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IL SISTEMA DELLA RESPONSABILITA' DA REATO DELL'ENTE

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IN SINTESI

autore: Alessandra Bassi-Fabrizio D’Arcangelo

editore: Giuffrè

anno di pubblicazione: 2020

pagine:  779

85,00 80,75

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INDICE SOMMARIO
Parte Prima
LA RESPONSABILITÀ DA REATO DEGLI ENTI
Capitolo Primo
LA RESPONSABILITÀ DA REATO DELL’ENTE
di Fabrizio D’Arcangelo
1.1. L’introduzione della responsabilità da reato dell’ente nell’ordinamento italiano ………………………….. . 3
1.2. Le ragioni di politica criminale dell’introduzione della responsabilità
da reato dell’ente ………………………… . 5
1.3. I lineamenti generali della fattispecie ascrittiva dell’illecito amministrativo dipendente da reato ………………….. . 11
1.4. La natura della responsabilita` da reato dell’ente ……….. . 15
1.5. L’ascrivibilità della responsabilità da reato dell’ente alla « matière
pénale » e al « diritto amministrativo sanzionatorio » …….. . 21
1.6. La non eterointegrabilità del sistema del d.lgs. n. 231 del 2001
mediante le norme di diritto penale ………………. . 25
1.7. La responsabilità dell’ente da reato e le misure di prevenzione . . . 27
Capitolo Secondo
I PRINCIPI DELLA RESPONSABILITÀ DA REATO DELL’ENTE
di Fabrizio D’Arcangelo
2.1. Il principio di legalità e i suoi corollari …………….. . 31
2.2. La tassatività dei reati presupposto ………………. . 36
2.3. Il progressivo ampliamento del catalogo dei reati presupposto . . . 42
2.4. Il principio di irretroattività della legge sfavorevole ……… . 49
2.5. Il momento consumativo dell’illecito dipendente da reato ….. . 51
2.6. Il principio della retroattività della legge più favorevole …… . 52
2.7. L’abolitio dell’illecito dipendente da reato ………….. . 57
2.8. L’inammissibilità del « rinvio mobile » …………….. . 59
2.9. La successione di leggi non incriminatrici …………… . 63
2.10. Le leggi eccezionali e le leggi temporanee. La decretazione di urgenza ………………………………. . 65V
2.11. La successione di leggi processuali ………………. . 66
2.12. La responsabilità degli enti per i reati commessi all’estero ….. . 67
2.13. La responsabilità dell’ente per i reati transnazionali ……… . 72
2.14. La responsabilità dell’ente estero per gli illeciti dipendenti da reato
commessi in territorio italiano …………………. . 74
Capitolo Terzo
L’AMBITO SOGGETTIVO DI APPLICAZIONE
di Fabrizio D’Arcangelo
3.1. L’ente come soggetto di diritto metadindividuale ………. . 77
3.2. La platea degli enti destinatari …………………. . 80
3.3. Gli enti non lucrativi ………………………. . 85
3.4. Gli enti di piccole dimensioni o a base personale ristretta ….. . 90
3.5. La società unipersonale …………………….. . 91
3.6. Gli enti sottoposti a procedure concorsuali e gli enti medio tempore
estinti ………………………………. . 95
3.7. Gli enti di diritto straniero …………………… . 98
3.8. Gli enti che svolgono funzioni di rilievo costituzionale e gli enti
pubblici ……………………………… . 100
3.9. Gli enti criminali ………………………… . 107
Capitolo Quarto
