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IL DIRITTO PENALE DI FRONTE ALLE SFIDE DELLA SOCIETA' DEL RISCHIO

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IN SINTESI

autore: AA.VV.

editore: Giappichelli

anno di pubblicazione: 2017

62,00 58,90

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INDICE
PREFAZIONE E RINGRAZIAMENTI XVII
Gaetana Morgante
INTRODUZIONE AL CONVEGNO XIX
Giovannangelo De Francesco
1. Il rischio ed i suoi metodi di governo XIX
2. Il problema della sfera di prevenzione ‘à rebours’ di regole cautelari. Il
dolo e la colpa rispetto all’illecito ‘di rischio’ XX
3. L’incertezza scientifica ed il problema causale: tra leggi ‘generali’ e caso
concreto XXII
4. Nuovi scenari riguardo al ruolo del giudice: da ‘fruitore’ della scienza a
‘giudice degli scienziati’? XXIII
5. Il principio di ‘precauzione’ tra imputazione per colpa e distinti modelli
punitivi XXVI
LA TUTELA PENALE DELL’INCOLUMITÀ PUBBLICA
E DELL’AMBIENTE
INTRODUZIONE
DAI DELITTI CONTRO L’INCOLUMITÀ PUBBLICA
AI NUOVI DELITTI CONTRO L’AMBIENTE:
IL BANCO DI PROVA DELLA TIPICITÀ PENALE 3
Sofia Milone
IL RISCHIO NELLA DINAMICA DEI REATI
CONTRO L’INCOLUMITÀ PUBBLICA
E NEI REATI DI PERICOLO ASTRATTO 7
Alberto Gargani
1. Premessa 7
1.1. Il settore dell’inquinamento ambientale 8
1.2. L’ambito dei danni da esposizione professionale a sostanze tossiche 9
2. La “riscoperta” dei delitti contro l’incolumità pubblica 10
3. Riflessi problematici 11
3.1. Il rapporto tra rischio e pericolo 12
3.1.1. Il superamento del valore soglia quale indice d’integrazione
del pericolo comune? 13
3.2. Tra salute e ambiente: la “destinazione alimentare” delle acque di
falda 16
3.3. Un’avventura ermeneutica: l’elaborazione giurisprudenziale in tema
di disastro ambientale-sanitario 18
3.3.1. La disintegrazione dell’unità spazio-temporale del disastro 20
3.3.2. Il “lascito” del diritto vivente 21
3.3.3. Dal disastro “senza nome” all’ineffabile fattispecie di disastro ambientale (art. 452-quater c.p.) 22
3.3.4. Il tentativo di “saldatura” dei due piani di tutela: il disastro
ambientale/sanitario (art. 452-quater, comma 2, n. 3, c.p.) 24
4. Considerazioni conclusive 25
DAL COMPORTAMENTO ALL’EVENTO
NELLA TUTELA PENALE DELL’AMBIENTE.
OSSERVAZIONI IN TEMA DI BENE GIURIDICO 27
Enrico Contieri
1. Una premessa 27
2. Beni diffusi, pericolo astratto e tutela di funzioni 29
3. L’assenza di un evento offensivo e le sue ricadute sul ‘volto costituzionale’ dell’illecito penale 34
4. Alla ricerca di un evento: l’‘altro disastro’ 39
5. I nuovi delitti di inquinamento e di disastro ambientale (artt. 452-bis e
452-quater c.p.) 39
5.1. Segue. L’evento di «inquinamento ambientale» 40
5.2. Segue. L’evento di «disastro ambientale» 42
5.3. Segue. Gli eventi di inquinamento e di disastro ambientale in relazione all’aspetto materiale e a quello assiologico del bene giuridico
‘ambiente’ 43
6. L’ambiente penalmente tutelabile: qualche spunto di riflessione 44
6.1. L’aspetto assiologico 45
6.2. L’aspetto materiale 49
7. Una considerazione non conclusiva 52
RILEVANZA DELLE CONDOTTE REALIZZATE ABUSIVAMENTE
TRA RISCHIO ED EVENTO AMBIENTALI 53
Marinella Bosi
1. Introduzione 53
2. Dalla violazione di norme all’“abusivamente” 56
3. Abusivamente: elemento normativo del fatto dai plurimi significati 60
3.1. Condotta clandestina o non autorizzata 61
3.2. Condotta tenuta in violazione di norme di legge o di prescrizioni
amministrative 61
3.3. Condotta conforme ad autorizzazione illegittima 64
3.4. Condotta sviata dai fini ordinamentali 65
3.5. Condotta in violazione dei principi del settore di riferimento e bilanciamento di interessi 66
