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MANUALE DI DIRITTO PENALE PARTE GENERALE 2021

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IN SINTESI

Tempi di spedizione 2/3 giorni lavorativi

Autore: Francesco Caringella Francesca Della Valle Michele De Palma

Editore: DIKE GIURIDICA

Anno di pubblicazione: 2021

Pagg: 1886

110,00 104,50

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DESCRIZIONE:

Il manuale

  • espone, in modo rigoroso e chiaro, le coordinate istituzionali relative ai singoli istituti
  • illustra la giurisprudenza capace di chiarire le categorie precedentemente declinate
  • agevola la comprensione degli istituti con schemi sinottici riepilogativi degli argomenti trattati
  • esamina le più recenti novità legislative:
  • dà conto dei più recenti arresti giurisprudenziali delle Sezioni Unite, della Corte costituzionale e della giurisprudenza europea fino al dicembre 2019
  • INDICE:
  • Premessa alla nona edizione ……………………………………………………………. XXIX
    PARTE I
    I PRINCIPI
    Capitolo 1
    Il principio di legalità
    1. Inquadramento normativo, concetto e funzione del principio di
    legalità………………………………………………………………………………………… 3
    2. Legalità formale e legalità sostanziale: la concezione sostanzialeformale accolta dalla Costituzione………………………………………………….. 8
    3. Il principio di legalità nella Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali ………………………. 10
    3.1. Il principio di legalità ex art. 7 CEDU e la figura di matrice
    giurisprudenziale del concorso esterno in associazione mafiosa……….. 14
    3.1.1. La connessa questione della confiscabilità del bene prezzo o
    profitto del reato in caso di declaratoria di prescrizione…………………… 17
    3.2. La natura della confisca prevista dall’art. 44, comma 2, d.p.r.
    6 giugno 2001, n. 380 …………………………………………………………………. 20
    3.3. La confisca del veicolo per guida in stato di ebbrezza prevista
    dall’art. 186, co. 2,lett. c) cod. str. ……………………………………………….. 26
    3.4. La confisca prevista dall’art. 474-bis c.p…………………………………. 27
    3.5. Il rapporto tra illecito penale ed illecito amministrativo ……………. 28
    Capitolo 2
    Il principio della riserva di legge
    1. Funzione ed oggetto della riserva di legge …………………………………….. 41
    VIII Indice
    2. La natura della riserva di legge in materia penale …………………………… 43
    2.1. La compatibilità del reato di cui all’art. 73, comma 1-bis,
    del D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, con il principio della riserva
    di legge……………………………………………………………………………………… 49
    3. Le norme penali in bianco e gli elementi normativi della fattispecie ……………………………………………………………………………………….. 52
    3.1. L’operatività della norma penale in bianco sul reato di doping di cui all’art. 9 della legge 14 dicembre 2000, n. 376 ………………. 55
    4. Il sindacato del giudice penale sul provvedimento amministrativo: le varie forme di interferenza tra reato e provvedimento amministrativo ……………………………………………………………………………….. 57
    5. Il controverso potere di disapplicazione dell’atto amministrativo
    da parte del giudice penale…………………………………………………………… 63
    5.1. Il sindacato del giudice penale nel settore dei reati edilizi …………. 68
    5.2. Un caso di disapplicazione in bonam partem: il sindacato
    del giudice penale sul provvedimento del Questore nel reato di
    cui all’art. 14, comma 5-ter, del D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286…………. 74
    6. I limiti del sindacato del giudice penale sul provvedimento amministrativo ……………………………………………………………………………….. 76
    6.1. Il sindacato del giudice penale in materia di validità del brevetto, anche alla luce della recente riforma introdotta con la legge del 23 luglio 2009, n. 99 …………………………………………………………. 79
    7. Il sindacato del giudice penale sulla sentenza prevista come elemento della fattispecie: il caso dei reati di bancarotta ……………………… 81
    Capitolo 3
    Le fonti del diritto penale
    1. Premessa …………………………………………………………………………………… 85
    2. I decreti legge…………………………………………………………………………….. 86
    3. I decreti legislativi ……………………………………………………………………… 90
    4. I decreti governativi in tempo di guerra, i bandi militari e le ordinanze previste dal T.U.L.P.S……………………………………………………… 92
    5. Le leggi regionali……………………………………………………………………….. 94
    6. La consuetudine ……………………………………………………………………….. 100
    7. I rapporti tra il diritto penale e le norme sovranazionali…………………. 104
    7.1. Le norme comunitarie…………………………………………………………. 105
    7.1.1. Il problema dell’esistenza di un sistema penale comunitario …….. 106
    7.1.2. L’incidenza del diritto comunitario sulle scelte di politica
    criminale interna: le novità del Trattato di Lisbona……………………….. 107
    7.1.3. L’incidenza dell’ordinamento comunitario sugli istituti giuridici penali interni……………………………………………………………………. 115
    Indice IX
    7.2. Le norme della Convenzione europea per la salvaguardia
    dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (CEDU)……………… 127
    8. Le sentenze della Corte Costituzionale: il sindacato di costituzionalità delle norme penali……………………………………………………………. 136
