficiali e degli incaricati di un pubblico servizio nell’ambito di altri Stati esteri o organizzazioni pubbliche internazionali.

Le persone indicate nel primo comma sono assimilate ai pubblici ufficiali, qualora esercitino funzioni corrispondenti, e agli incaricati di un pubblico servizio negli altri casi.

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Ricerca bibliografica sulla rettificazione dell’attribuzione di sesso

RETTIFICA DI SESSO E CAMBIO DI NOME

In forza del nostro diritto alla identità sessuale, se cambiamo genere e viene rettificato il nostro sesso, abbiamo diritto a cambiare nome e a sceglierlo liberamente, purché conforme al nostro nuovo genere sessuale. Mario non deve diventare necessariamente Maria. Detto in termini giuridici, “Il riconoscimento del primario diritto alla identità sessuale, sotteso alla disposta rettificazione dell’attribuzione di sesso, rende consequenziale la rettificazione del prenome, che non va necessariamente convertito nel genere scaturente dalla rettificazione, dovendo il giudice tener conto del nuovo prenome, indicato dalla persona, pur se del tutto diverso dal prenome precedente, ove tale indicazione sia legittima e conforme al nuovo stato.” (Corte di Cassazione, ordinanza n. 3877/20)

ESAME AVVOCATO 2020 | ATTI E PARERI

La prova scritta dell’esame di avvocato prevede un parere motivato di diritto civile, uno di diritto penale e un atto a scelta tra civile, penale e amministrativo.

Il primo giorno il candidato potrà scegliere tra due pareri di diritto civile, il secondo giorno tra due pareri di diritto penale e il terzo giorno tra un atto di diritto civile, un atto di diritto penale e un atto di diritto amministrativo.

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La scelta del parere (o dell’atto) da svolgere è un momento fondamentale, va fatto con molta attenzione perché una traccia apparentemente difficile può avere una sentenza di riferimento ben evidenziata nei codici commentati con un percorso giurisprudenziale chiaro e lineare. A quel punto il parere è fatto!

Per prepararsi è fondamentale esercitarsi, magari con una persona preparata e con esperienza nel campo dell’esame di avvocato che possa correggere gli elaborati.

Attenzione! I pareri e gli atti da svolgere per l’esame sono diversi da quelli che vengono normalmente fatti negli studi legali: nel primo caso si scrive per superare l’esame; nel secondo caso per convincere un giudice e vincere una causa. Bisogna sempre calcolare che il commissario che giudicherà l’elaborato dedicherà a questa attività tra i 4 e 5 minuti. Anche per questo motivo attenzione massima alla calligrafia!

Ci si può esercitare anche leggendo pareri e atti già svolti da altri, in questo caso le case editrici propongono una serie di pubblicazione con atti e pareri svolti, tecniche di redazione, mappe concettuali ecc ecc.

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ESAME AVVOCATO 2020 | QUALI SONO I CODICI AMMESSI?


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La legge 242 del 1988 ha introdotto la possibilità di consultare i ‘codici commentati’ modificando la disciplina degli esami di procuratore legale emanata con Regio Decreto nel 1933.

 Art. 4.

     1. Al primo comma dell’art. 21 del regio decreto 22 gennaio 1934, n. 37, dopo le parole “consultare i codici,” sono aggiunte le seguenti: “anche commentati esclusivamente con la giurisprudenza,”.

Quindi la legge parla espressamente di ‘commentati’.

Negli ultimi anni registriamo la tendenza, sopratutto da parte delle case editrici, di distinguere i codici commentati da quelli annotati assegnando a questi ultimi il significato di codici annotati con la giurisprudenza. I commentati sarebbero quindi i codici con commenti di dottrina e giurisprudenza, non ammessi all’esame.

Noi che siamo della ‘vecchia scuola’ preferiamo ancora definire commentati i codici che sono ammessi all’esame perché la selezione giurisprudenziale è anch’essa un commento. Ciò è confermato dall’art. 4 sopra esposto che parla di ‘codici commentati esclusivamente con la giurisprudenza‘ escludendo quindi qualsiasi altro tipo di commento.

