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IL SISTEMA DEI TRIBUTI TOMO I LE IMPOSTE DIRETTE

Informazioni aggiuntive

IN SINTESI

autore: Pietro Boria

editore: Giappichelli

anno di pubblicazione: 2018

pagine: 370

31,35

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INDICE
Prefazione XXIII
Capitolo 1
LA STRUTTURA ATTUALE
E LE PROSPETTIVE DI SVILUPPO
DEL SISTEMA TRIBUTARIO
1. La struttura attuale del sistema dei tributi 1
2. La pressione tributaria 2
2.1. L’apporto dei singoli tributi al bilancio dello Stato 2
2.2. La flessibilità e mutevolezza dei tributi come carattere qualificante del sistema tributario. Inapplicabilità di limiti costituzionali alla misura del prelievo impositivo 5
3. Effetti sul sistema tributario derivanti dalle relazioni internazionali 6
3.1. La globalizzazione come fattore di trasformazione del sistema tributario 6
3.2. La trasformazione del sistema tributario in conseguenza dell’azione comunitaria 7
4. Le prospettive di sviluppo del sistema tributario 8
4.1. La stabilità strutturale del sistema dei tributi 8
5. Il potere tributario nel nuovo modello di Welfare state 10
5.1. L’abolizione dell’IRPEF e l’istituzione delle imposte cedolari 11
5.2. La revisione delle tax expenditures ed il riordino della fiscalità di sostegno. 13
5.3. Status e standard: la ricerca di modelli diversi di regolazione giuridica dei
rapporti sociali ed economici nel nuovo Stato sociale 15
5.4. Pluralità dei livelli di governo e conformazione del Welfare state. Opportunità di mantenere il centralismo decisionale per la riforma dello Stato sociale 16
5.5. (Segue). La costruzione di un Welfare state a gradi e il ruolo degli enti locali nei servizi di prossimità 19
Capitolo 2
TEORIA GENERALE DEI SISTEMI
DI IMPOSIZIONE SUL REDDITO
1. L’imposta sul reddito 21
1.1. L’imposta sul reddito come fondamentale strumento di attuazione della politica tributaria 21
2. La struttura ibrida della fattispecie 22
2.1. La stratificazione storica di due modelli di imposizione nell’ambito dell’IRPEF 22
2.2. L’ibridismo dell’imposta sul reddito. Pluralità di fonti reddituali ed omogeneità di trattamento fiscale 23
2.3. Il presupposto dell’imposta sul reddito come fattispecie complessa 24
3. La nozione di reddito 25
3.1. La nozione pregiuridica del concetto di reddito come variazione incrementale del patrimonio 25
3.2. Le varie tipologie di reddito formulate dalla scienza economica: redditoprodotto, reddito-entrata, reddito-spesa 26
3.3. La nozione convenzionale di reddito assunta nella legislazione tributaria 28
3.4. Il rapporto del reddito con una fonte produttiva. La distinzione tra redditi da
atto e redditi da attività 29
3.5. L’attitudine casistica alla individuazione del reddito imponibile 30
3.6. Le lacune della nozione fiscale di reddito. Esistenza di aree di non imponibilità 31
3.7. I redditi derivanti da atti o attività illecite 32
4. I metodi di determinazione del reddito come base imponibile: l’alternativa tra reddito effettivo e reddito normale 34
4.1. L’alternativa reddito “effettivo” – reddito “normale” come opzione metodologica necessaria ai fini della determinazione della base imponibile 34
4.2. Il differente fondamento costituzionale del reddito effettivo e del reddito
normale 36
4.3. Il criterio di utilizzo delle distinte metodologie di determinazione del reddito nel sistema delle imposte dirette 37
4.4. La contrapposizione reddito normale – reddito effettivo nell’ambito del processo evolutivo dell’imposizione delle attività di impresa e di lavoro autonomo 39
4.5. La coesistenza di due moduli impositivi richiamanti, rispettivamente, il reddito normale e il reddito effettivo nell’ambito di un medesimo medio-sistema 41
5. La misurazione della base imponibile 42