    Capitolo 4
    Il principio di tassatività
    e l’analogia nel diritto penale
    1. Nozione, funzioni e fondamento del principio di tassatività …………… 147
    1.1. Determinatezza, tassatività, e precisione ……………………………….. 150
    2. I criteri per vagliare il sufficiente grado di determinatezza della
    fattispecie penale………………………………………………………………………. 150
    2.1. La distinzione tra elementi rigidi, elastici e vaghi o indeterminati ……………………………………………………………………………………… 154
    3. La portata del principio di tassatività…………………………………………… 171
    4. L’analogia nel diritto penale: il divieto di analogia in malam
    partem…………………………………………………………………………………….. 175
    5. L’analogia in bonam partem ………………………………………………………. 186
    Capitolo 5
    L’efficacia della legge penale
    Sezione I. L’efficacia della legge penale nel tempo………………… 195
    1. Le fonti nazionali, internazionali e comunitarie che regolano la
    successione delle leggi penali nel tempo ……………………………………… 196
    1.1. Le regole scolpite dall’art. 2, c.p. e i suoi rapporti con l’art.
    25, comma 2, Cost. …………………………………………………………………… 211
    2. Il fenomeno della c.d. retroattività occulta …………………………………… 213
    2.1. La Cassazione conferisce rilevanza al mutamento di giurisprudenza in bonam partem in sede di applicazione degli istituti
    penalistici in ambito esecutivo……………………………………………………. 215
    3. La successione “effettiva” di leggi penali (propria e impropria)
    e le ipotesi di successione “apparente”. Espansione normativa
    e innesto normativo…………………………………………………………………… 217
    4. I criteri discretivi tra abolitio criminis e abrogatio sine abolitione
    e i risvolti pratici della distinzione………………………………………………. 220
    4.1. Il criterio del fatto concreto o della doppia punibilità in concreto ……………………………………………………………………………………….. 221
    4.2. Il criterio della continuità del tipo di illecito ………………………….. 224
    X Indice
    4.3. Il criterio del rapporto strutturale tra norme e la variante
    della distinzione tra specialità per specificazione e specialità per
    aggiunta…………………………………………………………………………………… 227
    4.4. Il criterio delle sottofattispecie …………………………………………….. 233
    5. L’applicazione giurisprudenziale dei criteri dottrinali……………………. 234
    5.1. False comunicazioni sociali (artt. 2621 e 2622 c.c.) e bancarotta fraudolenta c.d. impropria (art. 223 del R.D. 16 marzo 1942,
    n. 267)…………………………………………………………………………………….. 235
    5.2. Falso in prospetto: i rapporti tra l’art. 2623 c.c. e l’art. 174
    del TUF…………………………………………………………………………………… 240
    5.3. L’evoluzione normativa dei reati tributari ……………………………… 242
    5.3.1. Il reato di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti: i rapporti tra l’art.
    4, lett. d) della legge 7 agosto 1982, n. 516 e l’art. 2, comma 1,
    del D.Lgs. 10 marzo 2000, n. 74…………………………………………………. 244
    5.3.2. Il reato di omessa dichiarazione: i rapporti tra l’art. 1,
    comma 1, della legge 7 agosto 1982, n. 516, e l’art. 5 del D.Lgs.
    10 marzo 2000, n. 74 ………………………………………………………………… 246
    5.4. La successione di leggi penali in materia di usura…………………… 247
    5.5. Il reato di omesso allontanamento dal territorio su ordine del
    Questore ex art. 14, comma 5-ter, del D.Lgs. 25 luglio 1998, n.
    286 …………………………………………………………………………………………. 248
    6. La riforma dei reati dei pubblici ufficiali contro la pubblica amministrazione……………………………………………………………………………. 250
    6.1. L’ampliamento della portata della confisca per equivalente……… 253
    7. Il fenomeno della c.d. espansione normativa: il caso del reato di
    bancarotta nell’amministrazione controllata e del reato di oltraggio a pubblico ufficiale ……………………………………………………………… 254
    8. Il fenomeno del c.d. innesto normativo: i rapporti tra il reato di
    infedeltà patrimoniale ex art. 2634 c.c. e il reato di appropriazione indebita ex art. 646 c.p. …………………………………………………………. 258
    9. Il concetto di legge più favorevole al reo …………………………………….. 260
    10. La successione mediata di leggi penali: le modifiche concernenti
    le norme extrapenali richiamate da norme penali in bianco o da
    elementi normativi……………………………………………………………………. 261
    10.1. La teoria della specificazione …………………………………………….. 262
    10.2. La teoria dell’incorporazione……………………………………………… 264
    10.3. La teoria del restringimento operativo…………………………………. 266
    10.4. La teoria che dà rilevanza all’incidenza sul disvalore del
    fatto ………………………………………………………………………………………… 268
    11. Considerazioni sull’operatività delle teorie esposte ………………………. 270
    12. L’applicazione giurisprudenziale delle teorie fin qui esaminate:
    difetto di univocità di soluzioni e metodo casistico……………………….. 272
    Indice XI
    12.1. Gli effetti della depenalizzazione dei reati-fine sul reato
    di associazione per delinquere ……………………………………………………. 273
    12.2. L’adesione all’U.E. di nuovi Paesi: i riflessi sul reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina ex art. 12 del D.Lgs.
    25 luglio 1998, n. 286, e sul reato di omesso allontanamento dal
    territorio su ordine del Questore ex art. 14, comma 5-ter del
    medesimo decreto legislativo……………………………………………………… 274
    12.3. La modifica della nozione di piccolo imprenditore di cui
    all’art. 1, comma 1 del R.D. 16 marzo 1942, n. 267 e i riflessi
    sui reati fallimentari………………………………………………………………….. 278
    12.4. Il reato di usura e la modifica legislativa del computo del
    tasso c.d. soglia ………………………………………………………………………… 282
    13. Il nuovo comma 3 dell’art. 2 c.p. a seguito della modifica apportata dalla legge 24 febbraio 2006, n. 85……………………………………….. 285
    14. La disciplina delle leggi eccezionali e temporanee ……………………….. 286
    15. I decreti-legge non convertiti o convertiti con emendamenti ………….. 288
    16. Gli effetti delle pronunce della Corte Costituzionale sul fenomeno della successione delle leggi penali nel tempo …………………….. 292
    17. L’individuazione del tempus commissi delicti ………………………………. 295
    18. Misure di sicurezza e misure di prevenzione………………………………… 300
    19. La successione delle leggi processuali: il principio del tempus
    regit actum ………………………………………………………………………………. 307
    19.1. Le condizioni di procedibilità…………………………………………….. 309
    19.2. La prescrizione. In particolare la declaratoria di illegittimità
    costituzionale dall’art. 10, comma 3 della legge 5 dicembre 2005,
    n. 251 ……………………………………………………………………………………… 310
    19.3. Le misure cautelari personali……………………………………………… 312
    20. Successione di leggi nel tempo e sanzioni amministrative……………… 313
    21. La nuova depenalizzazione e successione di leggi nel tempo …………. 315
    Sezione II. L’efficacia della legge penale nello spazio …………… 317
    1. Il diritto penale internazionale ed i principi che regolano l’applicazione della legge penale nello spazio: territorialità, personalità, difesa, universalità ………………………………………………………….. 317
    2. Il territorio come riferimento primario del nostro ordinamento
    per l’applicazione della legge penale…………………………………………… 320
    3. L’individuazione del locus commissi delicti…………………………………. 321
    4. I reati commessi all’estero punibili incondizionatamente ………………. 327
    5. Il delitto politico……………………………………………………………………….. 328
    6. Il delitto comune commesso all’estero ………………………………………… 332
    7. La universalità temperata in materia di norme contro la pedofilia……… 334
    8. Le recenti modifiche del libro XI del codice di procedura penale
    in materia di rapporti giurisdizionali con autorità straniere…………….. 336
    XII Indice
    9. L’estradizione: fondamento, principi, presupposti e limiti ……………… 339
    10. Il mandato di arresto europeo come forma di collaborazione
    giudiziaria all’interno dell’Unione Europea …………………………………. 348
    11. La necessità di rinnovare il giudizio ed il correlato problema del
    riconoscimento delle sentenze penali straniere……………………………… 357
    Sezione III. L’efficacia della legge penale rispetto alle
    persone …………………………………………………………………………………… 360
    1. Il generale principio di obbligatorietà della legge penale e le immunità …………………………………………………………………………………….. 360
    2. La natura giuridica delle immunità……………………………………………… 363
    3. Le immunità derivanti dal diritto pubblico interno………………………… 365
    4. Le immunità derivanti dal diritto internazionale …………………………… 374
    PARTE II
    IL REATO
    Capitolo 1
    I soggetti attivi
    Sezione I. Il soggetto attivo. La responsabilità nei complessi
    organizzati …………………………………………………………………………….. 379
    1. Il soggetto attivo del reato …………………………………………………………. 379
    2. L’individuazione del soggetto responsabile all’interno dei complessi organizzati………………………………………………………………………. 400
    3. La rilevanza in ambito penale del fenomeno organizzativo della
    delega di funzioni……………………………………………………………………… 403
    4. I requisiti della delega ritenuti essenziali dalla giurisprudenza ……….. 411
    4.1. Complessità della struttura organizzata …………………………………. 412
    4.2. Forma della delega……………………………………………………………… 413
    4.3. Accettazione della delega, idoneità tecnica del delegato, conferimento di poteri effettivi ed autonomia di spesa ……………………….. 416
