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L'ABUSO DI UFFICIO

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Tempi di spedizione 2/3 giorni lavorativi

Autore: Antonio D’Avirro

Editore: GIUFFRE’

Anno di pubblicazione: 2021

Pagg: 174

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INDIE:

PARTE PRIMA
CAPITOLO 1 I PRECEDENTI STORICI DEL REATO DI ABUSO DI
UFFICIO
1. I codici penali preunitari………………………………………………………………………………. 3
2. Il codice degli Stati di Parma, Piacenza e Guastalla ………………………………. 3
3. Il codice penale per gli stati di Sua Maestà il Re di Sardegna………………. 5
4. Il codice penale del Granducato di Toscana……………………………………………. 6
5. Il Codice Zanardelli ……………………………………………………………………………………….. 9
6. Il Codice Rocco ……………………………………………………………………………………………… 14
CAPITOLO 2 LA RIFORMA DEI REATI CONTRO LA PUBBLICA
AMMINISTRAZIONE (L. 26 APRILE 1990 N. 86)
1. Le ragioni della riforma………………………………………………………………………………… 17
2. Progetti di legge prima della riforma del 1990 ………………………………………. 19
2.1. La proposta di legge Violante (n. 2793) ……………………………………….. 19
2.2. La proposta di legge Vassalli (presentata il 15 marzo 1985)……. 20
2.3. Il disegno di legge Martinazzoli (n. 2844)…………………………………….. 22
3. La riforma dei reati contro la pubblica amministrazione (l. 26 aprile
1990 n. 86) …………………………………………………………………………………………………….. 23
3.1. I limiti della riforma……………………………………………………………………………. 25
VII
PARTE SECONDA
CAPITOLO 1 LA RIFORMA DEL REATO DI ABUSO DI UFFICIO (L.
16 LUGLIO 1997, N. 234)
1. Le ragioni della riforma………………………………………………………………………………… 29
2. I progetti di legge prima della riforma del 1997…………………………………….. 32
2.1. I disegni di legge della XII legislatura…………………………………………….. 32
2.2. La proposta di legge della commissione Morbidelli…………………… 34
2.3. I rilievi di legittimità costituzionale dell’art. 323 c.p…………………… 37
2.4. I disegni di legge della XIII legislatura e il nuovo reato di abuso di
ufficio……………………………………………………………………………………………………. 39
CAPITOLO 2 I SOGGETTI DEL REATO
1. Il soggetto attivo prima della riforma del 1997 ……………………………………… 45
2. Il pubblico ufficiale………………………………………………………………………………………… 47
2.1. La pubblica funzione ………………………………………………………………………… 49
3. La persona incaricata di un pubblico servizio…………………………………………. 52
3.1. Il soggetto passivo e la persona offesa…………………………………………. 55
CAPITOLO 3 L’OGGETTO SPECIFICO DELLA TUTELA PENALE
1. La natura giuridica della norma …………………………………………………………………. 57
2. Il bene giuridico tutelato dall’art. 323 c.p………………………………………………… 58
CAPITOLO 4 LA CONDOTTA
1. Lo svolgimento delle funzioni o del servizio, quale presupposto della
condotta …………………………………………………………………………………………………………. 63
1.1. La nozione di funzione …………………………………………………………………….. 64
1.2. La nozione di servizio……………………………………………………………………….. 65
1.3. La nozione di “svolgimento” (delle funzioni o del servizio)……… 66
2. L’abuso di ufficio “quale violazione di norme di legge” ……………………….. 68
2.1. Le prime reazioni alla possibilità o meno di ricomprendere l’eccesso di potere nell’area della condotta punibile, quale “violazione di norme di legge”………………………………………………………………….. 71
INDICE
VIII
2.2. Le evoluzioni della dottrina e della giurisprudenza: tra letture
restrittive e tendenze espansive ……………………………………………………. 76
2.2.1. La risposta della dottrina ………………………………………………….. 76
2.2.2. La risposta della giurisprudenza……………………………………… 81
CAPITOLO 5 IL NUOVO REATO DI ABUSO DI UFFICIO (LEGGE 11
SETTEMBRE 2020 N. 120): LA RISCRITTURA DELLA
PRIMA PARTE DELLA CONDOTTA TIPICA
