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CODICE AMMINISTRATIVO SOSTANZIALE E PROCESSUALE 2021

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Anno pubblicazione:2021

Editore: Neldiritto

Autore: Giulia Ferrari ,Luca Emanuele Ricci

Pagg: 2446

 

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Estratto:

PARTE SECONDA – L’ORGANIZZAZIONE AMMINISTRATIVA | TITOLO VII – PUBBLICO IMPIEGO
656
48 L. 15 luglio 2002, n. 145 (1)
Disposizioni per il riordino della dirigenza statale e per favorire lo scambio di
esperienze e l’interazione tra pubblico e privato (estratto: artt. 3-11).
______
(1) Pubblicata nella Gazz. Uff. 24 luglio 2002, n. 172.
1. Modifica all’articolo 1 del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165.
[Omissis]
2. Delega di funzioni dei dirigenti.
[Omissis]
3. Norme in materia di incarichi
dirigenziali e di ingresso dei
funzionari internazionali nella pubblica amministrazione.
1.- 5. [Omissis]
6. È fatta comunque salva ad ogni effetto di legge la
validità delle graduatorie degli idonei di pubblici concorsi per
l’accesso alle qualifiche di dirigente nei limiti temporali
previsti dalle norme vigenti.
7. Fermo restando il numero complessivo degli incarichi
attribuibili, le disposizioni di cui al presente articolo trovano
immediata applicazione relativamente agli incarichi di funzione
dirigenziale di livello generale e a quelli di direttore generale
degli enti pubblici vigilati dallo Stato ove è prevista tale figura. I
predetti incarichi cessano il sessantesimo giorno dalla data di
entrata in vigore della presente legge, esercitando i titolari degli
stessi in tale periodo esclusivamente le attività di ordinaria
amministrazione. Fermo restando il numero complessivo degli
incarichi attribuibili, per gli incarichi di funzione dirigenziale di
livello non generale, può procedersi, entro novanta giorni dalla
data di entrata in vigore della presente legge, all’attribuzione di
incarichi ai sensi delle disposizioni di cui al presente articolo,
secondo il criterio della rotazione degli stessi e le connesse
procedure previste dagli articoli 13 e 35 del contratto collettivo
nazionale di lavoro per il quadriennio 1998-2001 del personale
dirigente dell’Area 1. Decorso tale termine, gli incarichi si
intendono confermati, ove nessun provvedimento sia stato
adottato. In sede di prima applicazione dell’articolo 19 del
decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, come modificato dal
comma 1 del presente articolo, ai dirigenti ai quali non sia
riattribuito l’incarico in precedenza svolto è conferito un
incarico di livello retributivo equivalente al precedente. Ove ciò
non sia possibile, per carenza di disponibilità di idonei posti di
funzione o per la mancanza di specifiche qualità professionali,
al dirigente è attribuito un incarico di studio, con il
mantenimento del precedente trattamento economico, di
durata non superiore ad un anno. La relativa maggiore spesa è
compensata rendendo indisponibile, ai fini del conferimento,
un numero di incarichi di funzione dirigenziale equivalente sul
piano finanziario, tenendo conto prioritariamente dei posti
vacanti presso l’amministrazione che conferisce l’incarico (1).
8. [Omissis]
(1) La Corte Costituzionale con sentenza 23 marzo 2007, n. 103, ha
dichiarato l’illegittimità costituzionale del presente co., nella parte
in cui dispone che “i predetti incarichi cessano il sessantesimo
giorno dalla data di entrata in vigore della presente legge,
esercitando i titolari degli stessi in tale periodo esclusivamente le
attività di ordinaria amministrazione”.
4. Concorsi per la qualifica dirigenziale.
1. A coloro i quali, anteriormente alla data di entrata in vigore
del decreto legislativo 29 ottobre 1998, n. 387, sono stati
ammessi con riserva ai concorsi banditi ai sensi dell’articolo 28,
comma 2, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, si
applicano i medesimi requisiti di accesso previsti dal citato
decreto legislativo n. 387 del 1998.
5. Personale di cui all’articolo 69,
comma 3, del decreto legislativo 30
marzo 2001, n. 165.
1. Nei limiti del 50 per cento dei posti disponibili nell’ambito
della dotazione organica dei dirigenti di seconda fascia dei ruoli di
ciascuna amministrazione, il personale di cui all’articolo 69,
comma 3, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, in
servizio alla data di entrata in vigore della presente legge, è
inquadrato, previo superamento di concorso riservato per titoli di
servizio e professionali, da espletarsi entro centottanta giorni dalla
