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CODICE DI DIRITTO DELL'ECONOMIA 2021

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Tempi di spedizione: 2/3 giorni lavorativi

Anno pubblicazione:2021

Editore: La Tribuna

Autore: Pierre De Gioia Carabellese-Biancamaria Raganelli

 

 

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ESTRATTO:

TRASPARENZA BANCARIA E ANATOCISMO
1.
R.D. 16 marzo 1942, n. 262. Approvazione del testo del Codice civile (Pubblicato nella edizione straordinaria della Gazzetta Ufficiale n. 79
del 4 aprile 1942).
(Estratto)
Libro IV
Delle obbligazioni
Titolo I
Delle obbligazioni in generale
Capo VII
Di alcune specie di obbligazioni
Sezione I
Delle obbligazioni pecuniarie
1283. (1
) Anatocismo. – In mancanza di usi contrari (1834), gli interessi scaduti possono produrre
interessi solo dal giorno della domanda giudiziale
o per effetto di convenzione posteriore alla loro
scadenza, e sempre che si tratti di interessi dovuti
almeno per sei mesi.
(1
) A norma dell’art. 37, comma 50, del D.L. 4 luglio
2006, n. 223, convertito, con modificazioni, nella L. 4
agosto 2006, n. 248, gli interessi previsti per il rimborso di tributi non producono in nessun caso interessi ai
sensi di questo articolo.
1284. (1
) Saggio degli interessi. – Il saggio degli interessi legali è determinato in misura pari allo 0,01
per cento in ragione d’anno (2
). Il Ministro del tesoro, con proprio decreto pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana non oltre il
15 dicembre dell’anno precedente a quello cui il
saggio si riferisce, può modificarne annualmente
la misura, sulla base del rendimento medio annuo
lordo dei titoli di Stato di durata non superiore a
dodici mesi e tenuto conto del tasso di inflazione
registrato nell’anno. Qualora entro il 15 dicembre
non sia fissata una nuova misura del saggio, questo
rimane invariato per l’anno successivo (3
).
Allo stesso saggio si computano gli interessi
convenzionali, se le parti non ne hanno determinato la misura.
Gli interessi superiori alla misura legale devono essere determinati per iscritto (2725); altrimenti sono dovuti nella misura legale (1815).
Se le parti non ne hanno determinato la misura, dal momento in cui è proposta domanda giudiziale il saggio degli interessi legali è pari a quello
previsto dalla legislazione speciale relativa ai ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali (4
).
La disposizione del quarto comma si applica
anche all’atto con cui si promuove il procedimento arbitrale (4
).
(1
) Articolo così sostituito dall’art. 1 della L. 26 novembre 1990, n. 353, provvedimenti urgenti per il processo civile, a far tempo dal 16 dicembre 1990. Si vedano: la L. 7 marzo 1996, n. 108 e il D.P.R. 11 giugno 1997, n.
315, in materia di usura.
(2
) Il saggio degli interessi legali è stato così determinato dal D.M. 11 dicembre 2020, con decorrenza
dal 1° gennaio 2021. Il saggio degli interessi legali dal
1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2020 era dello 0,05%;
dal 1° gennaio 2019 al 31 dicembre 2019 era dello 0,8%;
dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2018 era dello 0,3%;
dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2017 era dello 0,1%;
dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2016 era dello 0,2%;
dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2015 era dello 0,5%;
dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2014 era dell’1%; dal
1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2013 era del 2,5%; dal
1° gennaio 2011 al 31 dicembre 2011 era del 1,5%; dal
1° gennaio 2010 al 31 dicembre 2010 era del 1%; dal 1
gennaio 2008 al 31 dicembre 2009 era del 3 per cento;
dal 1° gennaio 2004 al 31 dicembre 2007, era del 2,5 per
cento annuo.
(
3
) Questo comma è stato così sostituito dall’art. 2,
comma 185, della L. 23 dicembre 1996, n. 662, a decorrere dal 1° gennaio 1997.