LA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA
DA REATO DEGLI ENTI COLLETTIVI
INTRODUZIONE.
“CONTESTO ECONOMICO”
E GESTIONE DEL RISCHIO-REATO NELL’IMPRESA:
ASPETTI PROBLEMATICI 73
Alessandro Varvaressos
1. Introduzione 73
2. E pluribus unum: limiti e lacune del modello (unico) di organizzazione e
gestione del rischio-reato nelle imprese 75
3. Dal rischio-reato al rischio-sanzione: i rapporti tra le procedure concorsuali e il sequestro preventivo ex art. 53 decr. 82
4. Conclusioni e prospettive 87
RISCHIO E RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DEGLI ENTI 90
Francesco D’Alessandro
1. L’illecito penale come rischio imprenditoriale: premesse di una débâcle
della responsabilizzazione degli enti 90
2. Percorsi attuali di oggettivizzazione del rischio-illecito 96
3. La “gestione” processuale del rischio-illecito e gli spunti derivanti dall’esperienza anglosassone 102
4. Nuovi orizzonti per la responsabilità da reato degli enti 106
L’ART. 8 D.LGS. N. 231 DEL 2001 NEL TRIANGOLO DI PENROSE,
TRA MINIMIZZAZIONE DEL RISCHIO-REATO D’IMPRESA
E ‘NUOVE FORME’ DI COLPEVOLEZZA 112
Marco Alessandro Bartolucci
1. In generale: i ‘confini gerarchici’ del d.lgs. n. 231 del 2001 112
2. La prima, fondamentale, conseguenza: l’illecito dell’ente come criminal
offence 115
3. Pro e contro dell’(obbligata) ‘scelta penalistica’. Cenni 117
4. Una domanda onnicomprensiva: di che cosa l’ente risponde? 119
5. Introduzione all’art. 8 d.lgs. n. 231 del 2001. Una ‘pregiudiziale teoretica’ 123
6. Il contenuto della colpevolezza dell’ente 125
7. La colpevolezza dell’ente nel caso di persona fisica non identificata 129
8. Conclusione: tre modelli colposi per quattro scenari criminologici 131
I MODELLI DI ORGANIZZAZIONE AI SENSI DEL D.LGS. N. 231
DEL 2001 E LA COLPA D’ORGANIZZAZIONE:
IL CASO DEI REATI COMMESSI IN VIOLAZIONE
DELLA NORMATIVA ANTINFORTUNISTICA 134
Ilaria Salvemme
1. I modelli di organizzazione e gestione. Un ruolo centrale nel d.lgs. n. 231
del 2001 134
2. La reale valenza dell’art. 6, comma 3, d.lgs. n. 231 del 2001 139
3. La disciplina dei modelli in materia di salute e sicurezza sul lavoro 141
4. Segue. L’ulteriore discrezionalità del giudice in materia di salute e sicurezza
sul luogo di lavoro 146
5. La carenza di certezze e le ipotesi di riforma in materia di responsabilità degli enti 149
6. Gli scenari futuri 153
PRINCIPIO DI PRECAUZIONE E COLPEVOLEZZA
INTRODUZIONE.
IL PRINCIPIO DI PRECAUZIONE COME TEMA
DELLA «SOCIETÀ DEL RISCHIO». L’INCIDENZA SUI CRITERI
D’IMPUTAZIONE SOGGETTIVA (LA COLPA) 157
Giuseppe Di Vetta
IL FONDAMENTO EPISTEMICO-VOLITIVO
DELLA RESPONSABILITÀ COLPOSA:
NUOVI ORIZZONTI DOMMATICI
PER LA CONCEZIONE NORMATIVA DELLA COLPA 161
Gabriele Civello
LA CURVATURA PRECAUZIONALE DELLA COLPA
NELLA GESTIONE DELLE CALAMITÀ NATURALI:
PREVEDIBILITÀ ED EVITABILITÀ DELL’EVENTO 169
Federica Urban
1. Premessa 169
2. Cenni alla normativa in materia di protezione civile 172
3. La peculiarità della ‘gestione del rischio’ di calamità naturali 175
4. Il primo ambito di indagine: l’individuazione della regola cautelare e la
sua orbita preventiva 179
5. Il secondo ambito di indagine: prevedibilità ed evitabilità dell’evento in
concreto 186
5.1. Osservazioni a margine della vicenda giudiziaria sul terremoto dell’Aquila 188
5.2. Osservazioni a margine della vicenda giudiziaria sull’alluvione di
Sarno 192
6. Conclusioni: i dubbi sulla ‘curvatura precauzionale’ della colpa nella gestione delle calamità naturali 196
IV PANEL
LA CAUSALITÀ
INTRODUZIONE.
LO STATUTO EPISTEMOLOGICO (?) DELLA CAUSALITÀ PENALE FRA CAUSE SUFFICIENTI E CONDIZIONI NECESSARIE 203
Leandro Mancano
LO STATUTO EPISTEMOLOGICO (?) DELLA CAUSALITÀ PENALE
