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IL CONCETTO DI RISCHIO NEL DIRITTO PENALE MODERNO

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IN SINTESI

autore: Perini

editore: Giuffrè

anno di pubblicazione: 2010

 

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INDICE SOMMARIO
Indice delle abbreviazioni …………………………………………………………………………. XIII
Introduzione ………………………………………………………………………………………….. XVII
Parte I
CONCETTO E FUNZIONI DEL RISCHIO
NELLA SISTEMATICA PENALE
CAPITOLO I
LE ORIGINI DEL TOPOS: L’APPROCCIO ENDOSISTEMICO
1. Premessa: la proposta di una ‘nuova’ chiave di lettura …………………………. 4
2. La nozione di rischio consentito come archetipo degli studi penalistici sul
rischio …………………………………………………………………………………………… 6
2.1. L’opzione di fondo: il rischio consentito come “concetto formale
con funzione sistematica” (la tesi Maiwald) ……………………………… 10
2.2. L’ambigua declinazione del rischio consentito tra tipicità e antigiuridicità: critica …………………………………………………………………. 13
2.2.1. Il precario equilibrio del rischio consentito fra opposti
categoriali (l’analisi pionieristica di Bricola) ……………….. 20
2.2.2. La tipicità orientata dal rischio consentito: (prime) prove tecniche di un ‘diritto penale del rischio’ ……………….. 23
2.2.2.1. In particolare: la tipicità del reato colposo …. 32
3. Lo sviluppo della teoria del rischio nella dottrina italiana: la categoria del
‘rischio adeguato’ (la tesi Militello) …………………………………………………….. 40
3.1. Le premesse: anfibologia e gradualità del concetto di rischio ……… 45
3.2. Il ‘rapporto di esclusiva’ fra rischio consentito e tipicità colposa … 48
4. L’approfondimento della teoria: il nesso tra condotta ed evento come
fulcro della tipicità orientata dal rischio …………………………………………….. 57
4.1. Il rischio nella teoria dell’imputazione oggettiva dell’evento: genesi di un criterio normativo di selezione tra “fatto” e “valore” …. 59
4.1.1. Il nesso di rischio: all’origine della contiguità tra accertamento del fatto e paradigmi normativi di imputazione …………………………………………………………………………. 78
VIII INDICE SOMMARIO
4.1.1.1. La criteriologia primaria ………………………….. 91
4.1.1.1.1. (a) L’operatività ex ante del concetto di rischio nel criterio della
creazione di un rischio illecito ……………………………………….. 92
4.1.1.1.2. (b) L’operatività ex post del concetto di rischio nel criterio della
realizzazione del rischio illecito
nell’evento ………………………….. 99
4.1.1.2. La criteriologia secondaria: variazioni
nell’impiego del rischio come parametro
normativo di imputazione ……………………….. 103
4.1.1.2.1. La “soluzione” dei casi dubbi
nell’imputazione basata sullo
aumento del rischio ……………… 109
4.1.2. Excursus: il problematico recepimento della teoria
dell’imputazione oggettiva dell’evento nella dottrina
italiana ………………………………………………………………….. 117
4.2. La dialettica “fatto”/“valore” e la versatilità del rischio come criterio di imputazione: il banco di prova dei delitti aggravati
dall’evento ………………………………………………………………………….. 130
5. Gli ulteriori sviluppi della teoria: il “rischio doloso” come “indicatore”
oggettivo del dolo eventuale (la tesi Canestrari) …………………………………… 141
6. Résumé e critica ………………………………………………………………………………. 161
CAPITOLO II
IL RISCHIO NELLA TEORIA DEL “DIRITTO PENALE MODERNO”:
LA PROSPETTIVA ESOSISTEMICA
1. L’integrazione tra diritto penale e ricerca sociologica all’origine di un
nuovo approccio al concetto di rischio ……………………………………………… 168
2. L’influenza della Risikogesellschaft nell’elaborazione della prospettiva esosistemica ……………………………………………………………………………………….. 174