(
4
) Questo comma è stato aggiunto dall’art. 17,
comma 1, del D.L. 12 settembre 2014, n. 132, convertito,
con modificazioni, nella L. 10 novembre 2014, n. 162.
Tali disposizioni producono effetti rispetto ai procedimenti iniziati a decorrere dal trentesimo giorno successivo all’entrata in vigore della legge di conversione
del presente decreto (Suppl. ord. alla G.U. Serie gen.
– n. 261 del 10 novembre 2014).
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Art. 1. Trasparenza bancaria e anatocismo 1024
2.
Delib. CICR 9 febbraio 2000. Modalità e criteri
per la produzione di interessi sugli interessi scaduti nelle operazioni poste in essere
nell’esercizio dell’attività bancaria e finanziaria (art. 120, comma 2, del testo unico bancario, come modificato dall’art. 25 del D.Lgs. n.
342/1999) (Gazzetta Ufficiale Serie gen. – n. 43
del 22 febbraio 2000).
1. Ambito di applicazione. – 1. Nelle operazioni
di raccolta del risparmio e di esercizio del credito
poste in essere dalle banche e dagli intermediari finanziari gli interessi possono produrre a loro
volta interessi secondo le modalità e i criteri indicati negli articoli che seguono.
2. Conto corrente. – 1. Nel conto corrente l’accredito e l’addebito degli interessi avviene sulla base
dei tassi e con le periodicità contrattualmente stabiliti. Il saldo periodico produce interessi secondo
le medesime modalità.
2. Nell’àmbito di ogni singolo conto corrente
deve essere stabilita la stessa periodicità nel conteggio degli interessi creditori e debitori.
3. Il saldo risultante a seguito della chiusura
definitiva del conto corrente può, se contrattualmente stabilito, produrre interessi. Su questi interessi non è consentita la capitalizzazione periodica.
3. Finanziamenti con piano di rimborso rateale. –
1. Nelle operazioni di finanziamento per le quali è
previsto che il rimborso del prestito avvenga mediante il pagamento di rate con scadenze temporali
predefinite, in caso di inadempimento del debitore
l’importo complessivamente dovuto alla scadenza
di ciascuna rata può, se contrattualmente stabilito,
produrre interessi a decorrere dalla data di scadenza e sino al momento del pagamento. Su questi interessi non è consentita la capitalizzazione periodica.
2. Quando il mancato pagamento determina
la risoluzione del contratto di finanziamento, l’importo complessivamente dovuto può, se contrattualmente stabilito, produrre interessi a decorrere
dalla data di risoluzione. Su questi interessi non è
consentita la capitalizzazione periodica.
3. Quando il pagamento avviene mediante regolamento in conto corrente si applicano le disposizioni dell’art. 2.
4. Nei contratti che prevedono un periodo di
pre-finanziamento, gli interessi maturati alla scadenza di tale periodo, se contrattualmente stabilito, sono cumulabili all’importo da rimborsare secondo il piano di ammortamento.
4. Operazioni di raccolta. – 1. Nelle operazioni di
raccolta gli interessi maturati alle scadenze periodiche possono produrre interessi secondo le modalità e i criteri contrattualmente stabiliti.
5. Domanda giudiziale e convenzioni posteriori alla scadenza. – 1. Gli interessi scaduti possono produrre interessi, oltre che nelle ipotesi e secondo le
modalità di cui ai precedenti articoli, dal giorno della domanda giudiziale o per effetto di convenzione
posteriore alla scadenza e sempre che si tratti di interessi dovuti per almeno sei mesi.
6. Trasparenza contrattuale. – 1. I contratti relativi
alle operazioni di raccolta del risparmio e di esercizio del credito stipulati dopo l’entrata in vigore della
presente delibera indicano la periodicità di capitalizzazione degli interessi e il tasso di interesse applicato. Nei casi in cui è prevista una capitalizzazione
infrannuale viene inoltre indicato il valore del tasso,
rapportato su base annua, tenendo conto degli effetti della capitalizzazione. Le clausole relative alla
capitalizzazione degli interessi non hanno effetto se
non sono specificamente approvate per iscritto.