5.1. Il valore monetario quale criterio tradizionale di misurazione del reddito 42
5.2. Il valore normale quale criterio di determinazione dei redditi in natura 43
6. La titolarità del reddito 44
6.1. Il “possesso” di redditi 44
6.2. Il principio di sostituzione dei redditi. La regola dell’art. 6 TUIR 45
6.3. L’interposizione fittizia nella titolarità del reddito 46
7. La riferibilità temporale del reddito 48
7.1. La distinzione dell’imposizione del reddito in periodi di imposta 48
7.2. L’imputazione dei redditi al periodo di imposta: l’alternativa tra criterio di
cassa e di competenza 48
7.3. Il tempo come fattore di alterazione del reddito nominale: la rilevanza dell’inflazione monetaria 49
8. La riferibilità spaziale del reddito 50
8.1. La riferibilità al territorio come elemento della fattispecie. La nozione di
residenza fiscale 50
8.2. I criteri di collegamento del reddito al territorio nazionale. Il principio del
reddito mondiale per i residenti e il principio di territorialità dei redditi per i
non residenti 52
8.3. La tassazione dei non residenti: criteri di collegamento e ritenute alla fonte 53
8.4. Il rischio della doppia imposizione internazionale sui redditi esteri dei residenti. Le convenzioni internazionali. La funzione residuale del credito di
imposta per le imposte pagate all’estero 54
9. La misura dell’imposta sul reddito 55
9.1. L’alternativa tradizionale tra imposta progressiva e imposta proporzionale 55
9.2. La progressività dell’imposta sul reddito come regola di matrice costituzionale 56
9.3. La crisi dell’imposizione progressiva ed il passaggio verso modelli di imposizione personale orientati verso forme innovative di progressività 57
9.4. Il divieto di doppia imposizione interna (ne bis in idem) 58
Capitolo 3
LE CATEGORIE DI REDDITO
1. Le categorie di reddito come medio-sistemi dell’imposta sul reddito 61
2. I redditi fondiari 62
2.1. Articolazione della categoria in più sub-sistemi 62
2.2. Il sistema catastale come elemento caratteristico della imposizione dei redditi derivanti dall’attività di gestione di fondi agricoli e di fabbricati 63
2.3. Il presupposto dei redditi fondiari 64
2.4. I redditi dominicali 65
2.5. I redditi agrari. La potenzialità del terreno e le attività agricole 66
2.6. I redditi dei fabbricati 68
3. I redditi di capitale 71
3.1. La ricostruzione dottrinale della categoria dei redditi di capitale 71
3.2. I connotati qualificanti della categoria dei redditi di capitale 72
3.3. Le varie fattispecie di redditi di capitale. Gli interessi 73
3.4. Gli utili ed i proventi da partecipazione in società ed enti 75
3.5. Gli altri redditi di capitale 78
3.6. Alcune considerazioni sulla determinazione dei proventi conseguiti a seguito di negoziazione dei titoli 79
3.7. La determinazione dei redditi di capitale 80
4. I redditi di lavoro dipendente 82
4.1. La centralità del rapporto di lavoro dipendente come carattere qualificante
della categoria reddituale 82
4.2. I redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente. I proventi che non presentano alcun collegamento con una prestazione di lavoro 83
4.3. (Segue). I proventi collegati a prestazione di lavoro non subordinato 84
4.4. (Segue). I compensi riconducibili al lavoro dipendente non corrisposti dal
datore di lavoro. 86
4.5. Criteri generali di determinazione del reddito di lavoro dipendente. 86
4.6. Le esclusioni di alcuni proventi dalla base imponibile. La disciplina delle
stock options 88
4.7. I rimborsi spese al lavoratore e le indennità di trasferimento 89
4.8. Generalità dello strumento della ritenuta d’acconto nei redditi di lavoro dipendente 90
4.9. La determinazione dei redditi assimilati al lavoro dipendente 91
5. I redditi di lavoro autonomo 92
