UN ANNO 231 di Maurizio Arena

Il d.lgs. 231/2001: ultime novità normative, giurisprudenziali e della prassi

IV Edizione 2020

Il corso di svolgerà in diretta streaming su piattaforma zoom

Durerà 2h circa e al termine della lezione l’Avv. Maurizio Arena dedicherà un ampio spazio alle domande dei partecipanti.

I corsisti potranno formulare domande anche durante la lezione scrivendole direttamente sulla chat o inviandole via mail.

27 novembre, ore 15-17

Avv. Maurizio Arena

Presidente Osservatorio 231 Farmaceutiche, Curatore Rivista online “I Reati Societari”, Membro della Commissione Antiriciclaggio e Privacy C.N.F.

Autore di numerose pubblicazioni in tema di 231 tra le quali il recente commento alla direttiva PIF edito dalla Key Editore

(cliccare sull’immagine per maggiori informazioni)

Argomenti trattati:

  • Il recepimento della Direttiva P.I.F. (d.lgs. 75/2020) e il suo impatto sul d.lgs. 231: gravi frodi in materia di IVA, frode nelle pubbliche forniture, peculato, abuso d’ufficio, contrabbando
  • La giurisprudenza 2020 sul d.lgs. 231
  • Le novità normative in arrivo

RICERCA BIBLIOGRAFICA SULLA PEDOPORNOGRAFIA VIRTUALE

Delitti particolarmente esecrabili come la pedofilia e la pedopornografia si prestano ad avere una notevole diffusione sulla rete.

Le caratteristiche della rete Internet quali l’anonimato e la rapidità, la molteplicità e la facilità dei contatti, sono terreni fertili per la creazione di comunità e siti dedicati al tema della pedofilia.

GROOMING E FLAMING

Sono stati evidenziati due modi utilizzati dai pedofili in rete per adescare i minori:

-il grooming: consiste nell’adescamento di minori su Internet a fini di abuso o di visionare materiale pedopornografico anche senza scaricare i file o di indurre un minore a posare in atteggiamenti sessualmente espliciti di fronte a una webcam;

-il flaming: nelle chat i pedofili utilizzano una particolare metodologia, chiamata “flaming,” che si caratterizza per modalità scurrili, utilizzando un linguaggio aperto che incide, spesso, a livello psicologico, sui minori presenti nella rete.

l nostro codice punisce queste condotte all’art. 609 undecies, che sanziona l’adescamento di minore anche mediante utilizzo di rete Internet.

PROBLEMATICHE CONNESSE ALL’ATTIVITA’ DI CONTRASTO

La pedopornografia on line è fenomeno “massiccio” di carattere internazionale e pertanto difficilmente contrastabile avuto riguardo all’universalità della rete, alla difficoltà oggettiva del controllo e della prevenzione: basti pensare ai siti volatili o fantasma, creati e distrutti in pochissimo tempo.

L’attività di contrasto mira a frenare le attività di divulgazione, purtroppo successive alla consumazione dei reati a danno di minori, tentando di comprimere attraverso la previsione di un apparato sanzionatorio, la domanda di immagini pedo-pornografiche.

TUTELA COMUNITARIA

Il problema della pornografia e pedofilia su Internet è molto sentito a livello comunitario.

Il legislatore comunitario è infatti intervenuto più volte in materia. Basti ricordare:

-la decisione n. 276/1999/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 25 gennaio 1999 che ha adottato un piano pluriennale d’azione per promuovere l’uso sicuro di Internet attraverso la lotta alle informazioni di contenuto illegale e nocivo diffuse attraverso le reti;

-la risoluzione del Parlamento europeo dell’11 aprile 2000 che ribadisce che il turismo sessuale che coinvolge l’infanzia è un reato strettamente connesso ai reati di sfruttamento sessuale dei bambini e di pornografia infantile;

– la decisione del Consiglio UE del 29 maggio 2000 relativa alla lotta contro la pornografia infantile su Internet che cerca di favorire la più ampia e rapida cooperazione degli Stati membri per agevolare l’efficace accertamento dei reati e la relativa repressione conformemente agli accordi ed alle modalità vigenti;

– le conclusioni del Consiglio europeo di Tampere.

DIVULGAZIONE E PRODUZIONE ON LINE: IL C.D. FILE SHARING

Il legislatore nazionale, attraverso le incriminazioni di cui agli artt. 600 ter e 600 quaterc.p., punisce sia la divulgazione del materiale pedopornografico via Internet che la sua produzione virtuale.

Uno dei principali modi di divulgazione del materiale pedopornografico si attua attraverso i files di sharing. Il file sharing- che letteralmente significa “condivisione di file” -si realizza concretamente attraverso la messa a disposizione reciproca da parte di tutti gli utenti che si collegano ad un determinato server di alcuni files presenti sul disco fisso.

Sono in altre parole programmi che permettono la condivisione di dati ed informazioni tra utenti di Internet senza la necessità di server centrali per la gestione delle informazioni.

Questi files quindi possono essere tranquillamente scambiati tra gli utenti che decidono di aderire a tale sistema, attraverso la rete di peer to peer, addirittura scaricando parti dello stesso file in più tempi o da utenti diversi.