2.1. I differenti modelli di società del rischio …………………………………. 175
2.1.1. Le principali teorie sulla percezione del rischio ………….. 192
3. Il rischio come grandezza sociologica nella relazione con il diritto penale:
gli interrogativi fondamentali …………………………………………………………… 203
4. Dinamica della relazione tra rischio (‘sociologico’) e diritto penale ……….. 214
4.1. La declinazione del concetto di rischio nell’opera di Prittwitz: dal
diritto penale ‘della prevenzione’ al diritto penale ‘dirigistico’ …….. 217
4.2. La funzione incriminatrice del rischio nell’analisi di Herzog: il
diritto penale come strumento di ‘previdenza’ sociale ……………….. 230
4.3. Le sollecitazioni prasseologiche correlate alla responsabilità penale del produttore: le prime elaborazioni concettuali (da Bricola
alla ‘Scuola di Francoforte’) …………………………………………………… 239
4.3.1. La responsabilità del produttore in Italia: il contributo
di Piergallini tra rilevanza ermeneutica e rilevanza incriminatrice del concetto di rischio …………………………… 266
5. Critica della relazione fra rischio e diritto penale ……………………………….. 279
5.1. Il dibattito fomentato dalla nozione hassemeriana di “diritto penale moderno” …………………………………………………………………….. 279
5.1.1. In particolare: la proliferazione del reato di pericolo al
vaglio della dottrina (Kratzsch, Kindhäuser e Wohlers) ….. 293
5.1.2. Excursus: analogie strutturali tra diritto penale dello Stato sociale e diritto penale moderno …………………………… 306
5.2. Il rischio come fattore distorsivo del sistema penale (la tesi Stella) ………………………………………………………………………………………. 311
5.2.1. Gli sviluppi successivi nella scuola stelliana: (a)
l’irrilevanza penale del disastro tecnologico nello studio
di Centonze ……………………………………………………………. 325
5.2.2. (Segue): (b) le censure ai modelli di incriminazione
strumentali alla gestione del rischio nell’analisi di
D’Alessandro ………………………………………………………….. 333
6. Gli interrogativi politico-criminali scaturiti dall’analisi sociologica orientata dal rischio: legittimazione e scopo del diritto penale ……………………… 344
6.1. Il dibattito sulle alternative al diritto penale come strumento di
controllo sociale: il “diritto dell’intervento” di Hassemer ………….. 354
7. Bilancio intermedio e ricognizione del percorso dell’indagine ………………. 357
Parte II
IL RISCHIO COME STRUMENTO ERMENEUTICO
E COME CRITERIO DI POLITICA LEGISLATIVA
CAPITOLO III
IL RISCHIO COME CATEGORIA NELL’ERMENEUTICA PENALISTICA
SEZIONE PRIMA
I limiti esterni della nozione di rischio: il lessico del pericolo
1. Ambientazione ………………………………………………………………………………. 367
2. La questione cruciale: eterogeneità od omogeneità tra pericolo e rischio? . 371
3. L’assoluta eterogeneità tra rischio e pericolo concreto ………………………… 375
3.1. La cornice: il giudizio di pericolo delineato da Angioni …………….. 377
3.2. I profili di rilevanza del concetto di rischio nella fisiologia del giudizio di pericolo di Angioni …………………………………………………… 386
3.3. L’ingresso del rischio “per sostituzione” nel giudizio di pericolo
concreto: critica …………………………………………………………………… 390
4. L’eterogeneità relativa tra rischio e pericolo astratto (o “non concreto”) .. 395
4.1. “Non impossibilità dell’evento” vs. “pericolo reale” …………………. 400
4.1.1. Corollari della concezione del pericolo non concreto come pericolo reale ……………………………………………………… 412
4.1.1.1. In particolare: il nodo rappresentato dalla
pericolosità della condotta concreta ………….. 413
5. Fazit ……………………………………………………………………………………………… 419
SEZIONE SECONDA
Il rischio come criterio normativo di imputazione dell’evento
PREMESSA
