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L'IMPUGNAZIONE DEL LODO RITUALE PER CONTRARIETA' ALL'ORDINE PUBBLICO

Informazioni aggiuntive

IN SINTESI

autore: Silvia Turatto

editore: Giappichelli

anno di pubblicazione: ottobre 2020

pagine: 299

40,00 38,00

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INDICE
CAPITOLO PRIMO
L’IMPUGNAZIONE DEL LODO RITUALE
PER CONTRARIETÀ ALL’ORDINE PUBBLICO
NELL’ORDINAMENTO ITALIANO E LA QUESTIONE
DELL’ARBITRABILITÀ DELLE CONTROVERSIE
CHE RICHIEDONO L’APPLICAZIONE DI NORME
DI ORDINE PUBBLICO DEL FORO
Sezione Prima
L’IMPUGNAZIONE DEL LODO RITUALE PER CONTRARIETÀ ALL’ORDINE
PUBBLICO NEL CONTESTO DELLA PIÙ GENERALE ESTENSIONE
ALL’ARBITRATO ITALIANO TOUT COURT DELLE NORME RELATIVE
ALL’ARBITRATO «INTERNAZIONALE» AI SENSI DEL PREVIGENTE
ART. 832 C.P.C.
1. La riforma dell’arbitrato operata dal d.lgs. n. 40/2006 e la direttiva volta
ad estendere all’arbitrato italiano tout court le particolari disposizioni dettate
per l’ormai abrogato arbitrato «internazionale» 2
2. La nuova formulazione dell’art. 829 c.p.c.: in particolare, l’esclusione dell’impugnazione
per violazione delle regole di diritto relative al merito della
controversia e la previsione dell’impugnazione per contrarietà all’ordine
pubblico 8
3. Le difficoltà interpretative poste dalla previsione dell’impugnazione per
contrarietà all’ordine pubblico di cui al novellato art. 829, c. 3, c.p.c. La
distinzione fra norme imperative, norme di applicazione necessaria e principi
fondamentali dell’ordinamento e il diverso concetto di norme inderogabili
relative alla struttura degli istituti giuridici. Cenni alla nozione di
ordine pubblico c.d. processuale 18
Sezione Seconda
LA QUESTIONE DELL’ARBITRABILITÀ DELLE CONTROVERSIE
CHE RICHIEDONO L’APPLICAZIONE DI NORME DI ORDINE
PUBBLICO DEL FORO E LA CORRELAZIONE TRA TALE QUESTIONE
E L’ESISTENZA DI SUFFICIENTI “GARANZIE” CHE LA CONTROVERSIA
SIA DECISA IN APPLICAZIONE DI DETTE NORME
1. La conferma dell’arbitrabilità, salvo espresso divieto di legge, delle controversie
che richiedono “solo” l’applicazione di norme di ordine pubblico: la
contrarietà all’ordine pubblico costituisce un vizio del lodo distinto da
quello consistente nell’aver pronunciato su una controversia non arbitrabile.
Opportunità di soffermarsi sulle ragioni che, a partire dal previgente
art. 806 c.p.c., hanno indotto alcuni interpreti a ritenere non arbitrabili le
liti che postulano l’applicazione di norme di ordine pubblico, e su quelle
su cui hanno fatto leva altri interpreti per confutare tale conclusione, al
fine di mettere a fuoco a quali condizioni tali controversie possono ritenersi
arbitrabili 34
2. Segue: Il dibattito sviluppatosi in ordine all’ambito applicativo del previgente
art. 806 c.p.c. e l’impossibilità di ricavare la non arbitrabilità delle
controversie che richiedono “solo” l’applicazione di norme di ordine pubblico
dal divieto di arbitrato relativo alle controversie aventi ad oggetto
«diritti che non possono formare oggetto di transazione» (sul presupposto
che l’arbitro abbia il dovere di applicare le rilevanti norme di ordine pubblico
del foro e che l’eventuale contrasto del lodo con tali norme sia sempre
deducibile avanti al giudice statale) 37
3. Segue: Il novellato art. 806 c.p.c. e l’impossibilità di ricavare la non arbitrabilità
delle controversie che richiedono “solo” l’applicazione di norme
di ordine pubblico dal divieto di arbitrabilità delle controversie aventi ad
oggetto «diritti indisponibili», tanto se intesi in senso “sostanziale”, quanto
se intesi in senso “processuale” (sempre sul presupposto che l’arbitro abbia
il dovere di applicare le rilevanti norme di ordine pubblico del foro e che