5.1. L’attività di lavoro autonomo come fonte reddituale 92
5.2. Profili problematici della distinzione tra redditi di lavoro autonomo e reddito di impresa 93
5.3. La sub-categoria dei redditi assimilati 95
5.4. La determinazione del reddito di lavoro autonomo 95
5.5. La determinazione dei redditi assimilati 98
5.6. Le scritture contabili 98
5.7. L’adozione dello strumento della ritenuta d’acconto 98
6. I redditi diversi 99
6.1. I caratteri generali della categoria. La funzione di “chiusura” del sistema
della tassazione del reddito 99
6.2. Eterogeneità dei presupposti e dei criteri di determinazione della base imponibile. La scomposizione della categoria in una pluralità di sub-sistemi 100
6.3. Le singole tipologie di redditi diversi 101
6.4. I capital gains e le plusvalenze da cessione di partecipazioni societarie o da
titoli finanziari 108
Capitolo 4
LA NOZIONE DI REDDITO DI IMPRESA
1. La categoria del reddito di impresa nel sistema delle imposte sui redditi 113
1.1. Il reddito di impresa come categoria centrale del sistema delle imposte sui
redditi 113
1.2. Il reddito di impresa come reddito da attività. La tendenza all’espansione
rispetto alle altre categorie reddituali 114
1.3. Unicità del reddito di impresa e pluralità di sub sistemi 115
2. La nozione oggettiva di reddito di impresa. L’imprenditore individuale 116
2.1. La qualificazione del reddito di impresa dell’imprenditore individuale come
reddito delimitato rispetto ad altri redditi da attività 116
2.2. La nozione oggettiva del reddito di impresa: la formula normativa 117
2.3. L’autonomia dell’organizzazione come connotato essenziale per il riconoscimento del reddito di impresa 118
2.4. L’abitualità nell’esercizio delle attività commerciali 120
2.5. Le attività agricole qualificate come reddito d’impresa 121
2.6. Lo sfruttamento di miniere, cave e torbiere 123
3. La nozione soggettiva di reddito di impresa. Le società a forma commerciale 123
3.1. La qualificazione normativa come reddito di impresa per tutte le attività
svolte dalle società a forma commerciale 123
3.2. La ratio della qualificazione unitaria delle attività societarie 124
3.3. L’imputazione dell’attività nelle società di fatto ed in particolare nelle società occasionali: viene confermato il ruolo prevalente dell’organizzazione 126
3.4. L’imputazione dell’attività agricola alle società “a forma commerciale” 127
3.5. La qualificazione del reddito prodotto dalle STP in termini di reddito di impresa 128
4. La nozione di attività commerciale per gli enti non commerciali 130
4.1. Peculiarità della nozione di attività commerciale per gli enti che non perseguono finalità lucrative 130
4.2. La qualificazione delle attività commerciali per gli enti non commerciali 131
4.3. Le attività commerciali delle associazioni 132
4.4. La decommercializzazione delle attività svolte dalle ONLUS 134
Capitolo 5
LA DETERMINAZIONE ANALITICA DEL REDDITO DI IMPRESA
1. La determinazione del reddito di impresa in base alle scritture contabili. I rapporti
tra bilancio e dichiarazione 135
1.1. La determinazione analitica in base alle scritture contabili quale metodologia tipica del reddito di impresa 135
1.2. I rapporti tra bilancio e dichiarazione 136
1.3. La diversità degli interessi protetti nella disciplina civilistica del bilancio e
nella normativa del reddito di impresa 136
1.4. La procedura di determinazione del reddito di impresa. Le variazioni in aumento e in diminuzione del risultato civilistico 138
1.5. Le interrelazioni ed i condizionamenti reciproci tra bilancio d’esercizio e
dichiarazione dei redditi 139
1.6. Gli IAS e gli OIC 140
1.7. Gli effetti fiscali delle modifiche al bilancio OIC ed il principio di derivazione rafforzata 141