7. Disposizioni transitorie. – 1. Le condizioni applicate sulla base dei contratti stipulati anteriormente
alla data di entrata in vigore della presente delibera
devono essere adeguate alle disposizioni in questa
contenute entro il 30 giugno 2000 e i relativi effetti
si producono a decorrere dal successivo 1° luglio.
2. Qualora le nuove condizioni contrattuali non
comportino un peggioramento delle condizioni precedentemente applicate, le banche e gli intermediari finanziari, entro il medesimo termine del 30 giugno 2000, possono provvedere all’adeguamento, in
via generale, mediante pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Di tali nuove condizioni deve essere fornita opportuna notizia
per iscritto alla clientela alla prima occasione utile
e, comunque, entro il 31 dicembre 2000.
3. Nel caso in cui le nuove condizioni contrattuali comportino un peggioramento delle condizioni precedentemente applicate, esse devono essere approvate dalla clientela.
8. Entrata in vigore. – 1. La presente delibera entra in vigore il sessantesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
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1025 D.L. 24 gennaio 2015, n. 3 Art. 2
3.
D.L. 24 gennaio 2015, n. 3. Misure urgenti per il
sistema bancario e gli investimenti (Gazzetta
Ufficiale Serie gen. – n. 19 del 24 gennaio 2015),
convertito, con modificazioni, nella L. 24 marzo 2015, n. 33 (Suppl. ord. alla Gazzetta Ufficiale Serie gen. – n. 70 del 25 marzo 2015) (1
).
(1
) A norma dell’art. 2, comma 4, del D.L. 1° marzo 2021, n. 22, convertito, con modificazioni, nella L.
22 aprile 2021, n. 55, la denominazione «Ministro della transizione ecologica» sostituisce, ad ogni effetto e
ovunque presente, la denominazione: «Ministro dello
sviluppo economico».
(Estratto)
2. (1
) Norme sul trasferimento dei servizi di pagamento connessi al rapporto di conto di pagamento. – 1. Il presente articolo reca la disciplina sulla
trasferibilità dei servizi di pagamento connessi al
conto di pagamento detenuto da un consumatore
presso un prestatore di servizi di pagamento verso un altro prestatore di servizi di pagamento secondo quanto previsto al capo III della direttiva
2014/92/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 luglio 2014.
2. Ai fini del presente articolo, per «servizio
di trasferimento» si intende il trasferimento, su richiesta del consumatore, da un prestatore di servizi di pagamento ad un altro, delle informazioni su
tutti o su alcuni ordini permanenti di bonifico, addebiti diretti ricorrenti e bonifici in entrata ricorrenti eseguiti sul conto di pagamento, o il trasferimento dell’eventuale saldo positivo da un conto
di pagamento di origine a un conto di pagamento
di destinazione, o entrambi, con o senza la chiusura del conto di pagamento di origine.
3. I prestatori di servizi di pagamento forniscono il servizio di trasferimento tra i conti di pagamento detenuti nella stessa valuta a tutti i consumatori che intendono aprire o che sono titolari
di un conto di pagamento presso un prestatore di
servizi di pagamento.
4. Il servizio di trasferimento è avviato dal prestatore di servizi di pagamento ricevente su richiesta del consumatore. A tale fine, il consumatore
rilascia al prestatore di servizi di pagamento ricevente una specifica autorizzazione all’esecuzione
del servizio di trasferimento.
5. Il prestatore di servizi di pagamento ricevente esegue il servizio di trasferimento entro il
termine di dodici giorni lavorativi dalla ricezione
dell’autorizzazione del consumatore. Nel caso in
cui il conto abbia due o più titolari, l’autorizzazione è fornita da ciascuno di essi.