I CRITERI DI IMPUTAZIONE SUL PIANO OGGETTIVO
di Fabrizio D’Arcangelo
4.1. Il rapporto tra l’autore del reato presupposto e l’ente ……. . 109
4.2. I soggetti apicali ………………………… . 112
4.3. I soggetti sottoposti all’altrui direzione o di vigilanza …….. . 117
4.4. Il rapporto tra il reato e l’ente: l’interesse o il vantaggio …… . 119
4.5. L’interesse in senso soggettivo e oggettivo ………….. . 123
4.6. L’interesse congiunto, misto e indiretto ……………. . 125
4.7. L’interesse esclusivo dell’autore del reato presupposto ……. . 128
4.8. Il vantaggio …………………………… . 131
4.9. Le dinamiche traslative del vantaggio …………….. . 132
4.10. La compatibilità dell’interesse e del vantaggio con i reati colposi di
evento ………………………………. . 136
4.11. L’interesse e il vantaggio con riferimento ai delitti presupposto
tentati e di associazione a delinquere ……………… . 143
4.12. L’utilizzazione dell’ente allo scopo, unico o prevalente, di consentire
o agevolare la commissione di reati ………………. . 145
Capitolo Quinto
IL CRITERIO DI IMPUTAZIONE SUL PIANO SOGGETTIVO
di Fabrizio D’Arcangelo
5.1. Il criterio soggettivo di imputazione ……………… . 151
5.2. La colpa di organizzazione …………………… . 155
5.3. Gli illeciti commessi dai soggetti in posizione apicale …….. . 159
5.4. Gli illeciti commessi dai soggetti in posizione subordinata ….. . 164
5.5. I modelli organizzativi ……………………… . 165
5.6. Il contenuto legale tipico dei modelli organizzativi ……… . 167
5.7. La previsione specifica dell’art. 30, quinto comma, del d.lgs. n. 9
aprile 2008, n. 81 ………………………… . 171
5.8. Le coordinate normative per delineare le cautele organizzative esigibili ……………………………….. . 174
5.9. Il canone di adeguatezza organizzativa …………….. . 178
5.10. Le linee guida delle associazioni di categoria …………. . 182
5.11. Le indicazioni sul contenuto dei modelli organizzativi desumibili
dalla giurisprudenza ………………………. . 183
5.12. Il sindacato giudiziale sul modello organizzativo ……….. . 185
Capitolo Sesto
L’ORGANISMO DI VIGILANZA
di Fabrizio D’Arcangelo
6.1. L’organismo di vigilanza ……………………. . 193
6.2. La funzione dell’organismo di vigilanza ……………. . 197
6.3. La composizione dell’organismo di vigilanza …………. . 200
6.4. L’organismo di vigilanza negli organi di piccole dimensioni …. . 206
6.5. La responsabilità penale dei membri dell’organismo di vigilanza in
generale e nella disciplina in materia di prevenzione del riciclaggio . 208
6.6. Il whistleblowing. ………………………… . 214
Capitolo Settimo
L’AUTONOMIA DELLA RESPONSABILITÀ DELL’ENTE
di Fabrizio D’Arcangelo
7.1. Il principio di autonomia della responsabilità dell’ente ……. . 219
7.2. La responsabilità dell’ente da reato commesso da autore ignoto . . 223
7.3. L’interesse ed il vantaggio dell’ente nel delitto commesso da autore
ignoto ………………………………. . 227
7.4. La verifica dell’elemento soggettivo nel reato commesso dall’autore
ignoto ………………………………. . 228
7.5. Un’interpretazione alternativa …………………. . 230
7.6. La ripartizione degli oneri probatori nel caso di reato commesso da
autore ignoto ………………………….. . 233