1.8. Imposte differite e imposte anticipate 143
2. Il principio di previa imputazione a conto economico 144
2.1. L’imputazione delle componenti positive indipendentemente dalla previa
imputazione a conto economico 144
2.2. L’imputazione a conto economico delle componenti negative. Le deduzioni
extracontabili 144
2.3. Le deroghe al principio della previa imputazione al conto economico delle
componenti negative 145
2.4. La limitazione della deducibilità delle minusvalenze finanziarie. La regola
del dividend washing 146
2.5. Altre limitazioni in ordine alla deducibilità delle componenti negative del
reddito di impresa iscritte nel conto economico 147
3. Altre regole generali applicabili per la determinazione analitica del reddito di impresa 147
3.1. La determinazione delle componenti reddituali nel cambio in valuta estera 147
3.2. Il ragguaglio temporale delle componenti reddituali relative a esercizi di durata inferiore rispetto ai dodici mesi 148
4. Gli adempimenti e gli obblighi contabili dell’impresa ai fini della determinazione
del reddito imponibile 148
4.1. La contabilità ordinaria delle imprese 148
4.2. La contabilità semplificata delle imprese minori 149
4.3. Le formalità richieste per la tenuta della contabilità 150
5. Il principio di competenza economica 151
5.1. L’imputazione temporale delle componenti reddituali secondo il principio di
competenza 151
5.2. I criteri di individuazione della competenza per le cessioni di beni 152
5.3. I criteri di individuazione della competenza per le prestazioni di servizi 153
5.4. La certezza e l’obiettiva determinabilità quali requisiti essenziali della competenza 154
5.5. La violazione delle regole attinenti la competenza fiscale 155
Capitolo 6
LA DETERMINAZIONE FORFETARIA
DEL REDDITO DI IMPRESA
1. La distinzione di metodo impositivo nella tassazione delle diverse tipologie di impresa 157
1.1. La distinzione di trattamento tra grandi imprese e piccole e medie imprese
nella evoluzione dell’ordinamento fiscale italiano 157
1.2. La logica delle scelte normative accolte per la tassazione del reddito di imprese. Il criterio tradizionale della parità formale di trattamento delle attività
di impresa 159
1.3. I metodi di normalizzazione del reddito di impresa e le tecniche forfetarie di
determinazione della base imponibile come formule di distinzione nel trattamento delle piccole e medie imprese 160
1.4. La disciplina degli studi di settore: rinvio 161
2. Le determinazioni forfetarie del reddito di impresa 162
2.1. Le imprese di allevamento 162
2.2. Il regime forfetario per le imprese di piccole dimensioni 163
2.3. La tonnage tax 164
3. Le società di comodo 166
3.1. Le società di comodo 166
3.2. La disciplina delle società non operative. La determinazione di un reddito
forfetario 168
Capitolo 7
I BENI DI IMPRESA
1. I beni di impresa 171
1.1. La funzione “servente” dei beni rispetto all’attività di impresa 171
1.2. La classificazione dei beni di impresa 171
1.3. La nozione di bene strumentale all’impresa 173
1.4. La strumentalità parziale: beni posseduti parzialmente e beni utilizzati in
modo promiscuo 174
1.5. Il mutamento della natura del bene di impresa 175
2. Le regole di individuazione dell’organizzazione di beni funzionale all’esercizio dell’attività di impresa 175
2.1. I beni delle società a forma commerciale 175
2.2. I beni appartenenti alle società di fatto 176
2.3. I beni dell’impresa individuale 178
3. Il valore fiscalmente riconosciuto dei beni di impresa 179
3.1. Il criterio di valutazione dei beni di impresa. La nozione di valore fiscalmente riconosciuto 179
3.2. I criteri generali di valutazione dei beni di impresa 180
3.3. Il mutamento dei criteri di valutazione operato dal contribuente 181