6. La polarizzazione del rischio sulla causalità e sulla colpa ……………………… 422
CAPO I
Rischio e causalità
7. Il concetto di rischio nella spiegazione causale del diritto penale …………… 425
7.1. La spiegazione causale in diritto penale: i nodi problematici e i
contenuti condivisi ………………………………………………………………. 430
7.2. La spiegazione causale tra oggettivismo ‘di base’ e tensioni soggettivistiche …………………………………………………………………………….. 447
7.3. Rischio e metro della spiegazione causale ………………………………… 456
7.3.1. Premessa ulteriore: la centralità dell’evento
nell’individuazione del metro della spiegazione causale .. 457
7.3.1.1. Excursus: la ‘forza evocativa’ dell’evento nel
modello della condizione c.d. ‘I.N.U.S.’ …….. 459
7.3.2. Le leggi scientifiche universali come metro ‘ideale’ ……… 462
7.3.3. Le leggi scientifiche probabilistiche tra compromessi
politico-criminali e ingresso del rischio nella spiegazione
causale …………………………………………………………………… 465
7.3.4. Deviazioni dal complemento nomologico ispirate al
concetto di rischio ………………………………………………….. 474
7.3.4.1. L’influenza della forma mentis medico-legale
nella legittimazione penalistica del parametro
dell’aumento del rischio ………………………….. 480
7.3.4.2. L’oggetto della spiegazione causale
nell’indagine epidemiologica: dal caso (ed
evento) concreto alla classe di accadimenti ………………………………………………. 486
7.3.5. Il concetto di rischio nella spiegazione causale orientata
alle conseguenze: le contiguità con la responsabilità civile
extracontrattuale …………………………………………………….. 498
7.4. L’incidenza del rischio nella spiegazione causale: dal metro allo
standard della decisione ………………………………………………………… 509
CAPO II
Rischio e colpa
8. Il concetto di rischio nell’imputazione dell’evento per colpa ……………….. 522
8.1. Il rischio nella fisiologia della colpa: erlaubtes Risiko e Risikozusammenhang ………………………………………………………………………… 525
8.2. Rischio e condotta colposa ……………………………………………………. 532
8.2.1. I criteri di prevedibilità ed evitabilità dell’evento ………… 535
8.2.2. Il concetto di rischio nel giudizio di prevedibilità ed evitabilità dell’evento ………………………………………………….. 541
8.3. Il concetto di rischio nella correlazione fra condotta colposa ed
evento colposo …………………………………………………………………….. 562
8.3.1. Rischio tipico ed evento colposo ………………………………. 564
8.3.2. Il concetto di rischio nel giudizio sul nesso tra colpa ed
evento …………………………………………………………………… 573
9. Fazit ……………………………………………………………………………………………… 591
CAPITOLO IV
LA PROSPETTIVA INCRIMINATRICE:
MODELLI NORMATIVI DI GESTIONE DEL RISCHIO
1. Il concetto di rischio tra interpretazione, ratio e struttura della norma
penale: l’opportunità di una valutazione unitaria ……………………………….. 595
2. Il grado dell’indagine: modello di tutela e/o enunciato normativo? ……….. 598
3. Delimitazione del campo dell’indagine ……………………………………………… 602
4. Ricognizione normativa ………………………………………………………………….. 606
4.1. Il rischio di incidenti rilevanti in ambito industriale …………………. 608
4.2. Rischio e sostanze pericolose …………………………………………………. 619
4.3. Il rischio nell’ambiente di lavoro …………………………………………… 635
4.4. Il rischio correlato all’impiego di organismi geneticamente modificati …………………………………………………………………………………… 649
5. Bilancio: la gestione del rischio come modello normativo …………………….. 661
5.1. Il rischio come elemento del tipo nel reato di pericolo non concreto …………………………………………………………………………………… 666
Conclusioni ……………………………………………………………………………………………. 671
Bibliografia ……………………………………………………………………………………………. 675

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