6. Attraverso l’autorizzazione il consumatore:
a) fornisce al prestatore di servizi di pagamento trasferente e al prestatore di servizi di pagamento ricevente il consenso specifico a eseguire ciascuna delle operazioni relative al servizio di trasferimento, per quanto di rispettiva competenza;
b) identifica specificamente i bonifici ricorrenti in entrata, gli ordini permanenti di bonifico e gli
ordini relativi ad addebiti diretti per l’addebito in
conto che devono essere trasferiti;
c) indica la data a partire dalla quale gli ordini
permanenti di bonifico e gli addebiti diretti devono essere eseguiti o addebitati a valere sul conto
di pagamento di destinazione. Tale data è fissata
ad almeno sei giorni lavorativi a decorrere dal
giorno in cui il prestatore di servizi di pagamento
ricevente riceve i documenti trasferiti dal prestatore di servizi di pagamento trasferente.
7. Ai fini del presente articolo si applicano le
definizioni previste dall’articolo 1 del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 11.
8. Il prestatore di servizi di pagamento ricevente
è responsabile dell’avvio e della gestione della procedura per conto del consumatore. Il consumatore
può chiedere al prestatore di servizi di pagamento
ricevente di effettuare il trasferimento di tutti o di
alcuni bonifici in entrata, ordini permanenti di bonifico o ordini di addebito diretto. Il prestatore di
servizi di pagamento trasferente fornisce al prestatore di servizi di pagamento ricevente tutte le informazioni necessarie per riattivare i pagamenti sul
conto di pagamento di destinazione. Con riguardo
alla forma dell’autorizzazione si applica l’articolo
117, commi 1 e 2, del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo
1º settembre 1993, n. 385, e successive modificazioni.
9. Per l’inosservanza di quanto stabilito ai sensi del presente articolo si applicano le sanzioni
previste dall’articolo 144, comma 1, del testo unico di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993,
n. 385, e successive modificazioni, nonché il comma 8 del medesimo articolo 144 (2
). Si applica il
titolo VIII del medesimo testo unico di cui al decreto legislativo n. 385 del 1993.
10. Per il periodo di sei mesi dal rilascio
dell’autorizzazione, il prestatore di servizi di pagamento trasferente e il prestatore di servizi di
pagamento ricevente consentono gratuitamente
al consumatore l’accesso alle informazioni che lo
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Art. 2 bis Trasparenza bancaria e anatocismo 1026
riguardano rilevanti per l’esecuzione del servizio
di trasferimento e relative agli ordini permanenti
e agli addebiti diretti in essere presso il medesimo
prestatore di servizi di pagamento.
11. Il prestatore di servizi di pagamento trasferente fornisce le informazioni richieste dal prestatore di servizi di pagamento ricevente e relative
all’elenco degli ordini permanenti in essere relativi
a bonifici e le informazioni disponibili sugli ordini
di addebito diretto che vengono trasferiti e ai bonifici ricorrenti in entrata e sugli addebiti diretti ordinati dal creditore eseguiti sul conto di pagamento
del consumatore nei precedenti tredici mesi, senza
addebito di spese a carico del consumatore o del
prestatore di servizi di pagamento ricevente.
12. Se nell’ambito del servizio di trasferimento il consumatore richiede la chiusura del conto di
pagamento di origine, si applica l’articolo 126 septies, commi 1 e 3, del testo unico di cui al decreto
legislativo 1º settembre 1993, n. 385.
13. Fermo restando quanto previsto dai commi precedenti, il prestatore di servizi di pagamento trasferente e il prestatore di servizi di pagamento ricevente non addebitano spese al consumatore
per il servizio di trasferimento.
14. I prestatori di servizi di pagamento mettono a disposizione dei consumatori a titolo gratuito informazioni riguardanti il servizio di trasferimento. Il contenuto delle informazioni e le
modalità con cui queste sono messe a disposizione del consumatore sono disciplinati ai sensi dei
capi I e II bis del titolo VI del testo unico di cui
al decreto legislativo 1º settembre 1993, n. 385, e
successive modificazioni.