7.7. La responsabilità da reato dell’ente in caso di cause estintive del
reato e di cause di non punibilità ……………….. . 234
Capitolo Ottavo
I GRUPPI DI SOCIETÀ
di Fabrizio D’Arcangelo
8.1. L’assenza del gruppo dall’orizzonte sistematico del d.lgs. n. 231 del
2001 ……………………………….. . 241
8.2. La responsabilità della holding per i reati commessi nella gestione
delle società controllate. La controversa nozione dell’interesse di
gruppo ……………………………… . 243
8.3. Il necessario collegamento tra autore del reato e capogruppo … . 249
8.4. L’interesse, concreto e attuale, della holding alla commissione del
reato presupposto ………………………… . 252
8.5. La responsabilità della holding per abuso del potere di direzione e
per asservimento della controllata ……………….. . 257
8.6. La compliance di gruppo ……………………. . 260
8.7. L’organismo di vigilanza nei gruppi di società ………… . 264
Parte Seconda
IL SISTEMA SANZIONATORIO E CAUTELARE
Capitolo Primo
LE SANZIONI PECUNIARIE E INTERDITTIVE
di Fabrizio D’Arcangelo
1.1. I principi generali del sistema sanzionatorio ………….. . 269
1.2. Le sanzioni ……………………………. . 272
1.3. La sanzione pecuniaria e la sua commisurazione ……….. . 274
1.4. I casi di riduzione della sanzione pecuniaria …………. . 279
1.5. Le sanzioni interdittive …………………….. . 284
1.6. La durata delle misure interdittive ………………. . 288
1.7. I presupposti per l’applicazione delle sanzioni interdittive ….. . 290
1.8. I criteri di scelta delle sanzioni interdittive ………….. . 295
1.9. Le sanzioni interdittive applicate in via definitiva ………. . 298
1.10. Il commissario giudiziale ……………………. . 299
1.11. I casi di esclusione dell’applicazione delle sanzioni interdittive conseguenti a condotte riparatorie …………………. . 301
1.12. L’inosservanza delle sanzioni interdittive …………… . 305
1.13. La pubblicazione della sentenza di condanna …………. . 305
1.14. La pluralità di illeciti ………………………. . 306
1.15. La prescrizione …………………………. . 308
1.16. La responsabilità patrimoniale dell’ente ……………. . 310
1.17. Le vicende modificative dell’ente ……………….. . 313
INDICE SOMMARIO
VIII
Capitolo Secondo
LA CONFISCA
di Fabrizio D’Arcangelo
2.1. La confisca prevista dall’art. 19 del d.lgs. n. 231 del 2001 …… . 321
2.2. Il prezzo e il profitto del reato …………………. . 325
2.3. La confisca del profitto del delitto presupposto di associazione a
delinquere ……………………………. . 331
2.4. La confisca dei crediti e del risparmio di spesa ………… . 333
2.5. La confisca dei c.d. vantaggi indiretti ……………… . 339
2.6. Il vincolo solidale nell’esecuzione della confisca ……….. . 340
2.7. La restituzione al danneggiato e la tutela dei terzi nelle procedure
fallimentari ……………………………. . 343
2.8. I profili di negozialità nell’esecuzione della confisca ……… . 345
2.9. Le ulteriori ipotesi di confisca previste dal d.lgs. n. 231 del 2001 . . 349
Capitolo Terzo
LE MISURE CAUTELARI
di Alessandra Bassi
3.1. Le misure cautelari applicabili agli enti ……………. . 353
3.2. Le misure cautelari interdittive ………………… . 357
3.3. I presupposti applicativi delle misure ……………… . 361
3.3.1. I gravi indizi di colpevolezza ……………….. . 362
3.3.2. Gli ulteriori presupposti applicativi ……………. . 366
3.3.2.1. Le misure cautelari e l’interesse di “gruppo” ….. . 369
3.3.3. I riflessi delle vicende cautelari e processuali della persona fisica . 372
3.3.4. Il periculum in mora ……………………. . 379
3.3.4.1. La valenza cautelare dei modelli organizzativi …. . 383
3.3.5. I criteri di scelta della misura ………………. . 386
3.3.6. I termini di durata della misura cautelare ………… . 390
3.4. Il commissariamento cautelare dell’ente ……………. . 391