    4.4. L’obbligo di controllo del delegante ……………………………………… 417
    5. La posizione del delegante…………………………………………………………. 419
    6. La posizione del delegato ………………………………………………………….. 422
    7. L’individuazione del soggetto responsabile negli enti pubblici……….. 422
    8. La rilevanza della delega di funzioni nell’ambito dell’impresa
    giornalistica (rinvio) …………………………………………………………………. 425
    Sezione II. La responsabilità dei complessi organizzati …………… 425
    Indice XIII
    1. Il dibattito sulla responsabilità penale delle persone giuridiche
    ed il progressivo ripudio del principio societas delinquere non
    potest………………………………………………………………………………………. 426
    2. L’evoluzione legislativa in materia di responsabilità delle persone
    giuridiche ………………………………………………………………………………… 430
    3. La disciplina contenuta nel D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 231 ……………… 433
    3.1. L’ambito soggettivo di applicazione della disciplina……………….. 434
    3.2. Il principio di legalità………………………………………………………….. 438
    3.3. La successione di leggi ……………………………………………………….. 446
    3.4. L’efficacia nello spazio ……………………………………………………….. 448
    3.5. La struttura dell’illecito previsto dal D.Lgs. 8 giugno 2001,
    n. 231 ……………………………………………………………………………………… 449
    3.5.1. I requisiti di natura oggettiva…………………………………………….. 449
    3.5.1.1. La compatibilità con i reati colposi………………………………….. 459
    3.5.2. I requisiti di natura soggettiva …………………………………………… 463
    3.6. I modelli di organizzazione………………………………………………….. 466
    3.6.1. Il contenuto minimo del modello……………………………………….. 469
    3.6.2. Il giudizio di idoneità ed efficacia del modello ……………………. 470
    3.6.3. Le differenze tra i modelli di organizzazio474
    3.6.4. La responsabilità omissiva dell’organismo di vigilanza………… 475
    3.6.5. Natura giuridica del meccanismo che consente all’ente di
    evitare di incorrere in responsabilità……………………………………………. 476
    3.7. Il sistema sanzionatorio ………………………………………………………. 477
    3.7.1. Il problema della c.d. solidarietà passiva tra correi nel
    sequestro e nella confisca a carico degli enti………………………………… 485
    3.8. Il sistema processuale …………………………………………………………. 487
    4. Le misure previste dall’art. 32, d.l. 24 giugno 2014, n. 90……………… 488
    5. La natura giuridica della responsabilità degli enti…………………………. 489
    5.1. La tesi della responsabilità amministrativa…………………………….. 495
    5.2. La tesi della responsabilità penale ………………………………………… 496
    5.3. La tesi del tertium genus di responsabilità……………………………… 500
    5.4. La posizione della giurisprudenza ………………………………………… 501
    Capitolo 2
    Il principio di materialità
    Sezione I. L’analisi del reato ………………………………………………….. 505
    1. Il principio di materialità …………………………………………………………… 505
    2. La concezione analitica e la concezione unitaria del reato……………… 508
    3. Le singole teorie scaturite dalla considerazione analitica del reato……… 512
    3.1. La teoria bipartita……………………………………………………………….. 512
    XIV Indice
    3.2. La teoria tripartita ………………………………………………………………. 513
    3.3. Le teorie quadripartite…………………………………………………………. 516
    3.4. L’opzione per la teoria bipartita …………………………………………… 517
    Sezione II. La struttura del reato………………………………………….. 518
    1. Gli elementi costitutivi o essenziali del reato ……………………………….. 518
    2. La condotta ……………………………………………………………………………… 519
    3. L’azione…………………………………………………………………………………… 522
    4. L’omissione……………………………………………………………………………… 524
    4.1. L’ambito di applicazione della clausola di equivalenza di
    cui all’art. 40, comma 2, c.p. ……………………………………………………… 528
    4.2. L’obbligo giuridico di garanzia e l’individuazione della relativa fonte ………………………………………………………………………………. 532
    4.3. L’obbligo giuridico di impedire l’agire illecito di un terzo ………. 540
    4.3.1. La posizione di garanzia degli amministratori di società ………. 543
    4.3.2. La posizione di garanzia dei componenti del collegio sindacale ……………………………………………………………………………………… 548
    4.3.3. La posizione di garanzia del proprietario del suolo rispetto
    alla realizzazione di una costruzione o di una discarica abusiva……… 552
    4.3.4. La posizione di garanzia del direttore del periodico (art.
    57 c.p.) ……………………………………………………………………………………. 554
    4.3.5. La posizione di garanzia del gestore di servizi su internet …….. 555
    5. L’evento ………………………………………………………………………………….. 564
    Sezione III. Il rapporto di causalità ……………………………………….. 567
    1. Il nesso di causalità…………………………………………………………………… 567
    1.1. La teoria della causalità naturale o della condicio sine qua
    non o dell’equivalenza delle condizioni ………………………………………. 569
    1.2. I correttivi alla teoria naturalistica: le teorie della causalità adeguata e della causalità umana………………………………………………….. 572
    1.3. La teoria dell’imputazione obiettiva dell’evento o dell’aumento del rischio………………………………………………………………………. 575
    1.4. La teoria condizionalistica della causalità scientifica ed il
    modello della c.d. sussunzione sotto leggi scientifiche ………………….. 577
    2. Il problema del concorso di cause……………………………………………….. 588
    2.1. Il fattore sopravvenuto consistente nell’errore sanitario…………… 591
    2.2. La rilevanza del comportamento dell’offeso sul nesso eziologico: infortuni sul lavoro e sinistri stradali………………………………… 597
    3. Il caso fortuito e la forza maggiore……………………………………………… 602
    4. La causalità omissiva………………………………………………………………… 606
    4.1. La distinzione tra causalità omissiva e causalità attiva…………….. 617
    5. I rapporti tra causalità penale e causalità civile …………………………….. 620
    Indice XV
    Capitolo 3
    Il principio di offensività
    1. Premessa …………………………………………………………………………………. 627
    2. L’oggetto giuridico ed il soggetto passivo del reato ………………………. 630
    3. I referenti normativi del principio di offensività nella Carta Costituzionale………………………………………………………………………………. 634
    4. I referenti normativi del principio di offensività nella legge ordinaria ……………………………………………………………………………………….. 636
    4.1. La causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto……….. 646
    5. Il principio di offensività nella giurisprudenza della Corte Costituzionale…………………………………………………………………………………… 662
    6. La selezione dei beni giuridici da tutelare ……………………………………. 668
    7. L’incidenza dell’offesa sul momento consumativo del reato…………… 669
