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DISPOSIZIONI PENALI NEL CODICE DELLA CRISI D'IMPRESA

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Autore: AA.VV.

Editore: GIAPPICHELLI

Anno di pubblicazione: 2021

Pagg: 259

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INDICE:

INDICE
pag.
Curatori ed Autori XI
PREFAZIONI
STEFANIA PACCHI XIII
ROBERTO GUERRINI XXIII
SIRO DE FLAMMINEIS XXXIII
* * * * *
RENATO BRICCHETTI
REATI FALLIMENTARI E NUOVA DISCIPLINA
DELLA CRISI DI IMPRESA
1. La legge delega 1
2. Il decreto legislativo delegato 2
3. Reati commessi dall’imprenditore in liquidazione giudiziale (artt. 328
Codice – 216-222 legge fall.) 3
4. (Segue) Gli interventi sull’art. 216, comma 4, e sull’art. 217-bis legge fall.
(artt. 332, comma 4, e 324 Codice) 3
5. Reati commessi da persone diverse dall’imprenditore in liquidazione giudiziale (artt. 329-340 Codice – artt. 223-235 legge fall.) 5
6. Disposizioni applicabili nel caso di concordato preventivo, accordi di ristrutturazione dei debiti, piani attestati e liquidazione coatta amministrativa (artt. 341, 342, 343 Codice – artt. 236, 236-bis, 237 legge fall.) 8
7. I reati del debitore e del componente dell’OCC relativi alle procedure di
composizione delle crisi (artt. 344 e 345 Codice – art. 16 legge n. 3/2012) 16
8. Le altre disposizioni penali del Codice (art. 25) 22
9. I vantaggi compensativi nelle operazioni infragruppo 25
10. La posizione di garanzia di amministratori e sindaci 26
11. Entrata in vigore e disposizioni transitorie 29
VI Indice
pag.
FILIPPO BELLAGAMBA
LA RESPONSABILITÀ PENALE DEGLI AMMINISTRATORI
NEL CODICE DELLA CRISI DI IMPRESA
E DELL’INSOLVENZA
1. Crisi d’impresa e stato di insolvenza: tensioni e prospettive ermeneutiche 31
2. Le direttrici del d.lgs. n. 14/2019 in materia penale 36
3. Crisi d’impresa e responsabilità penale degli amministratori 39
4. La nuova responsabilità degli amministratori operativi 41
5. La nuova responsabilità degli amministratori non operativi 45
5.1. (Segue) Le ricadute sull’individuazione della fonte giuridica dell’obbligo di agire impeditivo ex art. 40, comma 2, c.p. 48
5.2. (Segue) Le ricadute sulla specificazione del contenuto del potere impeditivo 51
5.3. (Segue) Le ricadute sull’accertamento del nesso causale 53
5.4. (Segue) Le ricadute sulla prova dell’elemento soggettivo 54
CLAUDIO DE LAZZARO
LA RESPONSABILITÀ PENALE DEI SINDACI
NEL CODICE DELLA CRISI DI IMPRESA
E DELL’INSOLVENZA
1. Premessa 59
2. La crisi di impresa nella prospettiva della legge delega: l’“early warning”
e la tutela della continuità aziendale 61
3. L’organo di controllo nel Codice della crisi di impresa e dell’insolvenza 66
4. La nuova posizione di controllo dei sindaci ed i limiti esterni della responsabilità penale: gli obblighi di segnalazione nelle procedure di allerta,
le misure premiali e la legittimazione a presentare la domanda di liquidazione giudiziale 70
5. Il rafforzamento della posizione di garanzia e la tipizzazione del contributo omissivo in chiave causale 75
6. Gli indici della crisi, la crisi atipica ed il dolo 85
Indice VII
pag.
NICCOLÒ LUDOVICI
I NUOVI ISTITUTI DI CUI ALL’ART. 25,
COMMA 2, DEL CODICE DELLA CRISI DI IMPRESA:
CAUSA DI NON PUNIBILITÀ
ED ATTENUANTE AD EFFICACIA SPECIALE
1. La nuova causa di non punibilità 93
1.1. La struttura della nuova causa di non punibilità 95
1.2. Il significato da attribuire all’espressione “limitatamente alle condotte poste in essere prima dell’apertura della procedura …” 99
1.3. La valutazione circa la speciale tenuità del danno 100
1.4. Il problema del nesso eziologico circa il “danno cagionato” 103
1.5. La qualificazione giuridica degli elementi ulteriori che si devono avverare per poter accedere a questa causa di non punibilità: l’apertura
della procedura di liquidazione giudiziale o di concordato preventivo, ovvero l’omologazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti 106