3.4. Il principio di continuità dei valori fiscalmente riconosciuti 182
3.5. La rettifica delle valutazioni operata dall’amministrazione finanziaria 182
Capitolo 8
LE COMPONENTI POSITIVE DI REDDITO
1. L’impostazione casistica ai fini della individuazione delle componenti positive di
reddito 185
2. I ricavi 186
2.1. La classificazione dei ricavi nella disciplina tributaria 186
2.2. I corrispettivi delle cessioni di beni ovvero delle prestazioni di servizi e le
indennità risarcitorie 186
2.3. I corrispettivi delle cessioni di attività finanziarie 187
2.4. I contributi dovuti in base a contratto ed i contributi in conto esercizio. La
distinzione delle varie tipologie di contributi alle imprese 188
2.5. L’assegnazione ai soci, la destinazione a finalità estranee all’imprese ovvero
l’autoconsumo 189
2.6. Il criterio di determinazione dei ricavi 190
3. Le plusvalenze patrimoniali 190
3.1. La nozione di plusvalenza patrimoniale 190
3.2. La determinazione della plusvalenza 191
3.3. La permuta di beni ammortizzabili 192
3.4. La rateizzazione delle plusvalenze 193
4. Le plusvalenze esenti. Il regime della participation exemption 193
4.1. Il regime della participation exemption 193
4.2. I requisiti richiesti per fruire della participation exemption 194
4.3. Le condizioni a contenuto antielusivo richieste per beneficiare della esenzione 196
4.4. Il criterio di determinazione della plusvalenza esente 197
5. Le sopravvenienze attive 197
5.1. Le sopravvenienze attive c.d. proprie 197
5.2. Le sopravvenienze attive assimilate o improprie 198
5.3. I contributi in conto capitale ed i contributi in conto impianti 199
5.4. Versamenti a fondo perduto e rinunce a crediti da parte dei soci 200
5.5. La riduzione dei debiti nel concordato fallimentare o preventivo 201
5.6. La cessione del contratto di leasing 202
6. I dividendi 202
6.1. Il nuovo regime dei dividendi deliberati a favore delle società di capitali 202
6.2. La disciplina degli utili derivanti da partecipazione in società 203
6.3. Applicabilità delle presunzioni dei redditi di capitale ai dividendi 204
7. Gli interessi 204
7.1. Le regole generali in materia di interessi attivi ed altri proventi finanziari 204
7.2. Le operazioni di pronti contro termine ed i rapporti di conto corrente 205
8. I proventi immobiliari 206
9. I proventi che non concorrono alla base imponibile 206
Capitolo 9
LE COMPONENTI NEGATIVE DEL REDDITO DI IMPRESA
1. Il principio di inerenza 209
1.1. Il principio di inerenza come criterio generale di determinazione dei costi
deducibili 211
1.2. Il principio di inerenza e l’antieconomicità dei costi 212
2. Le componenti negative a carattere ordinario 213
2.1. Le spese per prestazioni di lavoro 213
2.2. Compensi agli amministratori di società e utili agli associati in partecipazione 214
2.3. Oneri fiscali. La deducibilità delle sanzioni amministrative 215
2.4. Oneri di utilità sociale ed erogazioni liberali 216
3. Gli ammortamenti 218
3.1. Principi generali in tema di ammortamento 218
3.2. L’ammortamento ordinario nella determinazione del reddito di impresa 219
3.3. Le deroghe alla disciplina dell’ammortamento ordinario: la disciplina previgente 220
3.4. Le deroghe alla disciplina dell’ammortamento ordinario: il super ammortamento 221
3.5. Le deroghe alla disciplina dell’ammortamento ordinario: l’iper ammortamento 223
3.6. Facoltatività dell’ammortamento per i beni strumentali di modesto valore 224
3.7. Il trattamento delle spese di manutenzione dei beni strumentali 225
3.8. L’ammortamento dei beni ad uso promiscuo 225
3.9. L’ammortamento di aziende date in affitto o usufrutto 226
3.10. L’ammortamento dei terreni 226
3.11. L’ammortamento dei beni immateriali 227
3.12. L’ammortamento dei diritti di concessione 228