3.4.1. I presupposti applicativi del commissariamento cautelare . . . 391
3.4.2. Le ragioni della scelta del commissariamento cautelare in luogo
della misura interdittiva ………………….. . 394
3.4.3. I poteri e i compiti del commissario giudiziale ……… . 396
3.5. La procedura applicativa delle misure cautelari interdittive …. . 409
3.5.1. L’ordinanza applicativa della misura cautelare. ……… . 412
3.5.2. La sospensione delle misure cautelari interdittive ……. . 417
3.5.3. Le vicende modificative ed estintive delle misure cautelari interdittive ………………………….. . 420
3.5.4. Le impugnazioni avverso i provvedimenti in materia di misure
cautelari ………………………….. . 422
INDICE SOMMARIO
IX
Capitolo Quarto
LE MISURE CAUTELARI REALI: I SEQUESTRI
di Alessandra Bassi
4.1. Introduzione …………………………… . 427
4.2. Il sequestro preventivo …………………….. . 431
4.2.1. I presupposti applicativi ………………….. . 434
4.2.1.1. Il fumus commissi delicti ……………… . 434
4.2.1.1.1. Le interferenze fra il procedimento a carico
della persona fisica su quello a carico dell’ente in relazione al fumus commissi delicti . 437
4.2.1.2. Il periculum in mora ………………. . 439
4.2.2. I beni assoggettabili all’ablazione cautelare: il prezzo e il profitto
del reato ………………………….. . 441
4.2.2.1. Il profitto confiscabile nei reati-contratto ……. . 448
4.2.2.2. Il sequestro preventivo di una somma di denaro …. . 451
4.2.2.3. L’assoggettamento a sequestro dei crediti ……. . 454
4.2.3. L’assoggettabilità a sequestro preventivo a fini di confisca dei
beni sottoposti a procedura concorsuale …………. . 457
4.2.4. Il sequestro preventivo nei confronti dell’ente per un reato non
dante luogo a responsabilità amministrativa ……….. . 464
4.3. Il sequestro preventivo c.d. impeditivo …………….. . 465
4.4. Il sequestro conservativo ……………………. . 473
4.4.1. Il sequestro conservativo a garanzia delle obbligazioni civili . . 475
4.5. Il procedimento applicativo delle misure cautelari reali ……. . 479
4.5.1. Il provvedimento applicativo ……………….. . 479
4.5.2. I mezzi d’impugnazione ………………….. . 480
4.6. L’esecuzione dei provvedimenti di sequestro …………. . 482
4.6.1. I soggetti competenti all’esecuzione …………… . 482
4.6.2. L’individuazione dei beni da sottoporre a vincolo reale e il
principio solidaristico …………………… . 484
4.6.3. L’esecuzione materiale del provvedimento di sequestro e l’am- ministrazione dei beni vincolati ……………… . 485
Parte Terza
IL PROCEDIMENTO DI ACCERTAMENTO E DI APPLICAZIONE
DELLE SANZIONI NEI CONFRONTI DEGLI ENTI
Capitolo Primo
DISPOSIZIONI GENERALI SUL PROCEDIMENTO
di Alessandra Bassi
1.1. Premessa …………………………….. . 495
1.2. Le linee guida del processo all’ente ………………. . 503
1.3. Il giudice competente ……………………… . 507
INDICE SOMMARIO
X
1.4. Le cause di incompatibilità, astensione e ricusazione del giudice . . 513
1.5. I rapporti fra il processo penale all’autore del reato e il procedimento
a carico dell’ente: il simultaneus processus …………… . 518
1.6. I casi di separazione dei processi ……………….. . 525
1.7. La rappresentanza dell’ente ………………….. . 534
1.8. Il legale rappresentante incompatibile …………….. . 535
1.9. Le formalità di costituzione dell’ente nel procedimento …… . 540
1.10. La contumacia dell’ente …………………….. . 544
1.11. Il difensore dell’ente ………………………. . 549
1.12. L’esercizio del diritto di difesa da parte dell’ente ………. . 555
1.13. La costituzione di parte civile nel procedimento a carico dell’ente . 561
1.14. Le notificazioni all’ente …………………….. . 582
1.15. La sorte dell’illecito amministrativo in caso di sottoposizione dell’ente a procedura concorsuale …………………. . 586
