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IL CONTRASTO AI FENOMENI CORRUTTIVI

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AUTORE: Giorgio Fidelbo

EDITORE: GIAPPICHELLI

ANNO DI PUBBLICAZIONE: 01/2021

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INDICE:

Indice
pag.
Gli Autori XV
Presentazione
di Francesco Palazzo XVII
Capitolo 1
L’ampliamento soggettivo e oggettivo delle fattispecie
di “corruzione internazionale” e le modifiche della disciplina
sull’applicazione della legge penale nello spazio
di Stefano Manacorda
1. Le modifiche dirette e indirette alla disciplina della c.d. corruzione internazionale di cui all’art. 322-bis c.p. 1
2. La filosofia della riforma della c.d. corruzione internazionale tra vincoli normativi sovraordinati e istanze politico-criminali interne 7
3. L’estensione delle qualifiche soggettive in ordine ai reati propri di cui all’art. 322-bis, comma 1, n. 5-ter e 5-quater c.p. 12
4. L’estensione delle condotte penalmente rilevanti mediante il superamento
del doppio dolo specifico alternativo ex art. 322, comma 2, c.p. 19
5. Gli artt. 9 e 10 c.p. e la problematica portata innovativa della riforma 22
6. Cenni di diritto intertemporale 25
Capitolo 2
La corruzione “funzionale”
e il contrastato rapporto con la corruzione propria
di Giorgio Fidelbo
1. L’incremento sanzionatorio previsto per il reato di corruzione “funzionale” 27
VI Indice
pag.
2. I reati di corruzione nella giurisprudenza precedente alla riforma del 2012:
il passaggio dall’atto alla funzione 30
3. L’introduzione del reato di corruzione per l’esercizio della funzione 34
4. La figura di corruzione per asservimento della funzione e le interpretazioni
della giurisprudenza dopo la riforma del 2012 36
5. Nuovi confini tra corruzione propria e corruzione per l’esercizio della funzione 39
6. Esercizio della funzione e discrezionalità 43
7. Limiti dell’attuale assetto normativo 48
Capitolo 3
Il traffico di influenze illecite riformato
e l’urgenza di un’esaustiva regolamentazione del lobbying
di Raffaele Piccirillo
1. Una panoramica sulle innovazioni 51
2. Le persistenze strutturali 54
2.1. L’accordo sinallagmatico tra il faccendiere e il cliente 55
2.2. La mediazione onerosa e la mediazione gratuita 56
2.3. Il traffico di influenze come délit obstacle 57
3. La fusione degli archetipi e l’incriminazione del compratore di fumo: una
scelta non obbligata 60
3.1. L’incriminazione dell’acquirente di influenze asserite e il rapporto con la
truffa: l’intentio legis e la rivisitazione degli assetti assiologici tradizionali 62
3.2. Il dibattito sulla punibilità del cliente ingannato 65
3.3. Una proposta interpretativa costituzionalmente orientata 67
3.4. La profilazione dell’acquirente punibile delle influenze asserite nelle
prime pronunce della Corte di Cassazione 72
4. Il nuovo traffico di influenze illecite come avamposto della corruzione funzionale 74
4.1. Il dibattito interpretativo sul requisito di relazione con l’atto contrario 76
5. Il traffico di influenze illecite e la legittima rappresentazione degli interessi
di parte presso i decisori pubblici 79
5.1. La legittimazione del lobbying 80
5.2. La frammentarietà della disciplina extra-penale italiana 83
5.3. La disciplina auspicabile e le prospettive de jure condendo 85
5.4. I criteri già disponibili per l’interpretazione degli enunciati “mediazione illecita” e “dazione indebita” 89
6. La ridefinizione della prestazione del cliente 92
7. Il dolo: la natura e gli indicatori 93
8. La revisione sanzionatoria 94
Indice VII
pag.
8.1. La necessità di intervenire 95
8.2. I contenuti dell’intervento sulla cornice edittale e il rischio della “cifra
oscura” 97
8.3. I dubbi sulla ragionevolezza della cornice edittale indifferenziata 99
9. Le circostanze aggravanti 101
9.1. Il trafficante qualificato 101
9.2. Il traffico dell’influenza giudiziaria 102
9.3. L’ingerenza proiettata verso la corruzione propria (una questione di
virgole) 103
10. Il concorso con altri reati 103
10.1. La mediazione onerosa e i reati-scopo 104
10.2. Il patto di ingerenza e l’istigazione alla corruzione 105
11. Profili di diritto intertemporale 106
11.1. Continuità nel tipo di illecito per il millantatore del credito? 106
11.2. Sotto-fattispecie irretroattive 108
11.3. Il trattamento sanzionatorio dei casi di continuità normativa 109