    7.1. La truffa contrattuale a prestazioni equivalenti e la truffa
    mediante assunzione in danno della p.a……………………………………….. 671
    7.2. Il peculato ed il peculato d’uso…………………………………………….. 674
    8. La disciplina del reato impossibile ……………………………………………… 676
    9. Le questioni più controverse affrontate dalla giurisprudenza in
    tema di reato impossibile quale espressione del principio di offensività…………………………………………………………………………………… 680
    9.1. I reati contro la fede pubblica: falso grossolano, innocuo ed
    inutile ……………………………………………………………………………………… 680
    9.1.1. La falsa autenticazione notarile di dichiarazione sostitutiva di certificazione o di atto notorio ……………………………………………. 683
    9.1.2. La contraffazione grossolana nel reato di cui all’art. 474 c.p…….. 684
    9.2. I reati contro l’amministrazione della giustizia ………………………. 687
    9.2.1. La falsa testimonianza ……………………………………………………… 687
    9.2.2 Il favoreggiamento personale……………………………………………… 688
    9.2.3. La simulazione di reato e la calunnia………………………………….. 688
    9.2.3.1. La falsa denuncia di smarrimento di assegno bancario ………. 690
    9.2.3.2. La ritrattazione……………………………………………………………… 691
    10. I reati in materia di stupefacenti …………………………………………………. 693
    10.1. La coltivazione di sostanze stupefacenti………………………………. 693
    10.2. La cessione di sostanze stupefacenti……………………………………. 702
    11. I reati di pericolo: classificazioni e problemi di compatibilità con
    il principio di offensività……………………………………………………………. 705
    11.1. Verso il superamento della dicotomia tra reati di pericolo
    astratto e reati di pericolo concreto……………………………………………… 707
    11.2. Limiti entro cui sono ammissibili i reati di pericolo astratto……… 711
    12. Reati di pericolo e superamento dei limiti tabellari……………………….. 715
    12.1. Il superamento dei limiti tabellari in materia di inquinamento elettromagnetico……………………………………………………………… 717
    XVI Indice
    13. I reati di pericolo indiretto e di possesso ……………………………………… 720
    14. I reati ostativi e di sospetto ………………………………………………………… 722
    14.1. La fattispecie di possesso ingiustificato di chiavi o grimaldelli di cui all’art. 707 c.p………………………………………………………….. 724
    14.2. La fattispecie di possesso ingiustificato di valori di cui
    all’art. 708 c.p. …………………………………………………………………………. 725
    14.3. La fattispecie di impossessamento di beni culturali (c.d.
    furto archeologico) di cui all’art. 176 del D.Lgs. 22 gennaio 2004,
    n. 42 ……………………………………………………………………………………….. 726
    15. I delitti di attentato……………………………………………………………………. 728
    16. I reati contro l’ordine pubblico …………………………………………………… 734
    17. Le novità introdotte dalla legge 24 febbraio 2006, n. 85………………… 735
    18. La rilevanza penale del negazionismo ex lege 16.6.2016, n. 115…….. 737
    19. La soppressione degli atti di terrorismo prevista dal d.l. 18.2.2015,
    n. 7, convertito dalla l. 17.4.2015, n. 43 e dalla legge 28 luglio
    2016, n. 153 …………………………………………………………………………….. 739
    20. I reati associativi………………………………………………………………………. 745
    20.1. In particolare: le associazioni sovversive e terroristiche ………… 747
    21. I reati c.d. di scopo……………………………………………………………………. 748
    Capitolo 4
    Le scriminanti
    1. Nozione e fondamento………………………………………………………………. 752
    1.1. Cause di giustificazione e figure affini………………………………….. 755
    1.1.1. La natura dell’assenza del giustificato motivo nel reato di
    cui all’art. 14, comma 5-ter, D.Lgs. n. 286/1998 ………………………….. 757
    2. La disciplina codicistica delle cause di giustificazione: analisi
    dell’art. 59, comma 1 e 4, c.p……………………………………………………… 758
    2.1. Eccesso colposo nelle cause di giustificazione: art. 55 c.p……….. 760
    3. Il consenso dell’avente diritto…………………………………………………….. 763
    3.1. Il fondamento della scriminante e i confini di applicabilità ……… 763
    3.2. La natura giuridica e i caratteri del consenso scriminante………… 765
    3.3. I limiti soggettivi………………………………………………………………… 768
    3.4. I limiti oggettivi …………………………………………………………………. 770
    3.5. La rilevanza oggettiva del consenso scriminante: consenso
    putativo e consenso presunto ……………………………………………………… 773
    3.6. Il consenso dell’avente diritto nei reati colposi ………………………. 774
    4. L’esercizio del diritto ………………………………………………………………… 776
    4.1. Il fondamento della scriminante e i criteri di soluzione dei
    conflitti……………………………………………………………………………………. 776
    Indice XVII
    4.2. Il concetto di “diritto” ex art. 51 c.p. e le fonti del diritto
    scriminante………………………………………………………………………………. 777
    4.2.1. Il diritto straniero: il problema dei reati culturalmente orientati…………………………………………………………………………………….. 779
    4.3. I limiti interni ed esterni al diritto scriminante ……………………….. 786
    4.4. Ipotesi di esercizio di un diritto scriminante…………………………… 789
    4.4.1. La libera manifestazione del pensiero ……………………………….. 789
    4.4.1.1. Il diritto di cronaca………………………………………………………… 792
    4.4.1.1.1. La cronaca giudiziaria…………………………………………………. 797
    4.4.1.1.2. La pubblicazione di un’intervista giornalistica dal
    contenuto diffamatorio e le differenze rispetto all’intervista televisiva………………………………………………………………………………………. 798
    4.4.1.1.3. Il diritto di cronaca ed il diritto alla riservatezza …………….. 802
    4.4.1.2. Il diritto di critica ………………………………………………………….. 804
    4.4.1.2.1. Il diritto di critica e l’immunità parlamentare di cui
    all’art. 68 Cost………………………………………………………………………….. 807
    4.4.1.3. La satira……………………………………………………………………….. 808
    4.4.2. Il diritto di sciopero………………………………………………………….. 811
    4.4.3. Il diritto di difesa……………………………………………………………… 813
    4.4.4. Il principio nemo tenetur se detegere………………………………….. 817
    5. L’adempimento del dovere ………………………………………………………… 822
    5.1. Il fondamento della scriminante …………………………………………… 822
    5.1.1. L’agente provocatore (rinvio) ……………………………………………. 823
    5.2. Le fonti del dovere: la norma giuridica …………………………………. 824
    5.3. Le fonti del dovere: l’ordine dell’Autorità …………………………….. 825
    5.3.1. L’irrilevanza dell’ordine privato………………………………………… 825
    5.3.2. La legittimità dell’ordine ………………………………………………….. 826
    5.3.3. L’ordine insindacabile………………………………………………………. 827
    5.3.4. L’ordine manifestamente criminoso …………………………………… 828