l’eventuale contrasto del lodo con tali norme sia sempre deducibile avanti
al giudice statale) 50
4. Immotivate “resistenze” della Suprema corte ad ammettere la arbitrabilità
delle liti aventi ad oggetto l’impugnativa delle delibere assembleari di approvazione
del bilancio per violazione dei principi di chiarezza, veridicità
e correttezza ai sensi degli artt. 34 e ss. del d.lgs. n. 5/2003 62
5. Alcuni punti fermi in ordine al divieto di arbitrato relativo alle controversie
aventi ad oggetto diritti indisponibili ai sensi degli artt. 806 c.p.c. novellato
e 34 d.lgs. n. 5/2003 84
6. Conclusioni: la circostanza che vi siano “garanzie” sufficienti che il lodo sia
reso in applicazione delle rilevanti norme di ordine pubblico del foro risulta
decisiva ai fini dell’arbitrabilità delle liti che richiedono l’applicazione di tali
norme. Per verificare se detta circostanza possa ritenersi soddisfatta, è necessario
considerare, innanzitutto, se sia configurabile in capo all’arbitro con sede
in Italia un vero e proprio dovere giuridico di applicare le rilevanti norme
di ordine pubblico italiane. Nel caso in cui tale indagine abbia esito positivo,
si dovrà verificare se il giudizio dell’arbitro possa ritenersi “affidabile” come
quello del giudice statale, al fine di stabilire se sia necessario che la violazione
di dette norme possa essere sempre fatta valere avanti a quest’ultimo 93
CAPITOLO SECONDO
GLI ELEMENTI ATTI AD INCIDERE SULL’AMBITO
DI APPLICAZIONE DELL’IMPUGNAZIONE
PER CONTRARIETÀ ALL’ORDINE PUBBLICO:
LA CONFIGURABILITÀ IN CAPO ALL’ARBITRO
DEL DOVERE DI APPLICARE LE RILEVANTI NORME
DI ORDINE PUBBLICO DEL FORO E L’ESISTENZA
DI SUFFICIENTI “GARANZIE” CIRCA L’AFFIDABILITÀ
DEL GIUDIZIO DELL’ARBITRO
Sezione Prima
IL DOVERE DELL’ARBITRO DI APPLICARE LE RILEVANTI NORME
DI ORDINE PUBBLICO DELL’ORDINAMENTO DI RADICAMENTO
DELL’ARBITRATO
1. Premessa: la questione relativa al se l’arbitro abbia un vero e proprio dovere
giuridico di applicare le rilevanti norme di ordine pubblico del foro si
presta ad essere riguardata nella prospettiva più generale dell’ordinamento
di radicamento dell’arbitrato 100
2. Il dovere dell’arbitro di individuare le norme applicabili al merito della
controversia autonomamente, in ossequio al principio iura novit curia 101
3. Il dovere dell’arbitro di individuare le norme applicabili al merito della
controversia in conformità alle regole di conflitto dell’ordinamento di radicamento
dell’arbitrato 106
4. Il dovere dell’arbitro di applicare le rilevanti norme di ordine pubblico
dell’ordinamento di radicamento dell’arbitrato. Critica alla teoria della
c.d. delocalizzazione dell’arbitrato 121
5. Segue: I limiti “intrinseci” al funzionamento delle regole di conflitto previste
per l’arbitro dall’ordinamento di radicamento dell’arbitrato 130
6. L’individuazione delle norme di ordine pubblico dell’ordinamento di radicamento
dell’arbitrato che richiedono di essere “necessariamente” applicate
alla fattispecie 134
7. L’indiretta conferma a livello europeo della conclusione secondo cui l’arbitro
ha il dovere di applicare le rilevanti norme di ordine pubblico dell’ordinamento
di radicamento dell’arbitrato e gli insegnamenti ritraibili dal
caso Achmea 145
Sezione Seconda
LA CORRELAZIONE FRA LE “GARANZIE” CIRCA L’AFFIDABILITÀ
DEL GIUDIZIO DELL’ARBITRO E L’AMBITO DI APPLICAZIONE
DELL’IMPUGNAZIONE DEL LODO PER CONTRARIETÀ ALL’ORDINE PUBBLICO
1. Le “garanzie” offerte dall’arbitro con sede in Italia in termini di capacità
professionale, onorabilità, imparzialità e di responsabilità civile e penale e
la loro inadeguatezza rispetto a quelle fornite dal giudice statale 153