11.4. Il regime intertemporale della responsabilità civile da reato 110
Capitolo 4
L’emersione del patto corruttivo: il nuovo fronte
degli strumenti premiali e investigativi
di Maria Novella Masullo
1. La rottura della solidarietà criminale quale misura di contrasto alla corruzione: i precedenti premiali progettuali e normativi 111
2. L’art. 323-ter del codice penale: la denuncia tempestiva quale causa sopravvenuta di non punibilità 114
3. Reati presupposto ed estensione dell’area di non punibilità: limiti strutturali
e applicativi 117
4. Le condizioni di operatività dell’esimente 120
5. Le preclusioni alla non punibilità quale contromisura ai possibili abusi dello
strumento premiale 122
6. La reale dimensione operativa del comportamento antagonista 123
7. La diversa valenza della collaborazione processuale nelle varie fasi del procedimento 124
8. La rilevanza della collaborazione processuale nel sistema della responsabilità amministrativa da reato degli enti 127
9. Operazioni sotto copertura e white collar crimes: una riforma discussa (e discutibile) 129
10. Agente sotto copertura e agente provocatore: i confini mobili delle due figure 132
VIII Indice
pag.
Capitolo 5
L’indebita percezione di erogazioni pubbliche
di Roberta Zizanovich
1. L’origine della norma incriminatrice ed i suoi rapporti con il reato di cui all’art. 640-bis c.p. 139
2. Le modifiche introdotte dalla legge n. 3/2019 141
Capitolo 6
Le modifiche alla disciplina del reato di appropriazione indebita
di Roberta Zizanovich
1. Le modifiche in tema di trattamento sanzionatorio 145
2. Le modifiche in tema di procedibilità 147
Capitolo 7
L’abolizione della querela nella corruzione tra privati
di Andrea Francesco Tripodi
1. L’indiscriminata procedibilità d’ufficio 151
2. Lo spettro offensivo dell’incriminazione nella sua evoluzione 152
2.1. La limitata dimensione offensiva della figura introdotta nel 2002 153
2.1.1. Focus sul grande assente: l’interesse concorrenziale 154
2.2. L’entrata in scena della concorrenza con la riforma del 2012 156
2.2.1. L’area di rilevanza dell’effetto anticoncorrenziale 162
2.3. Gli interessi protetti nella figura risultante dalla riforma del 2017 162
2.3.1. La fenomenologia offensiva tipizzata nel comma 1 della disposizione 166
2.3.2. La relazione col modello pubblicistico 168
2.3.3. La variante concorrenziale prevista dal comma 5 della disposizione 171
2.4. Considerazioni riepilogative e conclusive a ridosso dell’innovazione
del 2019: l’avvertita esigenza di un percorso di razionalizzazione 174
2.5. I riflessi dell’avvenuto superamento della procedibilità a querela sugli
interessi tutelati 175
3. I riflessi dell’avvenuto superamento della procedibilità a querela sul piano
dell’effettività 178
4. Profili di diritto intertemporale 180
Indice IX
pag.
Capitolo 8
Il riassetto delle pene accessorie dell’interdizione dai pubblici uffici
e dell’incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione
di Fabrizio D’Arcangelo
1. Il complessivo disegno di riforma delle pene accessorie 183
2. L’ampliamento dell’ambito applicativo dell’interdizione dai pubblici uffici e
dell’incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione 185
3. L’estensione della durata dell’incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione e dell’interdizione dai pubblici uffici 189
4. I dubbi di legittimità costituzionale sollevati dalla nuova disciplina 193
5. Le modifiche alla disciplina della sospensione condizionale della pena 196
6. Le modifiche alla riparazione pecuniaria prevista dall’art. 322-quater c.p. 199
7. La riabilitazione con riferimento alle pene accessorie perpetue 202
8. La disciplina dell’interdizione dai pubblici uffici e dell’incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione nel patteggiamento 204
Capitolo 9
Il divieto temporaneo di contrattare
con la Pubblica Amministrazione
di Fabrizio D’Arcangelo
1. L’introduzione dell’art. 289-bis c.p.p. e la finalità perseguita dal legislatore 209
2. L’ambito applicativo del divieto temporaneo di contrattare con la pubblica
amministrazione e i connessi problemi di costituzionalità 211
3. Il procedimento applicativo 217
4. Il contenuto e gli effetti della nuova misura interdittiva 220
5. Le interferenze tra il divieto temporaneo di contrattare con la pubblica amministrazione applicato nei confronti della persona fisica e quello disposto