15. Il trasferimento, su richiesta del consumatore, di strumenti finanziari da un conto di deposito titoli ad un altro, con o senza la chiusura del conto di
deposito titoli di origine, è effettuato senza oneri e
spese per il consumatore. Il Ministro dell’economia
e delle finanze, sentite la Consob e la Banca d’Italia, adotta disposizioni di attuazione del presente
comma e, in deroga a quanto stabilito nel periodo
precedente, può stabilire che, per il trasferimento
dei titoli depositati presso un depositario centrale
estero o non assoggettati al regime di dematerializzazione, al consumatore possano essere addebitate
le spese sostenute in diretta conseguenza del necessario intervento di un soggetto terzo (3
).
16. In caso di mancato rispetto delle modalità e dei termini per il trasferimento dei servizi di
pagamento, il prestatore di servizi di pagamento
inadempiente è tenuto a indennizzare il cliente in
misura proporzionale al ritardo e alla disponibilità esistente sul conto di pagamento al momento
della richiesta di trasferimento.
17. All’articolo 116 del testo unico di cui al decreto legislativo 1º settembre 1993, n. 385, e successive modificazioni, dopo il comma 1 è inserito
il seguente:
«1 bis. Le banche e gli intermediari finanziari
rendono noti gli indicatori che assicurano la trasparenza informativa alla clientela, quali l’indicatore sintetico di costo e il profilo dell’utente, anche
attraverso gli sportelli automatici e gli strumenti
di accesso tramite internet ai servizi bancari».
18. Con uno o più decreti del Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la Banca d’Italia,
sono definiti i criteri per la quantificazione dell’indennizzo di cui al comma 16 nonché le modalità
e i termini per l’adeguamento alle disposizioni di
cui al comma 15 del presente articolo. In sede di
prima attuazione, i decreti di cui al primo periodo
sono emanati entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto. I prestatori di servizi di pagamento
si adeguano alle disposizioni del presente articolo
sulla trasferibilità dei servizi di pagamento entro
tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge
di conversione del presente decreto.
19. I commi 584 e 585 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n. 147, sono abrogati.
(1
) Si veda l’art. 2, comma 1, lett. c), del D.L.vo 15
marzo 2017, n. 37, che si riporta:
«c) la Sezione II si applica decorsi 60 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, salvo
quanto previsto dalla lettera d). Dalla medesima data
sono abrogati l’articolo 2, ad eccezione dei commi 15 e
19, e l’articolo 2 bis del decreto legge 24 gennaio 2015,
n. 3, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2015, n. 33».
(2
) Le parole: «previste dall’articolo 144, comma 3
bis, del testo unico di cui al decreto legislativo 1º settembre 1993, n. 385, e successive modificazioni» sono
state così sostituite dalle seguenti: «previste dall’articolo 144, comma 1, del testo unico di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e successive modificazioni, nonché il comma 8 del medesimo articolo 144»
dall’art. 2, comma 11, del D.L.vo 12 maggio 2015, n. 72.
(
3
) Questo comma è stato così sostituito dall’art. 2,
comma 2, del D.L.vo 15 marzo 2017, n. 37.