2. Segue: Conseguente opportunità che con l’impugnazione del lodo ex art.
829, c. 3, c.p.c. sia possibile dedurre la violazione di tutte le rilevanti norme
di ordine pubblico italiane 175
CAPITOLO TERZO
L’AMBITO DI APPLICAZIONE DELL’IMPUGNAZIONE
PER CONTRARIETÀ ALL’ORDINE PUBBLICO
DI CUI AL NOVELLATO ART. 829, C. 3, C.P.C.
Sezione Prima
CONCLUSIONI IN ORDINE ALL’AMBITO DI APPLICAZIONE
DELL’IMPUGNAZIONE PER CONTRARIETÀ ALL’ORDINE PUBBLICO
DI CUI AL NOVELLATO ART. 829, C. 3, C.P.C.
1. Conclusioni in ordine all’ambito di applicazione dell’impugnazione per
contrarietà all’ordine pubblico di cui al novellato art. 829, c. 3, c.p.c.: esso
si modula diversamente a seconda del grado di collegamento che la fattispecie
presenta con l’ordinamento 179
2. Opportunità di verificare se i risultati ottenuti si armonizzino con le conclusioni
raggiunte con riguardo all’ambito di applicazione delle impugnazioni
per contrarietà all’ordine pubblico prefigurate in relazione al lodo di
equità, al lodo dichiarato non impugnabile e al lodo «internazionale» nel
regime anteriore alla novella del 2006 182
Sezione Seconda
LE IMPUGNAZIONI PER CONTRARIETÀ ALL’ORDINE PUBBLICO PREFIGURATE
IN RELAZIONE AL LODO DI EQUITÀ, AL LODO DICHIARATO
NON IMPUGNABILE E AL LODO «INTERNAZIONALE»
NEL REGIME ANTERIORE ALLA NOVELLA DEL 2006
1. L’impugnazione per contrarietà all’ordine pubblico del lodo di equità e
del lodo dichiarato non impugnabile ai sensi del previgente art. 829, c. 2,
c.p.c. 184
2. L’impugnazione per contrarietà all’ordine pubblico del lodo «internazionale
» secondo l’interpretazione del previgente art. 838 c.p.c. 198
3. Conclusioni sul diverso ambito di applicazione delle impugnazioni per
contrarietà all’ordine pubblico prefigurate nel regime anteriore alla novella
del 2006 e difficoltà di estendere i risultati raggiunti in relazione all’impugnazione
del lodo «internazionale» all’impugnazione per contrarietà all’ordine
pubblico di cui al novellato art. 829, c. 3, c.p.c. 213
Sezione Terza
LE TESI ELABORATE DALLA DOTTRINA CON RIGUARDO ALL’AMBITO
DI APPLICAZIONE DELL’IMPUGNAZIONE PER CONTRARIETÀ
ALL’ORDINE PUBBLICO DI CUI AL NOVELLATO ART. 829, C. 3, C.P.C.
1. Le tesi elaborate dalla dottrina con riguardo all’ambito di applicazione dell’impugnazione
per contrarietà all’ordine pubblico di cui al novellato art.
829, c. 3, c.p.c. Critica 215
2. Riaffermazione delle conclusioni raggiunte in merito all’ambito di applicazione
dell’impugnazione per contrarietà all’ordine pubblico di cui all’art.
829, c. 3, c.p.c. alla luce dell’arbitrabilità delle controversie che richiedono
l’applicazione di norme di ordine pubblico del foro e dell’insufficiente livello
di “garanzie” offerte dall’arbitro 227
3. Il diverso regime previsto per il caso di violazione da parte dell’arbitro di
norme inderogabili relative alla struttura degli istituti giuridici 229
Sezione Quarta
LA NATURA DEL CONTROLLO RELATIVO ALLA NON CONTRARIETÀ
DEL LODO ALL’ORDINE PUBBLICO IN SEDE DI IMPUGNAZIONE
PER NULLITÀ E DI EXEQUATUR. CENNI ALLA QUESTIONE DELLA RILEVABILITÀ
DEL CONTRASTO CON L’ORDINE PUBBLICO IN SEDE DI RICONOSCIMENTO
ED ESECUZIONE DELLE SENTENZE E DEI LODI STRANIERI
1. La natura del controllo relativo alla non contrarietà del lodo all’ordine pubblico
demandato alla corte d’appello in sede di impugnazione per nullità 233
2. La rilevabilità della contrarietà del lodo all’ordine pubblico nell’ambito del
giudizio di exequatur 241
3. Cenni alla questione della rilevabilità del contrasto con l’ordine pubblico
in sede di riconoscimento ed esecuzione delle sentenze e dei lodi stranieri 265
Indice bibliografico 275

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