    5.3.4.1. L’ordine criminoso ed i crimini di guerra e contro l’umanità……………………………………………………………………………………… 829
    6. La legittima difesa ……………………………………………………………………. 835
    6.1. Fondamento giuridico della scriminante e principio dell’autotutela privata …………………………………………………………………………. 836
    6.2. Presupposti della legittima difesa …………………………………………. 836
    6.3. Requisiti della legittima difesa …………………………………………….. 839
    6.4. La legittima difesa c.d. domiciliare ………………………………………. 840
    7. L’uso legittimo delle armi………………………………………………………….. 846
    7.1. Origini storiche e fondamento giuridico della scriminante ………. 846
    7.2. Soggetti legittimati all’uso delle armi……………………………………. 847
    7.3. Presupposti dell’uso legittimo delle armi ………………………………. 849
    7.4. L’uso legittimo delle armi per impedire la consumazione di
    gravissimi delitti: fondamento e limiti…………………………………………. 851
    XVIII Indice
    8. Lo stato di necessità………………………………………………………………….. 852
    8.1. Fondamento della causa di giustificazione e differenza rispetto alla legittima difesa …………………………………………………………. 852
    8.2. Presupposti della scriminante ………………………………………………. 853
    8.3. Requisiti della condotta scriminata……………………………………….. 854
    8.4. Il dovere giuridico di esporsi al pericolo ……………………………….. 855
    8.5. Stato di necessità determinato dall’altrui minaccia …………………. 856
    8.6. Stato di necessità e diritto all’abitazione ……………………………….. 856
    9. Le scriminanti tacite………………………………………………………………….. 860
    9.1. L’attività medica ………………………………………………………………… 862
    9.1.1. Il fondamento di liceità dell’attività medica………………………… 863
    9.1.2. La legge sul biotestamento ed i suoi risvolti in campo di
    responsabilità penale del medico ………………………………………………… 866
    9.1.3. Il consenso del paziente ed i presupposti di validità……………… 869
    9.1.4. L’intervento sanitario non urgente ed indifferibile prestato
    in assenza di valido consenso …………………………………………………….. 872
    9.1.4.1. Il caso dell’esito infausto ……………………………………………….. 873
    9.1.4.2. Il caso dell’esito fausto ………………………………………………….. 878
    9.1.5. L’intervento sanitario urgente ed indifferibile prestato in
    assenza di valido consenso ……………………………………………………….. 882
    9.1.6. L’intervento sanitario necessario eseguito in presenza di
    dissenso espresso: i casi Welby ed Englaro ed il caso di DjFabo ……. 884
    9.2. L’attività sportiva violenta …………………………………………………… 902
    9.2.1. Il fondamento della liceità dell’attività sportiva violenta ………. 902
    9.2.2. Individuazione dei limiti di liceità delle condotte sportive
    scriminate………………………………………………………………………………… 904
    9.3. Le informazioni commerciali……………………………………………….. 909
    10. Le scriminanti speciali………………………………………………………………. 909
    10.1. La causa di non punibilità di cui all’art. 384 c.p……………………. 910
    10.1.1. La ratio e la natura giuridica ……………………………………………. 910
    10.1.2. L’ambito oggettivo e soggettivo di applicazione ……………….. 911
    10.1.3. Gli elementi costitutivi……………………………………………………. 915
    10.1.3.1. Il vantaggio proprio ed il concorso di persone ………………… 915
    10.1.3.2. Il nocumento ………………………………………………………………. 916
    10.1.3.3. Il nocumento alla libertà: la questione dell’estensibilità
    al nocumento all’integrità fisica ed alla vita…………………………………. 916
    10.1.3.4. Il nocumento all’onore: la condotta dell’assuntore di
    sostanze stupefacenti che mente a difesa della propria libertà o
    del proprio onore favorendo lo spacciatore ………………………………….. 917
    10.1.3.5. Situazione di pericolo causata volontariamente: l’inevitabilità del nocumento nella falsa testimonianza qualora il testimone non si avvalga della facoltà di non rispondere ex art. 199
    c.p.p………………………………………………………………………………………… 920
    Indice XIX
    10.1.4. L’esimente di cui all’art. 384 c.p. ed il reato di false informazioni al pubblico ministero ex art. 371-bis c.p. …………………….. 924
    10.1.5. L’applicazione dell’esimente di cui all’art. 384, comma 2, c.p. all’imputato di procedimento probatoriamente collegato chiamato a rispondere di favoreggiamento……………………………. 925
    Capitolo 5
    L’elemento soggettivo
    Sezione I. La colpevolezza……………………………………………………… 927
    1. L’elemento soggettivo in generale ………………………………………………. 927
    2. La colpevolezza ed il principio di soggettività nel diritto penale…….. 928
    2.1. Definizione di colpevolezza…………………………………………………. 928
    2.2. La concezione psicologica e la concezione normativa della
    colpevolezza…………………………………………………………………………….. 929
    2.3. La funzione della colpevolezza…………………………………………….. 932
    3. Rilevanza costituzionale del principio di colpevolezza………………….. 933
    3.1. Il principio della personalità della responsabilità penale e la
    sua reale portata ……………………………………………………………………….. 933
    3.2. La giurisprudenza accoglie la tesi della responsabilità penale
    personale intesa come responsabilità per il fatto proprio colpevole………935
    4. La struttura della colpevolezza …………………………………………………… 942
    Sezione II. L’imputabilità………………………………………………………… 943
    1. Generalità………………………………………………………………………………… 943
    1.1. I rapporti fra imputabilità e colpevolezza ………………………………. 946
    2. La disciplina…………………………………………………………………………….. 950
    2.1. La minore età …………………………………………………………………….. 951
    2.2. Il vizio di mente …………………………………………………………………. 951
    2.3. Gli stati emotivi o passionali ……………………………………………….. 954
    2.4. L’ubriachezza e la tossicodipendenza……………………………………. 955
    2.5. Il sordomutismo …………………………………………………………………. 958
    2.6. La determinazione in altri dello stato di incapacità …………………. 958
    2.7. Le actiones liberae in causa …………………………………………………. 960
    Sezione III. La conoscibilità del precetto penale e la rilevanza della ignorantia legis ……………………………………………………. 963
    1. Il principio della necessaria conoscenza-conoscibilità del precetto penale e la rilevanza della ignorantia legis…………………………… 963
    1.1. La tesi della inescusabilità assoluta dell’ignorantia legis
    e l’art. 5 c.p. …………………………………………………………………………….. 963
    XX Indice
    1.2. La tesi della scusabilità assoluta dell’ignorantia legis……………… 964
    1.3. La tesi della scusabilità relativa dell’ignorantia legis………………. 965
    2. Il principio della necessaria conoscenza-conoscibilità del precetto penale e la rilevanza della ignorantia legis nella giurisprudenza ………………………………………………………………………………………. 966