2. La nuova circostanza attenuante ad effetto speciale 108
3. I rapporti tra l’art. 25, comma 2, e l’art. 326, comma 3, del Codice 110
4. Conclusioni 113
DARIO GUIDI
LE SANZIONI PENALI
IN MATERIA DI CONCORDATO PREVENTIVO
TRA VECCHIA E NUOVA DISCIPLINA
1. Considerazioni introduttive 115
2. La disciplina penale del concordato preventivo 117
3. La fattispecie di falsa esposizione della realtà aziendale 120
4. La norma estensiva delle incriminazioni in materia di bancarotta al concordato preventivo 128
4.1. L’art. 341, comma 2, del d.lgs. n. 14/2019: i nodi irrisolti 133
5. Le ipotesi di “nuova incriminazione” (art. 341, comma 3) 141
6. Conclusioni 144
VIII Indice
pag.
NICCOLÒ VALIANI
LE NOVITÀ DEL CODICE DELLA CRISI DI IMPRESA
IN MATERIA DI FALSO COMPIUTO DAL PROFESSIONISTA
ATTESTATORE E DAL MEMBRO OCRI
1. Il falso del professionista attestatore: le ragioni “obbligate” sottese all’introduzione della fattispecie 147
2. Le criticità più evidenti e i rimedi proposti con il d.lgs. 12 gennaio 2019,
n. 14: la struttura del “nuovo” art. 342 CCII 153
2.1. Il bene giuridico tutelato 155
2.2. Il soggetto attivo 158
2.3. L’elemento oggettivo della fattispecie 159
2.3.1. L’oggetto della condotta 159
2.3.2. Le varie tipologie di condotta punibili 161
2.4. L’elemento soggettivo 167
3. L’OCRI e le sanzioni penali a carico dei suoi componenti: la nuova fattispecie di falso prevista dall’art. 345 CCII 169
3.1. Struttura e funzioni del nuovo organismo 170
3.2. La fattispecie penale di riferimento: l’art. 345 CCII 172
4. Brevi considerazioni conclusive e prospettive de jure condendo 174
SIRO DE FLAMMINEIS
IL PUBBLICO MINISTERO NELLA CRISI D’IMPRESA
ED IL RISCHIO PENALE
1. La riforma e la distinzione tra crisi e perdita della continuità aziendale 179
2. Il controllo del pubblico ministero 182
2.1. La fase della composizione della crisi d’impresa 183
2.2. La fase della regolazione della crisi: l’accordo di ristrutturazione ed
il concordato preventivo 189
3. Il rapporto tra il p.m. e le altre parti della procedura 191
3.1. L’evoluzione normativa 192
3.2. Le previsioni della riforma 195
4. Conclusioni: crisi d’impresa e l’area di rischio penale 198
Indice IX
pag.
GIOVANBATTISTA TONA
L’AGGRESSIONE DEI PATRIMONI DELLA CRIMINALITÀ
DEBITRICE E INSOLVENTE: FRIZIONI E CONVERGENZE
TRA CODICE DELLA CRISI, CODICE DI PROCEDURA
PENALE E CODICE ANTIMAFIA (ARTT. 317-321 E ART. 373)
1. Insolvenza, fallimento e patrimoni sequestrati: dalla prassi alla disciplina
del Codice antimafia 205
2. Il Codice della crisi, la dichiarazione di insolvenza e il sequestro dei beni:
logiche in conflitto? 212
3. La scelta di disciplinare solo i rapporti tra misure cautelari reali e liquidazione giudiziale 218
4. La regolamentazione delle misure cautelari reali con il rinvio “zoppo” alle
disposizioni del Codice antimafia 223
5. Le «énclaves» di disciplina compiuta: il sequestro conservativo e il sequestro impeditivo 227
6. Il ruolo del curatore nel procedimento penale: la giurisprudenza anticipa
(più compiutamente) il Codice della crisi 230
7. E nel procedimento di prevenzione? 233
LORENZO DE MARTINO
LE PROCEDURE DI COMPOSIZIONE DELLE CRISI
DA SOVRAINDEBITAMENTO: PROFILI PENALISTICI
1. Introduzione alla crisi da sovraindebitamento 235
1.1. Le procedure di composizione delle crisi da sovraindebitamento: brevi
cenni 238
2. I reati commessi nelle procedure di composizione della crisi: l’art. 344 del
Codice della crisi d’impresa 242
3. I delitti commessi dal debitore “sovraindebitato”: il primo e secondo
comma dell’art. 344 245
4. I delitti del componente dell’organismo di composizione della crisi 255
4.1. Le singole fattispecie: la falsità nelle attestazioni (art. 344, comma 3) e
l’omissione e il rifiuto di atti in danno dei creditori (art. 344, comma 4) 257

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