nei confronti dell’ente 223
Capitolo 10
Il cold case della prescrizione
di Raffaele Piccirillo
1. La nuova modifica degli artt. 158 e 159 c.p.: elementi di continuità e discontinuità con la legge Orlando 226
2. Le finalità: un intervento indifferenziato che guarda però ai white collar
crimes 228
X Indice
pag.
3. Il rinvio dell’entrata in vigore e l’accantonamento del problema dell’eterno giudicabile 230
4. I dubbi sull’urgente necessità di un intervento incompleto 232
4.1. La natura sostanziale della prescrizione e l’irretroattività delle modifiche in malam partem: la posizione della Corte costituzionale 233
4.1.1. L’irretroattività e le cause sospensive e interruttive della prescrizione 235
4.1.2. Profili di diritto intertemporale: la tradizione legislativa confermata dalla legge Bonafede 238
4.1.3. Equivoci nello stato di eccezione: la presunta irretroattività della
sospensione della prescrizione disposta nel tempo della pandemia 240
4.2. Le modifiche dirette e indirette del regime prescrizionale dei delitti
contro la pubblica amministrazione, dei reati spia e dei delitti ambientali intervenute prima della legge n. 3/2019 243
4.3. Il monitoraggio delle agenzie internazionali 247
4.4. La lezione della Corte Edu 251
5. La modifica dell’art. 158, comma 1, c.p. nel quadro dei cauti interventi
del legislatore italiano sul termine iniziale di prescrizione 253
5.1. Il retropensiero dell’incontrollabilità della data di acquisizione della
notitia criminis e il rimedio progettato dal disegno di legge delega
A.C. 2435 255
5.2. L’intervento della legge Orlando sulla prescrizione dei reati in danno di minori 257
5.3. Il background del ripristino della regola ante-Cirielli sulla decorrenza
della prescrizione del reato continuato 258
5.3.1. La critica della dottrina: ricompare un anacronistico fattore di
incertezza nel calcolo del tempo dell’oblio 260
5.4. L’impatto del differimento del dies a quo ex art. 158, comma 1, c.p.
sulla corruzione a consumazione prolungata 263
5.5. Proposte interpretative di contenimento degli eccessi 266
6. La sospensione sine die dopo la sentenza di primo grado: questioni interpretative in tema di decorrenza dell’effetto sospensivo 269
6.1. La critica e le proposte di completamento della riforma 271
6.2. Il cantiere legislativo. Le direttrici del Disegno di legge delega per l’efficienza del processo penale e la celere definizione dei procedimenti giudiziari pendenti presso le corti d’appello (A.C. 2435) 274
6.2.1. L’aggiustamento di rotta: la decorrenza della sospensione sine
die dalla sentenza di condanna 275
6.2.2. Il progetto di disciplina dei termini processuali assistiti dalla responsabilità disciplinare del dirigente e del magistrato. Il rifiuto
della “prescrizione processuale” 275
6.2.3. La scommessa sull’accelerazione del processo: gli interventi
sull’udienza preliminare e i riti alternativi 278
6.2.4. La semplificazione del rito ordinario e del giudizio d’appello 279
Indice XI
pag.
Capitolo 11
La confisca senza condanna: la modifica dell’art. 578‐bis c.p.p.
di Pasquale Fimiani
1. Le questioni aperte dopo la modifica dell’art. 578-bis c.p.p. con la legge n.
3/2019 283
2. L’ambito di applicabilità dell’art. 578-bis secondo la sentenza Perroni 291
3. L’applicabilità dell’art. 578-bis alla sola confisca per equivalente prevista
dall’art. 322-ter c.p. 296
4. L’inapplicabilità dell’art. 578-bis alla confisca facoltativa del profitto del
reato prescritto 299
5. Profili temporali dell’applicazione dell’art. 578-bis dopo la “spazzacorrotti” 301
Capitolo 12
Le modifiche alla disciplina delle intercettazioni telefoniche
di Fabrizio D’Arcangelo
1. Le modifiche alla disciplina del captatore informatico 305
2. L’assetto delineato dalle Sezioni Unite nella pronuncia “Scurato” 307
3. I criteri direttivi enunciati dalla legge 23 giugno 2017, n. 103 311
4. La disciplina del captatore informatico delineata dal d.lgs. 29 dicembre
2017, n. 216 313
5. Le previsioni specifiche per i più gravi delitti contro la pubblica amministrazione 318
6. Le modifiche introdotte dalla c.d. legge spazza-corrotti 320
7. Le ulteriori modifiche apportate dalla legge 28 febbraio 2020, n. 7 322
8. Le questioni di diritto transitorio relative all’utilizzo del trojan nei procedimenti per i delitti contro la pubblica amministrazione 325