    2.1. La rilevanza della c.d. buona fede qualificata nelle contravvenzioni…………………………………………………………………………………… 967
    2.2. La parziale declaratoria di illegittimità costituzionale dell’art.
    5 c.p.: la sentenza della Corte Cost. del 24 marzo 1988, n. 364………. 968
    2.2.1. La distinzione tra ignoranza inevitabile ed ignoranza evitabile……………………………………………………………………………………….. 972
    2.2.2. Gli sviluppi successivi alla sentenza della Corte Cost. del
    24 marzo 1988, n. 364 ………………………………………………………………. 980
    Sezione IV. La suitas della condotta ………………………………………. 984
    1. La coscienza e volontà della condotta …………………………………………. 985
    2. Il significato di “coscienza e volontà” rilevanti ex art. 42, comma 1, c.p………………………………………………………………………………….. 985
    3. L’oggetto della suitas della condotta……………………………………………. 988
    4. Le cause di esclusione della suitas della condotta…………………………. 989
    Sezione V. Il dolo …………………………………………………………………… 991
    1. Definizione………………………………………………………………………………. 991
    1.1. Il dolo colpito a mezza via dall’errore …………………………………… 995
    2. L’oggetto del dolo…………………………………………………………………….. 997
    2.1. La coscienza del disvalore del fatto…………………………………….. 1001
    3. L’intensità del dolo …………………………………………………………………. 1005
    3.1. Dolo intenzionale, diretto ed eventuale ……………………………….. 1008
    4. Dolo alternativo e dolo indeterminato ……………………………………….. 1020
    5. Il dolo nel delitto tentato………………………………………………………….. 1022
    6. Ulteriori distinzioni in tema di dolo…………………………………………… 1024
    6.1. Il dolo specifico ……………………………………………………………….. 1026
    7. L’accertamento del dolo…………………………………………………………… 1030
    Sezione VI. La colpa……………………………………………………………… 1033
    1. L’autonomia dogmatica del reato colposo ………………………………….. 1034
    2. La nozione di colpa…………………………………………………………………. 1035
    3. La mancanza di volontà del fatto tipico……………………………………… 1039
    3.1. La colpa incosciente e la colpa cosciente …………………………….. 1042
    4. L’inosservanza della regola di condotta……………………………………… 1064
    5. L’attribuibilità dell’inosservanza delle regole di condotta all’agente……………………………………………………………………………………… 1066
    Indice XXI
    5.1. La rimproverabilità nella colpa generica ……………………………… 1067
    5.2. La rimproverabilità nella colpa specifica……………………………… 1074
    5.2.1. La c.d. concretizzazione del rischio e la c.d. causalità
    della colpa……………………………………………………………………………… 1075
    5.3. La colpa comune e la colpa speciale (o professionale)…………… 1081
    5.3.1. La colpa professionale in ambito medico ………………………….. 1083
    5.3.2. Il principio di affidamento ………………………………………………. 1104
    5.3.2.1. La tutela dell’affidamento in tema di responsabilità
    colposa dei sanitari………………………………………………………………….. 1108
    5.3.2.1.1. La posizione di garanzia del primario ospedaliero ………….1111
    5.3.2.2. L’affidamento nell’altrui condotta nella circolazione
    stradale……………………………………………………………………………………1112
    Sezione VII. La preterintenzione ……………………………………………1115
    1. Premessa …………………………………………………………………………………1115
    2. Elemento oggettivo del delitto preterintenzionale…………………………1116
    3. Elemento soggettivo del delitto preterintenzionale ……………………….1119
    3.1. Tesi del dolo misto a responsabilità oggettiva ………………………. 1120
    3.2. Tesi del dolo misto a colpa…………………………………………………. 1121
    3.3. Tesi dell’univocità dell’elemento soggettivo………………………… 1122
    4. Ipotesi peculiari di preterintenzione ………………………………………….. 1124
    5. Morte o lesioni come conseguenza di altro delitto (art. 586 c.p.)…… 1125
    5.1. Imputazione dell’evento morte o lesioni ……………………………… 1126
    5.2. Applicazioni problematiche ……………………………………………….. 1128
    5.3. Casistica in tema di stupefacenti…………………………………………. 1129
    6. Reati aggravati o qualificati dall’evento…………………………………….. 1130
    Sezione VIII. L’elemento soggettivo nelle contravvenzioni….. 1135
    1. La struttura…………………………………………………………………………….. 1135
    2. L’accertamento dell’elemento soggettivo nelle contravvenzioni …… 1137
    3. La rilevanza della c.d. buona fede nelle contravvenzioni (rinvio
    parziale) ………………………………………………………………………………… 1138
    Sezione IX. Le cause di esclusione della colpevolezza………….. 1139
    1. Generalità………………………………………………………………………………. 1139
    2. L’inesigibilità …………………………………………………………………………. 1140
    3. L’errore nel diritto penale ………………………………………………………… 1143
    3.1. Classificazioni: l’errore di fatto e l’errore di diritto; l’errore
    motivo e l’errore inabilità ………………………………………………………… 1144
    4. L’errore del soggetto non imputabile…………………………………………. 1145
    5. Errore sul precetto penale ed errore sul fatto che costituisce il
    reato ……………………………………………………………………………………… 1145
    XXII Indice
    5.1. L’errore sul precetto (art. 5 c.p.) …………………………………………. 1146
    5.2. L’errore sul fatto che costituisce il reato………………………………. 1147
    5.2.1. L’errore sul fatto che costituisce il reato determinato da
    errore di fatto (artt. 47, comma 1, c.p. e 59, comma 4, c.p.)………….. 1149
    6. L’errore su legge extrapenale (art. 47, comma 3, c.p.) …………………. 1151
    6.1. Le ipotesi problematiche di errore su legge extrapenale ………… 1160
    6.1.1. L’errore su legge extrapenale nei casi di antigiuridicità-illiceità speciale………………………………………………………………………….. 1160
    6.1.2. L’errore su legge extrapenale e gli elementi normativi delle
    scriminanti …………………………………………………………………………….. 1160
    6.1.3. L’errore sulle qualifiche del soggetto attivo nei reati propri …… 1161
    6.1.4. L’errore sulla norma integratrice della norma penale in
    bianco……………………………………………………………………………………. 1162
    7. L’errore nei reati omissivi………………………………………………………… 1163
    8. L’errore sugli elementi specializzanti della fattispecie…………………. 1165
    9. L’errore nelle contravvenzioni………………………………………………….. 1166
    10. L’errore nei reati tributari…………………………………………………………. 1166
    11. L’errore determinato dall’altrui inganno (art. 48 c.p.)………………….. 1169
    12. Il reato putativo………………………………………………………………………. 1170
    13. Il caso fortuito e la forza maggiore (rinvio)………………………………… 1172
    Sezione X. La responsabilità oggettiva …………………………………. 1173
    1. La nozione di responsabilità oggettiva e la sua incompatibilità
    con il principio di colpevolezza………………………………………………… 1173