1. Le ragioni della riforma………………………………………………………………………………… 85
2. La violazione di specifiche regole di condotta previste dalla legge o da
atti aventi forza di legge ……………………………………………………………………………… 89
2.1. La violazione del principio di imparzialità, quale specifica regola
di condotta………………………………………………………………………………………….. 91
2.2. Discrezionalità amministrativa e sviamento di potere: primi
disorientamenti………………………………………………………………………………….. 92
3. La violazione del dovere di astensione, quale condotta alternativa del
reato di abuso di ufficio……………………………………………………………………………….. 96
3.1. La codificazione del dovere di astensione …………………………………… 98
3.2. Il conflitto d’interessi diretto (proprio o di un prossimo congiunto): analogie con l’interesse privato in atti d’ufficio …………… 101
3.3. Il conflitto di interessi indiretto (negli altri casi prescritti)………… 106
3.4. La strana sorte dei “regolamenti”………………………………………………….. 109
3.5. Il conflitto di interessi e la prevaricazione……………………………………. 112
4. Possibilità per la nuova fattispecie di abuso di ereditare il peculato per
distrazione ……………………………………………………………………………………………………… 113
5. Il sindacato del giudice penale sull’atto amministrativo………………………. 115
6. La parziale “abolitio criminis” della condotta: problemi in tema di
successione di legge ……………………………………………………………………………………. 118
CAPITOLO 6 L’EVENTO
1. L’abuso di ufficio, da reato di pura condotta a reato di evento ………….. 121
2. Il “vantaggio” e il “danno”, quale evento alternativo del reato di abuso
di ufficio…………………………………………………………………………………………………………… 123
2.1. La punibilità per il solo vantaggio patrimoniale ………………………….. 124
2.2. Il vantaggio patrimoniale…………………………………………………………………. 127
3. Il danno……………………………………………………………………………………………………………. 130
INDICE
IX
4. Il requisito dell’ingiustizia del vantaggio o del danno: la riforma del
1990 ………………………………………………………………………………………………………………… 133
4.1. L’ingiustizia, quale strumento alternativa alla causa di non
punibilità ……………………………………………………………………………………………… 134
4.2. La riforma del 1997 ed il ruolo centrale del requisito dell’ingiustizia del vantaggio o del danno…………………………………………………….. 138
4.3. Il fondamento dell’ingiustizia………………………………………………………….. 138
4.4. La natura del requisito dell’ingiustizia: illiceità espressa e illiceità speciale …………………………………………………………………………………………… 141
4.5. Gli esatti contorni dell’ingiustizia alla luce della evoluzione dottrinaria e giurisprudenziale ……………………………………………………………… 142
4.6. La rilevante gravità del danno o del vantaggio …………………………… 146
CAPITOLO 7 L’ELEMENTO SOGGETTIVO
1. Dal dolo specifico al dolo intenzionale (le ragioni della riforma del
1997)……………………………………………………………………………………………………………….. 149
2. Le forme del dolo: dolo intenzionale, dolo diretto, dolo eventuale…… 150
3. Il dolo intenzionale, quale profilo soggettivo del reato di abuso di
ufficio ………………………………………………………………………………………………………………. 152
3.1. Il dolo intenzionale quale ipotesi di rafforzamento dell’elemento soggettivo………………………………………………………………………………………. 153
3.2. Il dolo intenzionale, quale ipotesi di qualificazione dell’elemento soggettivo………………………………………………………………………………………. 154
3.3. Dolo intenzionale e possibilità di sovrapposizione tra fine pubblico e fine privato …………………………………………………………………………….. 155
3.4. La preminenza dell’interesse pubblico sull’interesse privato ai
fini dell’intenzionalità del dolo richiesto dall’art. 323 c.p………….. 157
Indice bibliografico………………………………………………………………………………………………… 163

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