9. L’utilizzazione dei risultati delle intercettazioni eseguite mediante il captatore informatico in altri procedimenti 329
10. I possibili profili di incostituzionalità della disciplina 332
Capitolo 13
Interventi sulla legge n. 354 del 1975 (ordinamento penitenziario)
di Enrico Gallucci
1. L’inserimento delle fattispecie di “corruzione” tra i reati ostativi di cui
all’art. 4-bis dell’ordinamento penitenziario 337
XII Indice
pag.
1.1. L’iter di approvazione della disposizione 337
1.2. La disciplina dei “reati ostativi” 338
1.3. L’inserimento dei delitti contro la P.A. Profili critici 342
1.4. Gli effetti dell’inserimento tra i “reati ostativi” 344
1.5. Segue. La sospensione dell’ordine di esecuzione 345
1.6. Il regime transitorio 347
1.7. Segue. Gli orientamenti della giurisprudenza 348
1.8. Segue. Critica al principio del “tempus regit actum”: una possibile soluzione “de iure condendo” 351
1.9. Segue. L’intervento della Corte costituzionale: il “radicale” divieto di
applicazione retroattiva del regime ex art. 4-bis 355
2. La modifica dell’art. 47, comma 12, della legge n. 354/1975 357
2.1. La disciplina introdotta 357
2.2. La ratio della modifica normativa 358
2.3. Gli effetti della nuova disciplina 361
2.4. Disciplina transitoria 364
3. Osservazioni conclusive 364
Capitolo 14
Le recenti modifiche introdotte dalla “spazzacorrotti” e dal decreto
legislativo di attuazione della direttiva PIF al regime della responsabilità
dell’ente in materia di reati contro la pubblica amministrazione
di Giorgio Fidelbo e Vincenzo Mongillo
1. Considerazioni preliminari su struttura e funzione della responsabilità dell’ente collettivo ex d.lgs. n. 231/2001 367
2. Le novità apportate dalla legge n. 3/2019 alla responsabilità degli enti per
reati di corruzione. L’innesto del traffico di influenze illecite (art. 346-bis
c.p.) nel novero dei reati-presupposto 373
3. Gli ulteriori delitti contro la P.A. inseriti nel d.lgs. n. 231/2001 dal d.lgs. 14
luglio 2020, n. 75, di attuazione della direttiva PIF 2017/1371. Criticità 378
4. L’inasprimento delle sanzioni interdittive operato dalla “legge spazzacorrotti”. L’involuzione della logica prevenzionale del reato aziendale 381
5. L’embrionale valorizzazione della collaborazione post-delictum dell’ente nel
settore dell’anticorruzione 384
6. Prospettive de iure condendo: verso una premialità razionale? L’opzione
della messa alla prova dell’ente 387
Indice XIII
pag.
Capitolo 15
Nuove norme in materia di trasparenza
e controllo dei partiti e movimenti politici
di Gaetano Pelella
Parte I
1. Premessa introduttiva 393
2. L’evoluzione della legislazione sul finanziamento dei partiti in Italia 394
2.1. La stratificazione della normativa di settore 394
2.2. Il passaggio da un sistema di finanziamento basato principalmente su
contributi pubblici diretti a uno fondato esclusivamente su contributi
statali indiretti e su donazioni private 397
2.3. Gli adempimenti imposti ai partiti al fine di garantire la trasparenza
della gestione economico-finanziaria e patrimoniale 409
2.4. Il sistema dei controlli 413
2.5. Il sistema sanzionatorio 417
Parte II
3. Le novità introdotte dalla legge n. 3/2019 419
4. I problemi interpretativi e applicativi conseguenti all’approvazione delle
nuove disposizioni 422
4.1. I problemi interpretativi derivanti dal difettoso coordinamento con la
normativa vigente 423
4.2. I problemi interpretativi derivanti dalla difficile comprensibilità di talune prescrizioni 430
4.3. I problemi interpretativi derivanti dal possibile contrasto con taluni
principi costituzionali e di diritto euro-unitario 431
4.4. I problemi interpretativi derivanti dalla eccessiva genericità dei criteri
di individuazione degli enti equiparati ai partiti in materia di contabilità e rendicontazione 435
Capitolo 16
Una riforma controtendenza: l’abuso di ufficio “depotenziato”
di Ercole Aprile
1. Le modifiche introdotte dal decreto legge n. 76 del 2020, “tra detto e non detto” 441
2. La discutibile scelta del “metodo” 446
3. Le modifiche di contenuto: il riferimento alla violazione delle sole norme di
fonte primaria 448
4. Segue. La limitazione ai casi di inosservanza di specifiche regole di condotta 450
5. Segue. La esclusione del sindacato penale sugli atti e sui comportamenti qualificati da “margini di discrezionalità” 451