    2. Le varie estrinsecazioni della responsabilità oggettiva…………………. 1177
    3. Le ipotesi discusse di responsabilità oggettiva……………………………. 1179
    3.1. Il principio di inescusabilità assoluta della legge penale di
    cui all’art. 5 c.p. e i correttivi della sentenza della Corte Costituzionale 30 marzo 1988, n. 364 (rinvio)………………………………………. 1179
    3.2. Il regime di imputazione delle circostanze di cui all’art. 59
    c.p…………………………………………………………………………………………. 1180
    3.3. Il reato aberrante (rinvio)…………………………………………………… 1181
    3.4. La finzione di imputabilità di cui all’art. 92 c.p. (rinvio parziale)……………………………………………………………………………………… 1181
    3.5. Il concorso c.d. anomalo di cui all’art. 116 c.p. (rinvio parziale)……………………………………………………………………………………… 1182
    3.6. Il mutamento del titolo del reato per taluno dei concorrenti
    di cui all’art. 117 c.p. (rinvio parziale) ………………………………………. 1183
    3.7. L’ignoranza dell’età della persona offesa nei reati sessuali
    (rinvio parziale)………………………………………………………………………. 1183
    3.8. I reati commessi col mezzo della stampa……………………………… 1184
    Indice XXIII
    3.9. Le condizioni obiettive di punibilità……………………………………. 1191
    3.9.1. Le c.d. soglie di punibilità ………………………………………………. 1205
    3.10. La preterintenzione ed i reati aggravati o qualificati dall’evento (rinvio parziale)……………………………………………………………… 1208
    Sezione XI. Il reato aberrante ……………………………………………… 1209
    1. Premessa ……………………………………………………………………………….. 1209
    2. La figura dell’aberratio causae o itineris causarum……………………. 1210
    3. L’aberratio ictus (art. 82 c.p.)…………………………………………………… 1213
    3.1. L’aberratio ictus monoffensiva …………………………………………… 1215
    3.2. L’aberratio ictus bioffensiva ………………………………………………. 1221
    3.3. L’aberratio ictus plurioffensiva…………………………………………… 1224
    4. L’aberratio delicti (art. 83 c.p.) ………………………………………………… 1225
    4.1. L’aberratio delicti monoffensiva…………………………………………. 1226
    4.2. L’aberratio delicti bioffensiva…………………………………………….. 1229
    4.3. L’aberratio delicti plurioffensiva ………………………………………… 1229
    5. L’aberratio delicti e la morte o le lesioni come conseguenza di
    altro delitto ex art. 586 c.p. (rinvio)…………………………………………… 1230
    6. L’aberratio delicti ed il concorso anomalo ex art. 116 c.p. (rinvio parziale) ……………………………………………………………………… 1230
    PARTE III
    LE FORME DI MANIFESTAZIONE DEL REATO
    Capitolo 1
    Le circostanze
    1. Nozione…………………………………………………………………………………. 1235
    2. L’identificazione delle circostanze ……………………………………………. 1237
    2.1. I reati aggravati o qualificati dall’evento (rinvio)………………….. 1246
    3. La classificazione delle circostanze…………………………………………… 1246
    4. L’imputazione delle circostanze ……………………………………………….. 1250
    4.1. La disciplina ante riforma………………………………………………….. 1251
    4.2. La disciplina vigente…………………………………………………………. 1251
    4.3. L’error in persona……………………………………………………………… 1254
    5. Le circostanze aggravanti comuni …………………………………………….. 1256
    5.1. Le aggravanti di cui all’art. 61 e 61-bis c.p. …………………………. 1256
    5.2. La recidiva ………………………………………………………………………. 1271
    6. Le circostanze attenuanti comuni ……………………………………………… 1280
    6.1. Le attenuanti di cui all’art. 62 c.p. ………………………………………. 1280
    XXIV Indice
    6.2. Le attenuanti generiche……………………………………………………… 1288
    7. La determinazione delle variazioni di pena ………………………………… 1291
    8. Il concorso di circostanze ………………………………………………………… 1292
    8.1. Il concorso apparente………………………………………………………… 1292
    8.2. Il concorso omogeneo……………………………………………………….. 1293
    8.3. Il concorso eterogeneo: il bilanciamento……………………………… 1295
    Capitolo 2
    Il tentativo
    1. Le fasi dell’iter criminis ………………………………………………………….. 1307
    1.1. Il reato permanente …………………………………………………………… 1310
    1.1.1. Il reato a consumazione prolungata o a condotta frazionata …… 1312
    1.1.2. La natura del reato di usura……………………………………………… 1315
    1.1.3. La configurabilità del reato di favoreggiamento personale
    nei reati permanenti ………………………………………………………………… 1320
    1.1.4. I reati omissivi propri……………………………………………………… 1322
    2. Il delitto tentato: funzione tipizzante dell’art. 56 c.p. ed autonomia della fattispecie tentata………………………………………………………. 1324
    3. L’inizio dell’attività punibile: distinzione tra atti preparatori ed
    atti esecutivi…………………………………………………………………………… 1327
    4. La soluzione accolta dal codice penale: idoneità ed univocità
    degli atti ………………………………………………………………………………… 1329
    4.1. L’elemento negativo: l’azione non si compie e l’evento non
    si verifica……………………………………………………………………………….. 1329
    4.2. L’elemento positivo: l’idoneità………………………………………….. 1330
    4.3. …e l’univoca direzione degli atti………………………………………… 1332
    4.4. L’opera di perimetrazione della giurisprudenza dei concetti
    di idoneità ed univocità degli atti………………………………………………. 1335
    5. L’elemento soggettivo……………………………………………………………… 1343
    6. Ambito di applicazione della disciplina del delitto tentato: configurabilità nelle diverse categorie di reati……………………………………. 1345
    7. Tentativo e circostanze…………………………………………………………….. 1350
    8. Il trattamento sanzionatorio ……………………………………………………… 1357
    9. Desistenza volontaria e recesso attivo ……………………………………….. 1358
    Capitolo 3
    Unità e pluralità di reati
    Sezione I. Concorso di reati………………………………………………….. 1363
    Indice XXV
    1. Concorso di reati e concorso apparente di norme………………………… 1363
    2. Il concorso di reati ………………………………………………………………….. 1364
    3. L’unità e la pluralità di reati……………………………………………………… 1365
    3.1. Il reato abituale ………………………………………………………………… 1370
    4. Il concorso materiale……………………………………………………………….. 1382
    5. Il concorso formale …………………………………………………………………. 1386
    6. Il sistema sanzionatorio e la disciplina del cumulo giuridico………… 1393
    7. Il reato continuato …………………………………………………………………… 1397
    7.1. La pluralità di condotte……………………………………………………… 1401
    7.2. Il medesimo disegno criminoso ………………………………………….. 1405
    7.2.1. La compatibilità del medesimo disegno criminoso con alcune figure particolari……………………………………………………………… 1410
    7.3. Il sistema sanzionatorio e la disciplina del cumulo giuridico …… 1420
    7.4. Reato continuato e giudicato………………………………………………. 1427