2 bis. (1
) Attuazione dell’articolo 11 della direttiva
2014/92/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 luglio 2014, in materia di agevolazione
dell’apertura di un conto transfrontaliero da parte
dei consumatori. – 1. In caso di richiesta di trasferiVIG_0586_CodiceDirittoEconomia_2021_1.indb 1026 03/06/21 09:56
1027 Decr. CICR 3 agosto 2016 Art. 1
mento del conto di pagamento o del conto corrente
presso un istituto bancario o un prestatore di servizi di pagamento di uno Stato membro dell’Unione
europea diverso da quello in cui ha sede l’istituto
bancario o il prestatore di servizi di pagamento che
riceve la richiesta di trasferimento, l’istituto bancario o il prestatore di servizi di pagamento che riceve la richiesta di trasferimento fornisce al consumatore, in seguito alla sua richiesta e nei termini
di cui al paragrafo 2 dell’articolo 11 della direttiva
2014/92/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 luglio 2014, la seguente assistenza:
a) fornire gratuitamente al consumatore un
elenco di tutti gli ordini permanenti di bonifico e
degli addebiti diretti ordinati dal debitore al momento attivi, ove disponibile, e le informazioni disponibili sui bonifici in entrata ricorrenti e sugli
addebiti diretti ordinati dal creditore eseguiti sul
conto del consumatore medesimo nei precedenti
tredici mesi. Tale elenco non comporta per il nuovo prestatore di servizi di pagamento alcun obbligo di attivare servizi che non fornisce;
b) trasferire l’eventuale saldo positivo del conto detenuto dal consumatore sul conto di pagamento o sul conto corrente aperto o detenuto dal
consumatore presso il nuovo prestatore di servizi
di pagamento, purché tale richiesta contenga informazioni complete che consentano l’identificazione
del nuovo prestatore di servizi di pagamento e del
conto del consumatore;
c) chiudere il conto detenuto dal consumatore.
(1
) Si veda l’art. 2, comma 1, lett. c), del D.L.vo 15
marzo 2017, n. 37, che si riporta:
«c) la Sezione II si applica decorsi 60 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, salvo quanto
previsto dalla lettera d). Dalla medesima data sono abrogati l’articolo 2, ad eccezione dei commi 15 e 19, e l’articolo 2 bis del decreto legge 24 gennaio 2015, n. 3, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2015, n. 33».
4.
Decr. CICR 3 agosto 2016. Modalità e criteri per
la produzione degli interessi nelle operazioni
poste in essere nell’esercizio dell’attività bancaria (Gazzetta Ufficiale Serie gen. – n. 212 del
10 settembre 2016).
1. Definizioni. – 1. Ai fini del presente provvedimento si definisce:
– «cliente», qualsiasi soggetto che ha in essere
un rapporto contrattuale con un intermediario.
Non sono clienti le banche, le società finanziarie,
gli istituti di moneta elettronica, gli istituti di pagamento, le imprese di assicurazione, le imprese
di investimento, gli organismi di investimento
collettivo del risparmio, i fondi di investimento
alternativi, le società di gestione del risparmio,
le società di gestione accentrata di strumenti finanziari, i fondi pensione, Poste Italiane s.p.a.,
la Cassa depositi e prestiti e ogni altro soggetto
che svolge attività di intermediazione finanziaria.
Non si considerano clienti nemmeno le società
aventi natura finanziaria controllanti, controllate o sottoposte al comune controllo dei soggetti
sopra indicati;
– «intermediario», le banche, gli intermediari
finanziari di cui all’art. 106 del TUB e gli altri soggetti abilitati a erogare a titolo professionale finanziamenti ai quali si applica il titolo VI del TUB;
– «conto di pagamento», il conto come definito all’art. 1, comma 1, lettera l), del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 11.
2. Scopo e ambito di applicazione. – 1. Il presente
decreto attua l’art. 120, comma 2, del TUB e si applica alle operazioni di raccolta del risparmio e di
esercizio del credito tra intermediari e clienti disciplinate ai sensi del titolo VI del TUB.
2. La produzione di interessi nelle operazioni
di cui al comma 1 è regolata secondo le modalità e
i criteri indicati negli articoli 3 e 4.
3. L’imputazione dei pagamenti è regolata in
conformità dell’art. 1194 del codice civile.
3. Regime degli interessi. – 1. Nelle operazioni indicate dall’art. 2, comma 1, ivi compresi i finanziamenti a valere su carte di credito, gli interessi
debitori maturati non possono produrre interessi,
salvo quelli di mora.