Ma naturalmente la questione non si esaurisce qui, la domanda fondamentale è ‘cosa si intende per commento giurisprudenziale?

E poi, massime o sentenze integrali? Massime ufficiali o massime redazionali?

Andiamo per gradi, l’unico riferimento normativo è quello dell’art. 4 della legge 242 del 1988, tutto quello che commenteremo, quindi, saranno esclusivamente le interpretazioni di questa norma che è demandata, principalmente, al giudizio delle commissioni esaminatrici. Questa posizione di evince chiaramente dalla lettura di questo documento che siamo riusciti a reperire con non poche difficoltà.

Si tratta evidentemente di mere indicazioni ‘ferma restando l’esclusiva competenza delle commissioni esaminatrici in merito alla conformità dei singoli codici commentati’.

Il criterio di giudizio deve essere dettato il base al principio di non ‘disparità di trattamento dei candidati’, ma trattandosi di diverse commissioni su base nazionale risulta difficile comprendere come nella pratica questo possa avvenire.

Inoltre, per ‘evitare un possibile contenzioso con gli editori‘ ‘si rappresenta l’opportunità’ di esaminare in anticipo da parte delle sottoscommissioni le questioni relative all’ammissibilità.

In che modo questo controllo preventivo potrà avvenire non si sa ma l’esperienza ci insegna che il momento cruciale sarà quello delle consegna che, normalmente, avviene nei giorni precedenti all’esame (in base a regole che vengono decise di volta in volta).

In passato abbiamo visto singole commissioni non ammettere codici che in altre commissioni erano stati ammessi. In questi casi è anche possibile, visto che queste informazioni verranno condivise dalle commissioni al termine delle consegne, che il giorno stesso della prima prova venga comunicato ai canditati di non utilizzare quel determinato codice.

Clamoroso fu il caso dei codici estesi della Simone che non sono stati ammessi dalla commissione di Milano nel 2017. Gli stessi codici erano stati ammessi in passato e sono stati ammessi in futuro anche in occasione dell’ultimo esame che si è tenuto nel 2019.

In sostanza, a nostro modesto avviso, un’interpretazione rigorosa della norma, ovvero quella in base alla quale è vietato qualsiasi tipo di elemento che non sia giurisprudenza, non consentirebbe l’ammissibilità della maggior parte dei codici. Immaginiamo quelli in cui sono evidenziate le sentenze conformi e difformi (chiara indicazione redazionale) o quei codici che inseriscono massime non ufficiali della Cassazione, per essere chiari quelle pubblicate su ItalGiure.

Paradossalmente e provocatoriamente sembrano più ammissibili i codici con le sentenze per esteso (gli unici non ammessi in passato) perchè corrispondono al concetto di commento giurisprudenziale molto più di quelli con le massime non ufficiali (evidente opera di un autore che individua il principio di diritto di una sentenza parafrasandola) o con indicazioni sui contrasti giurisprudenziali (che invece vengono ammessi da sempre).


Concludendo, riteniamo che uno dei principi fondamentali che guideranno la valutazione delle commissioni sarà quello di evitare contenziosi non ammettendo, quindi, i codici che avranno elementi di difformità così evidenti che non potranno essere oggetto di interpretazione.

Nel frattempo non possiamo fare altro che attendere, anche quest’anno, il giorno prima dell’esame, momento in cui le commissioni valuteranno ogni singolo codice per conoscere il loro destino. Auspichiamo che in futuro si possa dare maggiore certezza a vantaggio dei candidati che spendono somme importanti per l’acquisto dei codici ma anche di tutta la filiera produttiva (editori – librerie) che investono tempo e risorse in questo settore.

I nostri approfondimenti non finiscono qui! Continua a navigare nello speciali esame avvocato 2020 cliccando sulle immagini qui di seguito.