Capitolo Secondo
LA FASE DELLE INDAGINI PRELIMINARI E
L’UDIENZA PRELIMINARE
di Alessandra Bassi
2.1. I principi generali ………………………… . 589
2.2. Le indagini preliminari a carico dell’ente …………… . 593
2.2.1. Premessa ………………………….. . 593
2.2.2. I mezzi di ricerca della prova ………………. . 594
2.2.3. Le intercettazioni ……………………… . 595
2.2.4. Le indagini tecniche ……………………. . 598
2.2.5. L’assunzione delle dichiarazioni ……………… . 600
2.2.6. Le investigazioni difensive ………………… . 601
2.3. L’annotazione dell’illecito amministrativo …………… . 603
2.4. La durata delle indagini preliminari ………………. . 613
2.5. L’informazione di garanzia …………………… . 619
2.6. L’esito delle indagini: l’archiviazione ……………… . 621
2.6.1. I riflessi sulla responsabilità amministrativa dell’ente delle cause
di non punibilità o di estinzione del reato-presupposto …. . 630
2.7. Segue. L’esito delle indagini: la contestazione …………. . 633
2.8. L’udienza preliminare: la sentenza di non luogo a procedere … . 638
2.9. Segue. L’udienza preliminare: il rinvio a giudizio ………. . 646
Capitolo Terzo
IL GIUDIZIO ORDINARIO
di Alessandra Bassi
3.1. Premessa …………………………….. . 651
3.2. La sospensione del processo ex art. 65 …………….. . 654
3.3. Il thema probandum……………………….. . 657
3.4. L’istruzione probatoria …………………….. . 662
3.5. Segue. L’istruzione probatoria: la perizia …………… . 663
3.6. Segue. L’istruzione probatoria: le prove documentali …….. . 668
3.7. Segue. L’istruzione probatoria: le prove orali …………. . 672
3.8. Le incompatibilità con l’ufficio di testimone: l’imputato del reato da
cui dipende l’illecito amministrativo ……………… . 674
3.9. Segue. Le incompatibilità con l’ufficio di testimone: il rappresentante
legale dell’ente …………………………. . 681
3.10. La celebrazione del processo ………………….. . 691
3.11. Le formule conclusive del giudizio: la sentenza di non doversi procedere ………………………………. . 695
3.12. Segue. Le formule conclusive del giudizio: la sentenza di esclusione
della responsabilità dell’ente ………………….. . 699
3.13. Segue. Le formule conclusive del giudizio: la sentenza di condanna . 701
Capitolo Quarto
I GIUDIZI SPECIALI
di Alessandra Bassi
4.1. Premessa …………………………….. . 705
4.2. I riti alternativi e il simultaneus processus. …………… . 707
4.3. Il giudizio direttissimo ……………………… . 712
4.4. Il giudizio immediato ……………………… . 714
4.5. Il giudizio abbreviato ……………………… . 716
4.6. L’applicazione della sanzione su richiesta …………… . 720
4.7. Il decreto penale di condanna al pagamento della sanzione pecuniaria ………………………………… . 733
Capitolo Quinto
LE IMPUGNAZIONI
di Alessandra Bassi
5.1. Premessa …………………………….. . 739
5.2. L’impugnazione dell’ente ……………………. . 740
5.3. L’impugnazione del P.M ……………………. . 746
5.4. L’impugnazione delle sentenze di applicazione della pena ….. . 749
5.5. La disciplina del giudizio d’impugnazione …………… . 753
5.6. L’effetto estensivo dell’impugnazione …………….. . 758
5.7. La revisione delle sentenze …………………… . 760
INDICE SOMMARIO
XII
Capitolo Sesto
LA FASE ESECUTIVA
di Alessandra Bassi
6.1. Il giudice competente per l’esecuzione …………….. . 765
6.2. Il procedimento di esecuzione e le modalità di esecuzione delle
diverse sanzioni …………………………. . 768
6.3. La conversione della sanzione interdittiva in sanzione pecuniaria . . 771
6.4. La nomina del commissario giudiziale …………….. . 773
6.5. L’anagrafe nazionale delle sanzioni amministrative irrogate a carico
dell’ente ……………………………… . 774
Indice analitico …………………………….. . 779

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