medesima data, nella seconda fascia dirigenziale.
2. Nelle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento
autonomo, la disposizione di cui al comma 1 si applica una
volta effettuati gli inquadramenti previsti dal regolamento di
cui all’articolo 10, comma 2, della presente legge, con
decorrenza dalla data di entrata in vigore dello stesso
regolamento.
3. Alle disposizioni di cui ai commi 1 e 2 si applica
l’articolo 39 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive
modificazioni.
6. Norme in materia di incarichi
presso enti, società e agenzia.
1. Le nomine degli organi di vertice e dei componenti dei
consigli di amministrazione o degli organi equiparati degli enti
pubblici, delle società controllate o partecipate dallo Stato,
delle agenzie o di altri organismi comunque denominati,
conferite dal Governo o dai Ministri nei sei mesi antecedenti
la scadenza naturale della legislatura, computata con
decorrenza dalla data della prima riunione delle Camere, o nel
mese antecedente lo scioglimento anticipato di entrambe le
Camere, possono essere confermate, revocate, modificate o
rinnovate entro sei mesi dal voto sulla fiducia al Governo.
Decorso tale termine gli incarichi per i quali non si sia
provveduto si intendono confermati fino alla loro naturale
scadenza. Le stesse disposizioni si applicano ai rappresentanti
del Governo e dei Ministri in ogni organismo e a qualsiasi
livello, nonché ai componenti di comitati, commissioni e
organismi ministeriali e interministeriali, nominati dal
Governo o dai Ministri (1).
2. Le nomine di cui al presente articolo conferite o
comunque rese operative negli ultimi sei mesi antecedenti la
fine naturale della tredicesima legislatura, nonché quelle
conferite o comunque rese operative nel corso della
quattordicesima legislatura fino alla data di insediamento del
nuovo Governo, possono essere confermate, revocate,
L. 15 luglio 2002, n. 145
657
modificate o rinnovate entro sei mesi dalla data di entrata in
vigore della presente legge.
(1) Per la deroga al presente co. vedi articolo 1, co. 309, della legge 23 dicembre 2005, n.
266.
7. Modifiche al decreto legislativo
30 marzo 2001, n. 165, e al testo
unico di cui al decreto legislativo 18
agosto 2000, n. 267.
1. – 4. [Omissis]
5. Dalla disposizione di cui al comma 4 non devono
derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza
pubblica.
8. Semplificazione delle procedure
di collocamento fuori ruolo.
1. [Omissis]
2. Per i cittadini italiani collocati fuori ruolo ai sensi
dell’articolo 1 della legge 27 luglio 1962, n. 1114, come
sostituito dal comma 1 del presente articolo, fatte salve le
disposizioni eventualmente più favorevoli previste dalle
amministrazioni di appartenenza, il servizio prestato presso
enti, organizzazioni internazionali o Stati esteri è computato
per intero ai fini della progressione della carriera,
dell’attribuzione degli aumenti periodici di stipendio e,
secondo le modalità stabilite dalla medesima legge 27 luglio
1962, n. 1114, del trattamento di quiescenza e previdenza,
nonché ai fini della valutazione dei titoli.
3. [Omissis]
9. Accesso di dipendenti privati allo
svolgimento di incarichi e attività
internazionali.
1. È istituito, presso il Ministero degli affari esteri, un
elenco per l’iscrizione delle imprese private che siano disposte
a fornire proprio personale di cittadinanza italiana, per
ricoprire posti o incarichi nell’ambito delle organizzazioni
internazionali.
2. Per l’iscrizione all’elenco di cui al comma 1, le imprese
interessate inoltrano al Ministero degli affari esteri le richieste
di iscrizione indicando espressamente:
a) l’area di attività in cui operano;
b) gli enti od organismi internazionali di interesse;
c) i settori professionali ed il numero massimo di candidati
che intendono fornire;
d) l’impegno a mantenere il posto di lavoro senza diritto al
trattamento economico al proprio personale chiamato a
ricoprire posti o incarichi presso enti o organismi
internazionali, con eventuale indicazione della durata
massima dell’aspettativa.
3. La nomina del dipendente di imprese iscritte nell’elenco
di cui al comma 1 avviene, nei limiti dei posti vacanti, sulla
base di professionalità, esperienza e conoscenze tecnicoscientifiche possedute, e la relativa nomina deve essere
motivata sulla base della carenza, alle dipendenze della
pubblica amministrazione, di personale che disponga di
analoghe caratteristiche e può essere disposta solo a tempo
determinato, non superiore a tre anni, non rinnovabile.
4. Gli incarichi di cui al comma 3 non danno luogo