FRA CAUSE NECESSARIE E CONDIZIONI SUFFICIENTI 205
Ombretta Di Giovine
PARTE I
SPIEGAZIONE E PREVISIONE DELL’EVENTO NEL DIRITTO PENALE
1. Spiegazione del titolo (incluso il segno di punteggiatura) e contestualizzazione storica del discorso sulla causalità penale 205
2. La longevità della sentenza Franzese: il carattere fintamente generale del
suo modello causale 207
3. A proposito della necessità di modulare l’indagine su diversi ambiti della
realtà 209
4. A proposito della necessità di distinguere di caso in caso, rinunciando ad
impossibili (e forse anche dannose) formule giuridiche generali 211
5. Prima esemplificazione: esiste davvero una differenza tra causalità attiva
e causalità omissiva? 212
6. Seconda esemplificazione: il ruolo della matematica nell’accertamento
della causalità 214
7. Terza esemplificazione: il caso delle malattie professionali 215
8. Conclusione “penalistica” 217
PARTE II
SPIEGAZIONE E PREVISIONE DELL’EVENTO NELLA FILOSOFIA
9. Qualche analogia tra pensiero giuridico e pensiero filosofico 219
10. Le concezioni controfattuali 222
11. Le concezioni regolariste 223
12. L’epistemologia contemporanea: gli ultimi tentativi di una definizione
unitaria o apparentemente tale di causalità 224
13. Le impostazioni del Novecento. Scetticismo causale? 227
14. La teoria dei modelli causali 229
15. Conclusione “filosofica” 231
16. Conclusione “generale” (e ritorno al titolo della relazione) 232
ACCERTAMENTO CAUSALE ED EVIDENZA EPIDEMIOLOGICA
NEI PROCESSI PER ESPOSIZIONE A SOSTANZE TOSSICHE:
IL CONTRIBUTO DELLA «MARK TRANSMISSION THEORY»
DI WESLEY SALMON 234
Francesco Barresi
1. Premessa 234
2. I profili epistemologici della questione 239
2.1. L’archetipo epistemologico della causalità penale: il modello della
sussunzione sotto leggi scientifiche 239
2.2. Che cos’è la probabilità? 243
3. La prospettiva epidemiologica 247
4. Il contributo della «Mark Transmission Theory» di Wesley Salmon 251
5. Conclusioni 254
CAUSALITÀ E FRAGILITÀ EPISTEMICA:
SPUNTI PER UNA RIFLESSIONE SUL VALORE NORMATIVO
E POLITICO-CRIMINALE DEI LIMITI DEL DIRITTO PENALE 259
Pierpaolo Astorina Marino
1. Il diritto penale di fronte all’incertezza scientifica 259
2. Il paradigma della causalità: prove di resistenza della logica del diritto
penale d’evento 263
3. L’accertamento alternativo della vittima nella spiegazione causale: una
scorciatoia probatoria fuori dal sistema 270
4. Il nuovo modello del giudice “fruitore attivo” del sapere scientifico 275
V PANEL
LA RESPONSABILITÀ PENALE DA PRODOTTO
INTRODUZIONE.
DIRITTO PENALE “CLASSICO” E DANNO DA PRODOTTO:
SUGGESTIONI PER UNA CONCILIAZIONE 283
Silvia Clinca
RESPONSABILITÀ PER DANNO DA PRODOTTO
TRA PERSONA FISICA ED ENTE COLLETTIVO 286
Carlo Enrico Paliero
1. Società del rischio e decisioni in stato di incertezza 286
2. Danno da prodotto e diritto penale 287
3. La causalità nel danno da prodotto 289
4. La colpevolezza nel danno da prodotto 290
5. L’inservibilità dei reati di danno e di pericolo concreto 290
6. La gestione dei rischi in un’ottica proiettiva (de lege ferenda) 291
6.1. Il problematico ricorso al pericolo astratto 291
6.2. La gestione concertata delle decisioni in stato di incertezza e il principio di principio di precauzione 293
CIRCOLARITÀ E DINAMICITÀ DELL’ILLECITO NEL DIRITTO
PENALE ALIMENTARE (TRA PRESENTE E FUTURO) 296
Edoardo Mazzanti
1. Complessità della produzione e mutamento dei paradigmi punitivi 296
2. Il diritto penale alimentare come ‘laboratorio della modernità’ 298
2.1. Rischio da diffusione di alimenti contenenti o.g.m. e diritto penale 300
2.2. La nuova fattispecie di ‘omesso ritiro’: un felice spunto nell’ambizioso progetto di riforma dei reati alimentari 306