3.13. L’ammortamenti dei beni elettronici 228
3.14. La deducibilità dei canoni di leasing 229
3.15. L’ammortamento finanziario delle società di leasing 230
3.16. L’ammortamento dei beni gratuitamente devolvibili 230
4. Gli oneri pluriennali 231
4.1. Le spese promozionali in genere 231
4.2. La distinzione tra spese di pubblicità e spese di rappresentanza 232
4.3. Costi di sviluppo 234
4.4. Altre spese relative a più esercizi 235
5. Gli accantonamenti e le svalutazioni 236
5.1. Tassatività degli accantonamenti ammessi ai fini fiscali 236
5.2. Gli accantonamenti di quiescenza e previdenza 236
5.3. Gli accantonamenti per rischi su crediti 237
5.4. Gli accantonamenti per operazioni e concorsi a premio 238
5.5. Altri accantonamenti per peculiari forme di impresa 238
6. Gli oneri finanziari 239
6.1. Gli interessi passivi 239
7. Le componenti negative a carattere straordinario 240
7.1. Le minusvalenze patrimoniali 240
7.2. Le sopravvenienze passive 241
7.3. Le perdite di beni patrimoniali e strumentali 242
7.4. Le perdite su crediti 243
7.5. Versamenti a fondo perduto o in conto capitale da parte dei soci 245
Capitolo 10
RIMANENZE E GIACENZE DI MERCI E SERVIZI:
LA FUNZIONE DEL MAGAZZINO NEL REDDITO DI IMPRESA
1. La funzione del magazzino nel meccanismo analitico di determinazione del reddito di impresa 247
2. Le rimanenze di merci 248
2.1. La valutazione del magazzino delle merci nel bilancio di esercizio 248
2.2. Il criterio ordinario di valutazione fiscale delle merci secondo il metodo del
LIFO a scatti 248
2.3. Altri criteri di valutazione del magazzino ammessi ai fini fiscali 250
2.4. La svalutazione del magazzino 250
2.5. La continuità del valore delle rimanenze 251
3. La valutazione delle opere, forniture e servizi di durata ultrannuale 251
3.1. L’ambito applicativo della disciplina speciale 251
3.2. La valutazione delle rimanenze di opere, forniture e servizi di durata ultrannuale 252
3.3. Il prospetto delle valutazioni di magazzino 253
4. La valutazione delle rimanenze di titoli ed altri strumenti finanziari 253
4.1. La valutazione dei titoli ai fini fiscali 253
4.2. Regole speciali in tema di valutazione delle rimanenze di titoli 254
4.3. La svalutazione del magazzino titoli 254
Capitolo 11
LA TASSAZIONE DEL GRUPPO DI IMPRESE.
IL CONSOLIDATO E LA TRASPARENZA
DELLE SOCIETÀ DI CAPITALI
1. La rilevanza del gruppo di imprese ai fini fiscali 257
2. Il consolidato tributario nazionale 258
2.1. La funzione del consolidato tributario 258
2.2. Il perimetro di consolidamento 259
2.3. L’esercizio dell’opzione per il consolidato tributario 260
2.4. La determinazione del reddito complessivo globale nel consolidato tributario 261
2.5. La procedura di applicazione del consolidato tributario 262
2.6. L’interruzione anticipata del consolidato tributario 263
2.7. Il mancato rinnovo dell’opzione per il consolidato 264
2.8. La responsabilità delle società partecipanti nei confronti dell’erario 265
3. Il consolidato mondiale 265
4. Il principio di imputazione del reddito per trasparenza nelle società di capitali 266
4.1. La logica della estensione del principio di trasparenza alle società di capitali 266
4.2. La trasparenza delle società di capitali controllate da altre società di capitali 267
4.3. La trasparenza delle società a responsabilità limitata aventi una ristretta base
azionaria 268
4.4. Gli effetti della imputazione del reddito societario per trasparenza 269
4.5. Regole comuni in tema di attuazione del regime di trasparenza 270
Capitolo 12
LA PIANIFICAZIONE FISCALE INTERNAZIONALE
DELLE IMPRESE
1. La concorrenza fiscale tra Stati ed il nuovo ordine della fiscalità internazionale 273
1.1. La concorrenza fiscale tra Stati 273
1.2. La concorrenza fiscale sleale 274
