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GLI ACCORDI DI RISTRUTTURAZIONE DEI DEBITI CON INTERMEDIARI FINANZIARI

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IN SINTESI

autore: Alessandro Di Majo

editore: Giappichelli

anno di pubblicazione: 2020

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DESCRIZIONE

Il legislatore ha cercato di dare una nuova vitalità ad un istituto molto studiato dalla dottrina, ma poco applicato nella prassi, ovvero gli accordi di ristrutturazione dei debiti.
L’istituto si inserisce nel panorama delle risoluzioni stragiudiziali della crisi d’impresa, il cui scopo è quello di evitare la falcidia del fallimento: gli accordi di ristrutturazione dei debiti sono stati inseriti nel panorama giuridico italiano nel 2005 e continuamente riformati nel corso del tempo, sino alla riforma attuata con il d.l. 27 giugno 2015, n. 83, convertito nella legge 6 agosto 2015, n. 132, che ha introdotto la nuova species degli accordi di ristrutturazione dei debiti con gli intermediari finanziari Scopo della mini-riforma è quello di agevolare l’imprenditore nel risanare la situazione economico e finanziaria dell’impresa in stato di crisi.
Il nuovo istituto consente infatti di stipulare un accordo di ristrutturazione e di estenderne gli effetti anche ai creditori dissenzienti, i quali hanno causato in passato la non riuscita di molti accordi ex art. 182 bis legge fall., ove però lo stesso sia stato La trattazione intende verificare effettivamente fino a che punto “la legge può derogare a se stessa” 1 e di appurare se il nuovo istituto possa essere comunque inquadrato all’interno del genus degli accordi di ristrutturazione dei debiti ordinari ai sensi dell’art. 182 bis legge fall., ovvero rappresentare una terza via tra questi e il concordato preventivo, esibendo delle caratteristiche proprie di procedura concorsuale e altre di contratto tra privati.

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