Sul punto ha affermato la Suprema corte che sussiste il reato di cui all’art. 600 ter c.p. quando «il materiale sia propagato ad un numero indeterminato di destinatari come avviene con l’inserimento nella rete internet mediante il modello di comunicazione peer to peer di filmati aventi come oggetto esibizioni pornografiche da parte di minori»(Cass., Sez. III, 5 luglio 2006, n. 23164, CED, 234639).

Si è ancora ha precisato che «commette il reato di divulgazione via internet di materiale pedo-pornografico previsto dal comma terzo dell’art. 600 ter c.p. e non quello di mera cessione dello stesso, prevista dal comma 4 del medesimo articolo, non solo chi utilizzi programmi di file sharing peer to peer ma anche chi impieghi una chat line, spazio virtuale strutturato in canali, nella quale un solo nickname necessario ad accedere alla cartella immagini o video, venga utilizzato da più persone alle quali siano state rese note username e password, le quali possono in tal modo ricevere e trasmettere materiale pedopornografico»(Cass., Sez. III, 15 gennaio 2007, n. 593, CED, 236071).

LUOGO E MOMENTO DI CONSUMAZIONE DEL REATO DI CUI ALL’ART. 600 TER C.P.

Per questi reati è di immediata comprensione la difficoltà di individuare tanto il luogo del commesso reato, che il momento di consumazione.

Sul punto la Cassazione ha affermato :«ai fini della sussistenza del delitto di distribuzione o divulgazione di materiale pornografico realizzato mediante lo sfruttamento di minori degli anni diciotto (art. 600 ter comma 3) occorre che il materiale sia inserito in un sito accessibile a tutti al di fuori di un canale privilegiato o sia, comunque, propagato ad un numero indeterminato di destinatari.

Di conseguenza, quando la cessione avviene attraverso un canale di discussione (cosiddetta Chat line) è necessario verificare se il programma consenta a chiunque si colleghi la condivisione di cartelle, archivi, documenti contenenti le foto pornografiche in questione, in modo da essere accessibile a chiunque e da poter esser preso direttamente senza formalità rivelatrici di una volontà specifica»(Cass., Sez. V, 3 febbraio 2003, n. 4900, www.dirittoegiustizia.it).

Ritiene poi la Corte che il delitto di cui all’art. 600 terc.p. si consumi nel momento in cui i dati a contenuto pedopornografico vengano immessi nella rete, essendo reato di pericolo concreto; ne consegue che «il luogo di consumazione del reato coincide con il luogo nel quale è stato digitato il comando invio delle foto via internet»(Cass., Sez.III, 3 marzo 2005, n. 8296, CP, 2006, 1819).

CENNI ALL’ART. 600 QUATER C.P.

Quanto al successivo art. 600 quaterc.p., secondo la letteratura giuridica esso appartiene alla categoria dei delitti-ostacolo e cioè illeciti penali diretti ad ostacolare la commissione di quei delitti che sono veramente significativi in relazione alla tutela del bene giuridico. L’incriminazione contenuta nell’art. 600 quaterc.p. ha carattere residuale rispetto alle ipotesi contemplate nell’art. 600 terc.p.

[ DA “I REATI INFORMATICI”, KEY EDITORE, 2017]

SCOPRI LE ULTIME NOVITA’!

Le novità sono divise per periodo e, all’interno del periodo, per argomento. Per agevolare la consultazione abbiamo inserito un rapido sommario (cliccando sull’argomento o sul mese di riferimento si può raggiungere subito l’area di interesse).

Se invece desidera ricevere una ricerca bibliografica da parte della nostra redazione può scrivere a medichini@medichini.it con specificando l’argomento di interesse.

Oppure ci può contattare allo 0639741182 per qualsiasi informazione.

NOVEMBRE 2020

(clicca sull’argomento di interesse per andare subito alle novità di novembre 2020)

CODICI

DIRITTO CIVILE E PROCESSO

DIRITTO PENALE E PROCESSO

DIRITTO AMNINISTRATIVO

APPALTI

DIRITTO DIGITALE E NUOVE TECNOLOGIE

DIRITTO DEL LAVORO

FISCO E TRIBUTARIO

AZIENDA

INTERNAZIONALE E COMUNITARIO

ALTRE MATERIE (NAVIGAZIONE, EDILIZIA, ECONOMIA, FINANZA)

CONCORSI ED ESAMI

OTTOBRE 2020

(clicca sull’argomento di interesse per andare subito alle novità di ottobre 2020)

CODICI

DIRITTO PENALE E PROCESSO

DIRITTO CIVILE E PROCESSO

DIRITTO AMMINISTRATIVO

DIRITTO SOCIETARIO E COMMERCIALE – CRISI D’IMPRESA

DIRITTO TRIBUTARIO, FISCO, CONTABILITA’ E BILANCIO

DIRITTO DEL LAVORO

DIRITTO SANITARIO E RESPONSABILITA’ MEDICA

ALTRE MATERIE

ESAME AVVOCATO 2020 | QUALI SONO I CODICI AMMESSI?