1.3. L’emergere di una tendenza oppositiva alla concorrenza fiscale tra Stati nella sensibilità internazionale: la posizione dell’OCSE e la soft law come
strumento di politica fiscale internazionale 275
1.4. La prima direttrice di contrasto della concorrenza fiscale tra Stati: definizione di uno standard tributario delle multinazionali 276
1.5. La seconda direttrice di contrasto della concorrenza fiscale tra Stati: l’eliminazione del segreto bancario e la trasparenza fiscale attraverso il Common
reporting standard 278
2. La pianificazione fiscale internazionale delle imprese e le misure anti-abuso 279
2.1. La pianificazione fiscale internazionale delle imprese mediante operazioni
di carattere internazionale (international tax planning) 279
2.2. Le Convenzioni contro la doppia imposizione 280
2.3. Le misure di contenimento dei possibili abusi derivanti dalla pianificazione
fiscale internazionale. Scarsa rilevanza delle clausole generali e attitudine
casistica della legislazione antielusione 282
2.4. Scarsa applicabilità della clausola dell’effettivo beneficiario come possibile
rimedio generale agli abusi della pianificazione fiscale internazionale 283
2.5. L’individuazione dei “paradisi fiscali” 284
3. I criteri di imputazione del reddito nelle imprese multinazionali 286
3.1. L’articolazione dell’impresa multinazionale e la rilevanza fiscale delle attività di impresa 286
3.2. Alcune precisazioni sulla determinazione del reddito di impresa della stabile
organizzazione di imprese estere in Italia 287
4. I rimedi normativi contro l’abuso della pianificazione fiscale internazionale 287
4.1. La disciplina delle controlled foreign companies (le c.d. CFC) 287
4.2. L’esenzione degli utili e delle perdite delle stabili organizzazioni estere di
imprese residenti 290
4.3. L’estero-vestizione delle attività di impresa 290
4.4. Il regime del transfer pricing nei rapporti internazionali 291
4.5. Gli accordi preventivi tra il contribuente e l’Amministrazione finanziaria 293
Capitolo 13
LE OPERAZIONI STRAORDINARIE DI IMPRESA
1. Le operazioni straordinarie di impresa 295
1.1. L’eterogeneità delle operazioni straordinarie di impresa 295
1.2. L’inquadramento sistematico delle operazioni straordinarie nella alternativa
tra atti di organizzazione ed atti di scambio 296
1.3. La neutralità fiscale delle operazioni di riorganizzazione nella disciplina
comunitaria 297
2. I trasferimenti d’azienda o dell’impresa societaria 298
2.1. Le cessioni dell’azienda a titolo oneroso 298
2.2. Le cessioni d’azienda a titolo gratuito 299
2.3. Le cessioni di partecipazioni di controllo della società 299
2.4. Le permute di partecipazioni di controllo 300
2.5. I conferimenti societari 301
3. Le operazioni di riorganizzazione societaria 303
3.1. Notazioni generali sulle operazioni di modifica della forma societaria 303
3.2. La trasformazione della società 303
3.3. La trasformazione eterogenea di società commerciali in soggetti non commerciali: la c.d. “decommercializzazione” 305
3.4. La fusione di società: il rilievo generale del principio di neutralità 306
3.5. Il rilievo del principio di neutralità nelle fusioni intracomunitarie 308
3.6. La determinazione del reddito a seguito della fusione di società. In particolare il trattamento fiscale degli avanzi e disavanzi da fusione 308
3.7. Il trattamento dei fondi in sospensione di imposta e dei fondi tassati nella
fusione di società 310
3.8. La successione nelle posizioni giuridiche delle società estinte a seguito della
fusione. La disciplina delle perdite 311
3.9. Le scissioni di società 312
4. La cessazione dell’impresa 313
4.1. La liquidazione ordinaria 313
4.2. Il fallimento e le altre procedure concorsuali 314
Capitolo 14
L’IMPOSTA SUL REDDITO
DELLE PERSONE FISICHE (IRPEF)