all’attribuzione di alcuna indennità o emolumento, comunque
denominato, da parte delle amministrazioni pubbliche
italiane.
10. Disposizioni di attuazione.
1. Con uno o più regolamenti adottati con decreto del
Ministro per la funzione pubblica, di concerto con il Ministro
degli affari esteri e con il Ministro dell’economia e delle
finanze, ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23
agosto 1988, n. 400, entro sei mesi dalla data di entrata in
vigore della presente legge, sono definite le modalità e le
procedure attuative dell’articolo 28, comma 2, del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165, come sostituito dall’articolo
3, comma 5, della presente legge, nonché degli articoli 8 e 9
della presente legge.
2. Con regolamento, da emanare ai sensi dell’articolo 17,
comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del
Ministro per la funzione pubblica, di concerto con il Ministro
dell’economia e delle finanze, entro tre mesi dalla data di
entrata in vigore della presente legge, sono disciplinati: le
modalità di istituzione, l’organizzazione e il funzionamento
dei ruoli dei dirigenti delle amministrazioni dello Stato
nonché le procedure e le modalità per l’inquadramento, nella
fase di prima attuazione, dei dirigenti di prima e seconda
fascia del ruolo unico nei ruoli delle singole amministrazioni,
fatta salva la possibilità per il dirigente di optare per il rientro
nell’amministrazione che ne ha effettuato il reclutamento
tramite procedura concorsuale; le modalità di utilizzazione
dei dirigenti ai quali non sia affidata la titolarità di uffici
dirigenziali; le modalità di elezione del componente del
comitato dei garanti di cui all’articolo 22 del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165, come modificato
dall’articolo 3, comma 3, della presente legge. Alla data di
entrata in vigore di tale regolamento è abrogato il
regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica
26 febbraio 1999, n. 150.
3. La disciplina relativa alle disposizioni di cui al comma 3
dell’articolo 7, che si applicano a decorrere dal periodo
contrattuale successivo a quello in corso alla data di entrata in
vigore della presente legge, resta affidata alla contrattazione
collettiva, sulla base di atti di indirizzo del Ministro per la
funzione pubblica all’Agenzia per la rappresentanza negoziale
delle pubbliche amministrazioni (ARAN) anche per la parte
relativa all’importo massimo delle risorse finanziarie da
destinarvi.
11. Norma finale.
1. In tutte le disposizioni di legge, di regolamento e
contrattuali nelle quali è espressamente o implicitamente
richiamato il ruolo unico dei dirigenti, tale richiamo va inteso
come effettuato ai ruoli dei dirigenti delle singole
amministrazioni.
PARTE SECONDA – L’ORGANIZZAZIONE AMMINISTRATIVA | TITOLO VII – PUBBLICO IMPIEGO
658
49 D.L. 25 giugno 2008, n. 112 (1)
Decreto convertito in L. 6 agosto 2008, n. 133. (2) Disposizioni urgenti per lo
sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione
della finanza pubblica e la perequazione tributaria (estratto: artt. 18 sub
Titolo VI, Sez. II; 46-bis; 68 – 74). ______
(1) Pubblicato nella Gazz. Uff. 25 giugno 2008, n. 147, S.O.
(2) Pubblicata nella Gazz. Uff. 21 agosto 2008, n. 195, S.O.
[Omissis]
46 bis. Revisione dei distacchi, delle
aspettative e dei permessi sindacali.
1. Al fine di valorizzare le professionalità interne alle
amministrazioni e di pervenire a riduzioni di spesa, con
decreto del Ministro per la pubblica amministrazione e
l’innovazione, da emanare entro sessanta giorni dalla data di
entrata in vigore della legge di conversione del presente
decreto, è disposta una razionalizzazione e progressiva
riduzione dei distacchi, delle aspettative e dei permessi
sindacali. Le somme rivenienti dalle riduzioni di spesa di cui
al presente comma, sono versate annualmente dagli enti e
dalle amministrazioni dotati di autonomia finanziaria ad
apposito capitolo dell’entrata del bilancio dello Stato. La
disposizione di cui al primo ed al secondo periodo non si
applica agli enti territoriali e agli enti, di competenza regionale
o delle province autonome di Trento e di Bolzano, del
Servizio sanitario nazionale. Le somme versate ai sensi del
secondo periodo sono riassegnate ad un apposito fondo di
parte corrente. Con decreto del Ministro per la pubblica
amministrazione e l’innovazione, di concerto con il Ministro
dell’interno e dell’economia e delle finanze, le risorse del
fondo sono destinate al finanziamento della contrattazione