DESCRIZIONE:

La corruzione si manifesta in modi sempre più insidiosi e il legislatore continua a mettere in campo rimedi per contrastare questo fenomeno assai complesso.

Nel 2012 la legge n. 190, per la prima volta, ha affrontato il tema della corruzione anche attraverso strumenti preventivi, diretti ad influire sulla stessa organizzazione della pubblica amministrazione.

Tuttavia, è sul piano repressivo penale che il legislatore punta a contrastare l’illegalità amministrativa, un piano che oggi è occupato da un numero eccessivo di reati, che determina non poche difficoltà applicative.

La legge n. 3 del 2019, nota come “spazzacorrotti”, da un lato, sembra aver compreso l’importanza di non considerare la corruzione come un fenomeno a cui rispondere solo con misure repressive, come dimostra l’introduzione dei nuovi istituti, dall’altro, però, sposta pericolosamente il baricentro in direzione della legislazione in materia di criminalità organizzata, confermando la preferenza per un approccio repressivo e di estremo rigore, che tuttavia non coglie la differenza tra i diversi fenomeni criminali.

In aperta controtendenza si pone invece la recente e inaspettata riforma dell’abuso di ufficio (art. 23 del d.l. n. 76 del 2020, convertito dalla l. n. 120 del 2020), che riduce fortemente il campo applicativo del reato, realizzando un arretramento nel contrasto alla illegalità amministrativa. Il volume passa in rassegna queste due ultime riforme e sottopone ad una attenta analisi critica i nuovi istituti e le modifiche introdotte, tra cui, ad esempio, gli interventi su alcuni dei reati contro la pubblica amministrazione, le rilevanti novità sul regime delle pene accessorie, il nuovo fronte degli strumenti premiali e investigativi, la disciplina delle intercettazioni, senza trascurare di soffermarsi sulla riforma della prescrizione e sul tema, delicatissimo, del finanziamento dei partiti in Italia.

Conclude l’analisi il capitolo sulla recente e discussa riforma dell’abuso di ufficio.

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