1. I caratteri generali del tributo 317
1.1. L’IRPEF quale imposta personale e progressiva 317
1.2. Il presupposto 318
2. I soggetti passivi 319
2.1. La riferibilità tipica del tributo alle persone fisiche 319
2.2. La famiglia come centro di riferibilità dell’imposta sul reddito 319
2.3. L’impresa familiare 321
2.4. Il principio di trasparenza nelle società di persone 322
2.5. La riferibilità del reddito in caso di successione mortis causa 324
3. La determinazione della base imponibile complessiva e dell’imposta 325
3.1. La determinazione del reddito complessivo lordo. Il riporto delle perdite 325
3.2. Gli oneri deducibili ed il reddito complessivo netto 326
3.3. L’imposta complessiva lorda 329
3.4. Le detrazioni di imposta 329
3.5. Lo scomputo dei crediti di imposta, delle ritenute alla fonte e degli acconti.
Il versamento del conguaglio o l’eccedenza a credito del contribuente 330
4. L’esenzione del minimo vitale 331
4.1. La definizione del minimo vitale nel disegno costituzionale 331
4.2. L’individuazione di una area di esenzione del minimo vitale nella disciplina
attuale 332
5. La tassazione separata dei redditi 333
5.1. Il principio posto a base della tassazione in forma separata di proventi a
formazione pluriennale 333
5.2. La determinazione dell’IRPEF sui redditi soggetti a tassazione separata 334
5.3. Il regime opzionale IRI per imprenditori individuali e società di persone 336
6. La tassazione di persone non residenti 337
6.1. La determinazione dell’imposta dovuta dai non residenti 337
6.2. L’imposta sostitutiva sui redditi prodotti all’estero realizzati da persone fisiche che trasferiscono la propria residenza in Italia 338
Capitolo 15
L’IMPOSTA SUL REDDITO
DELLE SOCIETÀ (IRES)
1. La capacità contributiva degli enti collettivi 341
1.1. I diversi orientamenti teorici in ordine al tema della capacità contributiva
dei soggetti collettivi 341
1.2. La scelta di fondo operata con l’IRES in ordine alla individuazione del destinatario finale della prestazione tributaria. La doppia imposizione economica dei dividendi 342
2. Presupposto e natura giuridica dell’IRES 343
3. I soggetti passivi dell’IRES 344
3.1. Le varie tipologie di soggetti passivi dell’IRES 344
3.2. La distinzione tra enti commerciali ed enti non commerciali 345
3.3. Le società e gli enti non residenti 347
3.4. La nozione di stabile organizzazione 348
3.5. Le ONLUS 349
3.6. Il trust 349
3.7. L’esclusione dello Stato e delle amministrazioni pubbliche 351
4. La base imponibile 352
4.1. I due modelli di regolamentazione della base imponibile 352
4.2. La base imponibile delle società e degli enti commerciali 353
4.3. La determinazione della base imponibile degli enti non commerciali 354
4.4. La determinazione della base imponibile degli enti non commerciali a struttura associativa e delle ONLUS 355
4.5. La determinazione della base imponibile degli enti non residenti 356
Capitolo 16
L’IRAP
1. L’introduzione del tributo e “l’effetto di sostituzione” 359
2. La natura giuridica ed i profili di legittimità costituzionale dell’IRAP 360
3. L’indeducibilità dell’IRAP dalle imposte dirette 362
4. Il presupposto d’imposta ed i soggetti passivi 362
4.1. L’applicabilità dell’IRAP ai professionisti privi di organizzazione 363
5. L’aliquota ed il periodo di imposta 364
6. La disciplina della base imponibile 365
7. La dichiarazione e l’accertamento del tributo 368
8. L’autonomia impositiva delle Regioni 368
9. La ripartizione del gettito tra più Regioni e la territorialità dell’imposta 369
10. Attribuzione del gettito allo Stato ed enti locali 370

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