3. Governo della complessità, fattispecie penali ‘aperte’ e rispetto dei principi fondamentali 311
LA SICUREZZA AGROALIMENTARE FRA DANNO
DA PRODOTTO E PRINCIPIO DI PRECAUZIONE:
DALL’INCERTEZZA EPISTEMICA AL BUIO SCIENTIFICO,
DALLA SCIENZA APPLICATA ALLA POST-NORMAL SCIENCE 313
Francesco Diamanti, Lavinia Messori
1. Breve introduzione: la precauzione nella logica causale e i nuovi progressi della scienza post-normale 313
2. Il “Buio Scientifico”. La società del rischio tra istanze securitarie e prospettive di riforma in materia agro-alimentare 318
3. La gestione del rischio “da prodotto” in presenza di congetture scientifiche fondate: il ricorso ad una «extended peer community» 322
4. La proposta d’intervento sulla riforma della legge 30 aprile 1962, n. 283:
gli artt. 5 e 5-ter 326
5. Conclusioni 329
VI PANEL
LA PROVA SCIENTIFICA NEL PROCESSO PENALE
LA MOTIVAZIONE DELLA SENTENZA
E LA PROVA SCIENTIFICA: “REASONING BY PROBABILITIES” 333
Giovanni Canzio
1. Una premessa “ideologica”: funzione cognitiva e fine di verità del processo penale 333
2. Le vertigini del probabilismo 334
3. La motivazione della decisione 335
4. Lo statuto epistemologico del processo penale 336
5. La prova scientifica 338
6. La fallibilità della scienza e lo statuto probabilistico dell’accertamento 341
7. I limiti costituzionali del probabilismo 341
8. La regola “al di là di ogni ragionevole dubbio” (BARD) 342
9. La multifattorialità della spiegazione causale: analisi di un caso 344
10. Il fattore “tempo” fra scienza e diritto 345
PROVA SCIENTIFICA NEL PROCESSO PENALE
E LIBERO CONVINCIMENTO DEL GIUDICE.
RIFLESSIONI IN TEMA DI VALUTAZIONE DELLA PROVA SCIENTIFICA:
IL DELICATO RUOLO DEL GIUDICE PENALE 348
Francesca Lai
PROVE ESPERTE DI ATTENDIBILITÀ DICHIARATIVA
E INTIME CONVICTION DEL GIUDICE 358
Martina Jelovcich
VII PANEL
EPIDEMIOLOGIA E RISCHIO PENALE
INTRODUZIONE 379
Alessandro Maria Piotto
ANCORA SULLA QUALIFICAZIONE PENALISTICA
DELL’EVIDENZA EPIDEMIOLOGICA PERCHÉ ANCHE NELLA
SOCIETÀ DEL RISCHIO È LEGITTIMO IL RICORSO AL DIRITTO
PENALE D’EVENTO 389
Luca Masera
1. Introduzione 389
2. Il ruolo dell’epidemiologia nella giurisprudenza 390
2.1. I processi per omicidio o lesioni 390
2.2. I processi per reati di pericolo: la decisione della Cassazione sul caso
Eternit 392
3. Epidemiologia ed accertamento alternativo: alcune precisazioni alla luce
degli interventi più recenti 396
3.1. Le critiche di Iacoviello: l’accertamento alternativo non è un vero
accertamento e manca di base legale 397
3.2. Le critiche di Gargani: l’aumento del rischio (rinvio), il dies a quo
della prescrizione e la pluralità di soggetti responsabili 398
3.3. La precisazione di Zirulia: la necessità di uno studio epidemiologico
ad hoc 403
3.4. La rilevanza dell’eccesso di mortalità a titolo di omicidio senza
l’utilizzo dell’accertamento alternativo 405
4. Le novità normative riguardo al ruolo dell’epidemiologia nei reati di pericolo409
4.1. Il nuovo disastro ambientale e l’inquinamento aggravato dalle morti 410
4.2. La proposta di “disastro sanitario” elaborata dalla Commissione Caselli412
5. Conclusioni 417
HIC SUNT DRACONES.
LE PATOLOGIE CORRELATE AL LAVORO E L’ISTITUTO DELL’ACCERTAMENTO ALTERNATIVO NEL DIRITTO PENALE COMPARATO420
Vera Magnani
1. Premessa 420
2. Malattie correlate al lavoro e scienze epidemiologiche 421
3. Le opzioni nel panorama comparato. La Germania e l’Opfer-Wahlfeststellung 423
4. Segue. Gli Stati Uniti e i toxic torts 426
5. Il problema in Italia: le diverse soluzioni proposte e le criticità emerse 428
6. Conclusioni 433

62,00 58,90

62,00 58,90

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