Visita la pagina dedicata agli atti e ai pareri, troverai informazioni interessanti e le nostre offerte!
Dopo aver letto questo articolo scopri le nostre offerte sui codici da portare all’esame!

La legge 242 del 1988 ha introdotto la possibilità di consultare i ‘codici commentati’ modificando la disciplina degli esami di procuratore legale emanata con Regio Decreto nel 1933.

 Art. 4.

     1. Al primo comma dell’art. 21 del regio decreto 22 gennaio 1934, n. 37, dopo le parole “consultare i codici,” sono aggiunte le seguenti: “anche commentati esclusivamente con la giurisprudenza,”.

Quindi la legge parla espressamente di ‘commentati’.

Negli ultimi anni registriamo la tendenza, sopratutto da parte delle case editrici, di distinguere i codici commentati da quelli annotati assegnando a questi ultimi il significato di codici annotati con la giurisprudenza. I commentati sarebbero quindi i codici con commenti di dottrina e giurisprudenza, non ammessi all’esame.

Noi che siamo della ‘vecchia scuola’ preferiamo ancora definire commentati i codici che sono ammessi all’esame perché la selezione giurisprudenziale è anch’essa un commento. Ciò è confermato dall’art. 4 sopra esposto che parla di ‘codici commentati esclusivamente con la giurisprudenza‘ escludendo quindi qualsiasi altro tipo di commento.

Ma naturalmente la questione non si esaurisce qui, la domanda fondamentale è ‘cosa si intende per commento giurisprudenziale?

E poi, massime o sentenze integrali? Massime ufficiali o massime redazionali?

Andiamo per gradi, l’unico riferimento normativo è quello dell’art. 4 della legge 242 del 1988, tutto quello che commenteremo, quindi, saranno esclusivamente le interpretazioni di questa norma che è demandata, principalmente, al giudizio delle commissioni esaminatrici. Questa posizione di evince chiaramente dalla lettura di questo documento che siamo riusciti a reperire con non poche difficoltà.

Si tratta evidentemente di mere indicazioni ‘ferma restando l’esclusiva competenza delle commissioni esaminatrici in merito alla conformità dei singoli codici commentati’.

Il criterio di giudizio deve essere dettato il base al principio di non ‘disparità di trattamento dei candidati’, ma trattandosi di diverse commissioni su base nazionale risulta difficile comprendere come nella pratica questo possa avvenire.

Inoltre, per ‘evitare un possibile contenzioso con gli editori‘ ‘si rappresenta l’opportunità’ di esaminare in anticipo da parte delle sottoscommissioni le questioni relative all’ammissibilità.

In che modo questo controllo preventivo potrà avvenire non si sa ma l’esperienza ci insegna che il momento cruciale sarà quello delle consegna che, normalmente, avviene nei giorni precedenti all’esame (in base a regole che vengono decise di volta in volta).

In passato abbiamo visto singole commissioni non ammettere codici che in altre commissioni erano stati ammessi. In questi casi è anche possibile, visto che queste informazioni verranno condivise dalle commissioni al termine delle consegne, che il giorno stesso della prima prova venga comunicato ai canditati di non utilizzare quel determinato codice.

Clamoroso fu il caso dei codici estesi della Simone che non sono stati ammessi dalla commissione di Milano nel 2017. Gli stessi codici erano stati ammessi in passato e sono stati ammessi in futuro anche in occasione dell’ultimo esame che si è tenuto nel 2019.

In sostanza, a nostro modesto avviso, un’interpretazione rigorosa della norma, ovvero quella in base alla quale è vietato qualsiasi tipo di elemento che non sia giurisprudenza, non consentirebbe l’ammissibilità della maggior parte dei codici. Immaginiamo quelli in cui sono evidenziate le sentenze conformi e difformi (chiara indicazione redazionale) o quei codici che inseriscono massime non ufficiali della Cassazione, per essere chiari quelle pubblicate su ItalGiure.

Paradossalmente e provocatoriamente sembrano più ammissibili i codici con le sentenze per esteso (gli unici non ammessi in passato) perchè corrispondono al concetto di commento giurisprudenziale molto più di quelli con le massime non ufficiali (evidente opera di un autore che individua il principio di diritto di una sentenza parafrasandola) o con indicazioni sui contrasti giurisprudenziali (che invece vengono ammessi da sempre).


Concludendo, riteniamo che uno dei principi fondamentali che guideranno la valutazione delle commissioni sarà quello di evitare contenziosi non ammettendo, quindi, i codici che avranno elementi di difformità così evidenti che non potranno essere oggetto di interpretazione.

Nel frattempo non possiamo fare altro che attendere, anche quest’anno, il giorno prima dell’esame, momento in cui le commissioni valuteranno ogni singolo codice per conoscere il loro destino. Auspichiamo che in futuro si possa dare maggiore certezza a vantaggio dei candidati che spendono somme importanti per l’acquisto dei codici ma anche di tutta la filiera produttiva (editori – librerie) che investono tempo e risorse in questo settore.

I nostri approfondimenti non finiscono qui! Continua a navigare nello speciali esame avvocato 2020 cliccando sulle immagini qui di seguito.