2. Agli interessi moratori si applicano le disposizioni del codice civile.
3. Nei rapporti di conto corrente o di conto di
pagamento è assicurata la stessa periodicità, comunque non inferiore a un anno, nel conteggio
degli interessi creditori e debitori. Gli interessi sono conteggiati il 31 dicembre di ciascun anno e,
comunque, al termine del rapporto per cui sono
dovuti; per i contratti stipulati nel corso dell’anno,
il conteggio è effettuato il 31 dicembre.
4. Interessi maturati in relazione alle aperture di
credito regolate in conto corrente e conto di pagamento e agli sconfinamenti. – 1. Il presente articolo si applica:
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Art. 5 Trasparenza bancaria e anatocismo 1028
a) alle aperture di credito regolate in conto
corrente di cui all’art. 2, comma 1, lettera a), del
decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 30 giugno 2012, n. 644, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 5 luglio 2012, n. 155, e a quelle
regolate in conto di pagamento anche quando la
disponibilità sul conto, nella forma di cui all’art.
1842 del codice civile, sia generata da operazioni
di anticipo su crediti e documenti;
b) agli sconfinamenti di cui all’art. 2, comma 1,
lettere b), c) e d), del medesimo decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 30 giugno 2012,
n. 644, quali definiti dall’art. 1, comma 1, lettera d),
del decreto anzidetto.
2. Ai contratti di apertura di credito che vengono stipulati e si esauriscono nel corso di uno
stesso anno solare si applica il solo comma 7.
3. Gli interessi debitori maturati sono contabilizzati separatamente rispetto alla sorte capitale. Il saldo periodico della sorte capitale produce
interessi nel rispetto di quanto stabilito dal presente articolo.
4. Gli interessi debitori divengono esigibili il 1°
marzo dell’anno successivo a quello in cui sono maturati. Al cliente deve comunque essere assicurato
un periodo di trenta giorni dal ricevimento delle comunicazioni previste ai sensi dell’art. 119 o 126 quater, comma 1, lettera b), del TUB prima che gli interessi maturati divengano esigibili. Il contratto può
prevedere termini diversi, se a favore del cliente.
5. Ai sensi dell’art. 120, comma 2, lettera b), del
TUB, il cliente può autorizzare, anche preventivamente, l’addebito degli interessi sul conto al momento in cui questi divengono esigibili; in questo
caso la somma addebitata è considerata sorte capitale; l’autorizzazione è revocabile in ogni momento, purché prima che l’addebito abbia avuto luogo.
6. Il contratto può stabilire che, dal momento
in cui gli interessi sono esigibili, i fondi accreditati
sul conto dell’intermediario e destinati ad affluire
sul conto del cliente sul quale è regolato il finanziamento siano impiegati per estinguere il debito
da interessi.
7. Fermo restando quanto disposto dall’art. 2,
comma 3, in caso di chiusura definitiva del rapporto, gli interessi sono immediatamente esigibili.
Il saldo relativo alla sorte capitale può produrre
interessi, secondo quanto previsto dal contratto;
quanto dovuto a titolo di interessi non produce
ulteriori interessi.
5. Disposizioni finali. – 1. Gli intermediari applicano il presente decreto, al più tardi, agli interessi
maturati a partire dal 1° ottobre 2016.
2. I contratti in corso sono adeguati con l’introduzione di clausole conformi all’art. 120, comma 2, del TUB e al presente decreto, ai sensi degli
articoli 118 e 126 sexies del TUB. L’adeguamento
costituisce giustificato motivo ai sensi dell’art. 118
del TUB. Sulla clausola contenente l’autorizzazione prevista dall’art. 4, comma 5, deve essere acquisito il consenso espresso del cliente, secondo
quanto previsto dall’art. 117, comma 1, del TUB.
Per i contratti che non prevedono l’applicazione
degli articoli 118 e 126 sexies del TUB, gli intermediari propongono al cliente l’adeguamento del
contratto entro il 30 settembre 2016.
3. Ai sensi dell’art. 127, comma 1, del TUB, le
previsioni del presente decreto sono derogabili
solo in senso più favorevole al cliente.

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