integrativa delle amministrazioni indicate nell’articolo 67,
comma 5, ovvero delle amministrazioni interessate dall’applicazione dell’articolo 67, comma 2. (1)
(1) Articolo inserito dall’articolo 1, co. 1, della legge 6 agosto 2008, n. 133, in sede di
conversione.
[Omissis]
68. Riduzione degli organismi collegiali e di duplicazioni di strutture.
1. Ai fini dell’attuazione del comma 2-bis dell’articolo 29
del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con
modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, improntato a
criteri di rigorosa selezione, per la valutazione della
perdurante utilità degli organismi collegiali operanti presso la
Pubblica Amministrazione e per realizzare, entro il triennio
2009-2011, la graduale riduzione di tali organismi fino al
definitivo trasferimento delle attività ad essi demandati
nell’ambito di quelle istituzionali delle Amministrazioni,
vanno esclusi dalla proroga prevista dal comma 2-bis del
citato articolo 29 del decreto-legge n. 223 del 2006 gli
organismi collegiali (1):
istituiti in data antecedente al 30 giugno 2004 da
disposizioni legislative od atti amministrativi la cui operatività
è finalizzata al raggiungimento di specifici obiettivi o alla
definizione di particolari attività previste dai provvedimenti di
istituzione e non abbiano ancora conseguito le predette
finalità;
istituiti successivamente alla data del 30 giugno 2004 che
non operano da almeno due anni antecedenti alla data di
entrata in vigore del presente decreto;
svolgenti funzioni riconducibili alle competenze previste
dai regolamenti di organizzazione per gli uffici di struttura
dirigenziale di 1° e 2° livello dell’Amministrazione presso la
quale gli stessi operano ricorrendo, ove vi siano competenze
di più amministrazioni, alla conferenza di servizi.
2. Nei casi in cui, in attuazione del comma 2-bis
dell’articolo 29 del citato decreto-legge n. 223 del 2006 venga
riconosciuta l’utilità degli organismi collegiali di cui al comma
1, la proroga è concessa per un periodo non superiore a due
anni. In sede di concessione della proroga prevista dal citato
comma 2-bis dovranno inoltre prevedersi ulteriori obiettivi di
contenimento dei trattamenti economici da corrispondere ai
componenti privilegiando i compensi collegati alla presenza a
rispetto a quelli forfetari od onnicomprensivi e stabilendo
l’obbligo, a scadenza dei contratti, di nominare componenti la
cui sede di servizio coincida con la località sede
dell’organismo (2) (3).
3. Con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di
concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, su
proposta del Ministro competente, sono individuati gli
organismi collegiali ritenuti utili sulla base dei criteri di cui ai
precedenti commi, in modo tale da assicurare un ulteriore
contenimento della spesa non inferiore a quello conseguito in
attuazione del citato articolo 29 del decreto-legge n. 223 del
2006.
4. La riduzione di spesa prevista dal comma 1 dell’articolo
29 del citato decreto-legge n. 223 del 2006 riferita all’anno
2006 si applica agli organismi collegiali ivi presenti istituiti
dopo la data di entrata in vigore del citato decreto-legge (4).
5. Al fine di eliminare duplicazioni organizzative e
funzionali nonché di favorire una maggiore efficienza dei
servizi e la razionalizzazione delle procedure, le strutture
amministrative che svolgono prevalentemente attività a
contenuto tecnico e di elevata specializzazione riconducibili a
funzioni istituzionali attribuite ad amministrazioni dello Stato
centrali o periferiche, sono soppresse e le relative
competenze sono trasferite alle Amministrazioni svolgenti
funzioni omogenee.
6. In particolare sono soppresse le seguenti strutture:
a) Alto Commissario per la prevenzione ed il contrasto
della corruzione e delle altre forme di illecito all’interno della
pubblica amministrazione di cui all’articolo 1 della legge 16
gennaio 2003, n. 3 e successive modificazioni.
b) Alto Commissario per la lotta alla contraffazione di cui
all’articolo 1-quater del decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35,
convertito, con modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005, n.
80 e all’articolo 4-bis del decreto-legge 10 gennaio 2006, n. 2,
convertito, con modificazioni, dalla legge 11 marzo 2006, n.
81 (5);
c) Commissione per l’inquadramento del personale già
dipendente da organismi militari operanti nel territorio
nazionale nell’ambito della Comunità Atlantica di cui

80,00 76,00

80,00 76,00

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