    7.5. Reato continuato e recidiva………………………………………………… 1433
    Sezione II. Concorso apparente tra norme…………………………….. 1436
    1. Il concorso apparente tra norme ed il principio del ne bis in idem
    sostanziale……………………………………………………………………………… 1436
    2. Il principio di specialità e gli altri criteri volti ad identificare i
    casi di concorso apparente tra norme…………………………………………. 1438
    3. Le varianti interpretative del principio di specialità …………………….. 1449
    4. Il principio di sussidiarietà……………………………………………………….. 1452
    5. Il principio di assorbimento o consunzione ……………………………….. 1456
    5.1. La progressione criminosa ………………………………………………… 1466
    5.2. L’antefatto ed il postfatto non punibili…………………………………. 1468
    6. Norme a più fattispecie……………………………………………………………. 1471
    7. Il reato complesso …………………………………………………………………… 1473
    Capitolo 4
    Il concorso di persone nel reato
    1. Il concorso di persone nel reato: nozione e fondamento di punibilità. La funzione estensiva e tipizzante dell’art. 110 c.p………….. 1481
    2. Il dibattito dottrinale e la “tipizzazione causale” come modello
    di disciplina……………………………………………………………………………. 1483
    3. La struttura del concorso criminoso…………………………………………… 1488
    3.1. La pluralità di agenti: la problematica figura dell’autore mediato ……………………………………………………………………………………… 1488
    3.2. La realizzazione di un reato: i requisiti minimi di responsabilità penale ed il tentativo……………………………………………………….. 1494
    XXVI Indice
    3.3. Il contributo causale individuale…………………………………………. 1496
    3.3.1. Il concorso materiale: l’autore e il partecipe ……………………… 1497
    3.3.2. Il concorso morale: il determinatore e l’istigatore………………. 1501
    3.3.3. Concorso omissivo. La connivenza e la responsabilità a
    titolo di concorso per omissione in capo agli appartenenti alle
    Forze dell’ordine…………………………………………………………………….. 1506
    3.4. L’elemento soggettivo……………………………………………………….. 1513
    3.4.1. L’agente provocatore ……………………………………………………… 1515
    3.4.2. Le ipotesi di concorso doloso nel delitto colposo e di concorso colposo nel delitto doloso………………………………………………… 1521
    3.4.3. Il concorso nelle contravvenzioni…………………………………….. 1526
    3.4.4. La cooperazione colposa…………………………………………………. 1528
    4. La responsabilità del partecipe per il reato diverso da quello voluto: il c.d. concorso anomalo o aberratio delicti concorsuale
    ex art. 116 c.p…………………………………………………………………………. 1537
    5. Il concorso nel reato proprio. Il mutamento del titolo di reato
    per taluno dei concorrenti e l’art. 117 c.p. ………………………………….. 1546
    6. I c.d. reati collegiali ………………………………………………………………… 1553
    7. Il trattamento sanzionatorio ……………………………………………………… 1557
    7.1. Le circostanze aggravanti ………………………………………………….. 1559
    7.2. Le circostanze attenuanti. Il contributo di minima importanza …… 1561
    7.3. La comunicabilità delle circostanze…………………………………….. 1567
    7.4. La comunicabilità delle cause di esclusione della pena………….. 1572
    8. Desistenza volontaria e pentimento operoso del concorrente………… 1575
    9. Il concorso di persone nei reati necessariamente plurisoggettivi.
    I reati-contratto ed i reati in contratto ………………………………………… 1578
    10. Concorso di persone e reato associativo. Gli anni di piombo ed
    il fenomeno della banda armata ………………………………………………… 1582
    11. Il concorso esterno nell’associazione di tipo mafioso ………………….. 1590
    PARTE IV
    LE CONSEGUENZE DEL REATO
    Capitolo 1
    La pena
    1. Nozione e fondamento della sanzione penale……………………………… 1613
    2. Tipi di pena ……………………………………………………………………………. 1616
    3. Commisurazione della pena……………………………………………………… 1625
    4. Indici di commisurazione della pena …………………………………………. 1626
    Indice XXVII
    5. Sanzioni sostitutive di pene detentive brevi ……………………………….. 1630
    6. Esecuzione della pena. Ipotesi di rinvio …………………………………….. 1633
    7. Misure alternative alla detenzione …………………………………………….. 1636
    Capitolo 2
    Le cause di estinzione del reato e della pena
    1. Cause di estinzione del reato ……………………………………………………. 1645
    2. Cause di estinzione della pena………………………………………………….. 1662
    Capitolo 3
    Le misure di sicurezza
    1. Nozione e funzione …………………………………………………………………. 1669
    2. I principi costituzionali che informano il sistema delle misure
    di sicurezza ……………………………………………………………………………. 1673
    3. I presupposti di applicabilità…………………………………………………….. 1675
    3.1. La commissione di un reato o quasi-reato ……………………………. 1676
    3.2. La pericolosità sociale ………………………………………………………. 1676
    3.2.1. Il delinquente abituale, professionale e per tendenza ………….. 1678
    4. Applicazione, esecuzione, durata, revoca…………………………………… 1680
    5. Le tipologie codicistiche………………………………………………………….. 1681
    5.1. Le misure di sicurezza personali…………………………………………. 1682
    5.2. Le misure di sicurezza patrimoniali…………………………………….. 1687
    6. La confisca: definizione, funzione e mancanza di un paradigma
    unitario………………………………………………………………………………….. 1687
    6.1. Il modello generale previsto dall’art. 240 c.p. ……………………… 1691
    6.2. La confisca di cui all’art. 240-bis c.p. e le altre confische del
    codice e della legislazione speciale …………………………………………… 1698
    6.2.1. Le confische previste dal codice della strada……………………… 1702
    6.3. La confisca nel diritto penale dell’Unione europea ………………. 1706
    7. La confisca per equivalente ……………………………………………………… 1711
    7.1. Le principali questioni affrontate dalla giurisprudenza ………….. 1714
    Capitolo 4
    Le misure di prevenzione
    1. Nozione, funzione e riferimenti normativi …………………………………. 1725
    2. Problemi di compatibilità costituzionale ……………………………………. 1731
    XXVIII Indice
    3. La valutazione della pericolosità sociale ……………………………………. 1747
    4. Le misure di prevenzione personali…………………………………………… 1749
    5. Le misure di prevenzione patrimoniali………………………………………. 1752
    Capitolo 5
    Le conseguenze civili del reato
    1. Conseguenze civili del reato…………………………………………………….. 1769
    2. Garanzie per le obbligazioni civili derivanti dal reato………………….. 1771
    SCHEMI SINOTTICI………………………………………………………………………. 1773
    INDICE ANALITICO-ALFABETICO……………………………………………….. 1837

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