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Tomo I. La responsabilità civile Volume VI. Le fonti delle obbligazioni diverse dal contratto

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Autore: Mario Barcellona

Editore: GIAPPICHELLI

Anno di pubblicazione: 2021

Pagg: 461

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APPROFONDISCI

Linee programmatiche V
Piano dell’opera IX
Abbreviazioni XXIII
Prefazione XXV
INTRODUZIONE
FUNZIONE E STRUTTURA
DELLA RESPONSABILITÀ CIVILE
1. La funzione come espediente retorico e come circolarità virtuosa 1
2. Funzioni sistemiche del diritto e funzione giuridica della responsabilità civile: la ratio sistemica conservativa del dispositivo
aquiliano e il circolo dei suoi rinvii e delle sue rationes seconde 4
3. La funzione giuridica della responsabilità e la struttura della fattispecie aquiliana: dall’«illecito» al «fatto dannoso» 8
CAPITOLO I
L’«INGIUSTIZIA» DEL DANNO
E IL DOPPIO REGIME DELLA RESPONSABILITÀ
1. Il problema del danno virtualmente risarcibile e la questione dell’«ingiustizia» 13
XIV La responsabilità civile
pag.
2. Le elaborazioni tradizionali di questo problema, i loro aggiornamenti e la loro insufficienza: il diritto soggettivo come “qualità
del danno” e come “causa di giustificazione” della sua causazione 15
3. La liberalizzazione della clausola generale, la ridislocazione della responsabilità da contatto e la ponderazione del giudizio
comparativo 18
4. Un’altra prospettiva: il moderno principio appropriativo, la
coestensione della funzione conservativa della responsabilità e la
struttura interferenziale dei conflitti aquiliani 32
5. Il doppio regime della responsabilità civile 36
6. I due regimi del “danneggiamento colposo” e del “pregiudizio
abusivo” ed i rispettivi campi di operatività: il danno fisico e il
danno immateriale 39
7. La fondazione positiva del doppio regime della responsabilità:
l’origine dell’art. 2043 e il dipiù di dolo e ingiustizia 41
8. La latitudine della tutela aquiliana, i “danni meramente patrimoniali” e le situazioni soggettive asimmetriche 44
9. Il senso normativo della clausola generale e la tipicità sistemica
del rimedio aquiliano 50
10. Verso il giudizio di responsabilità: un lessico parzialmente diverso e un nuovo ordine espositivo 53
CAPITOLO II
IL REGIME AQUILIANO DEI DANNI IMMATERIALI:
CRITERI, MODI E CASI DEL GIUDIZIO DI ABUSIVITÀ
SEZIONE PRIMA
I CRITERI DI ASCRIZIONE DEL “PREGIUDIZIO ABUSIVO” 55
1. Generalità: il giudizio di abusività e i suoi riferimenti normativi 55
2. Il dolo e le sue molteplici declinazioni 57
3. La buona fede/correttezza e le sue conformazioni al tipo di
problema 61
4. Culpa lata dolo aequiparatur 63
Indice-Sommario XV
pag.
SEZIONE SECONDA
LE PRINCIPALI FATTISPECIE DI PREGIUDIZI ABUSIVI
1. Premessa 67
2. La c.d. lesione del possesso 67
3. La responsabilità per la lesione della sfera personale spirituale 73
3.1. L’onore, la reputazione e il c.d. decalogo del giornalista 73
3.2. Le modalità della comunicazione massmediatica 77
3.3. La tutela modale della riservatezza, dell’immagine e dell’identità personale 80
4. La responsabilità per la c.d. lesione del credito 82
4.1. Il dibattito sulla rilevanza aquiliana del credito: dalla distinzione di “diritto di credito” e “diritto del creditore”
alla clausola generale di responsabilità 82
4.2. I diversi interrogativi che la rilevanza aquiliana del credito
propone a seconda che concerna il problema dell’insorgenza della responsabilità o quello della estensione del risarcimento 84
4.3. La lesione del credito, il giudizio di «ingiustizia» e il paradigma dei conflitti modali: rilevanza delle sole lesioni dolose 86
5. La responsabilità da c.d. doppia alienazione 90
5.1. Il dibattito sulla responsabilità per doppia alienazione: tra
questioni dogmatiche, indicazioni normative e ragioni
“morali” 90
5.2. La pretesa antinomia tra il principio del consenso traslativo e il principio di priorità della trascrizione 92
5.3. La natura aquiliana della responsabilità, il carattere modale del conflitto e il dolo come garanzia dell’efficienza del
sistema di pubblicità immobiliare 96
6. La responsabilità per false informazioni 98
6.1. Dal c.d. diritto all’integrità del patrimonio o alla veridicità
dell’informazione alla dottrina dello status e del carattere
(pre)contrattuale della responsabilità di chi lo riveste 98
6.2. L’articolazione della responsabilità per false informazioni
e la delimitazione del suo ambito propriamente aquiliano:
il potere di autodeterminazione negoziale e la sua lesione
ad opera di comportamenti disinformativi praticati in contesti extracontrattuali 102
XVI La responsabilità civile
pag.
6.3. Le false informazioni e gli ambiti propri della responsabilità extracontrattuale 104
6.3.1. Le collaborazioni di cortesia 104
6.3.2. Dichiarazioni unilaterali dirette ad un soggetto diverso da quello destinato a trarne beneficio 106
6.3.3. Informazioni rivolte genericamente al pubblico 108
6.4. La casistica esterna al regime aquiliano: cenni sui “casi De
Chirico”, sul bene-fondi, sull’abusiva concessione del credito, sulle c.d. lettere di patronage e sugli intermediari finanziari 111
7. La responsabilità della Pubblica Amministrazione 114
7.1. La responsabilità della Pubblica Amministrazione per la
lesione degli interessi legittimi: le origini del problema 114
7.2. La svolta di Cass. s.u. n. 500/1999: prospettive e limiti 115
7.3. L’elaborazione della giurisprudenza amministrativa: l’iniziale ascesa della dottrina della responsabilità da “contatto
qualificato” e il suo rapido declino 118
7.4. L’eccentricità dell’interesse legittimo rispetto al problema
della responsabilità della Pubblica Amministrazione 122
7.5. Il c.d. interesse materiale e l’«ingiustizia» del danno: la
non sovrapponibilità di giudizio di illegittimità e giudizio
di «ingiustizia» 124
7.6. Taluni corollari di quest’impostazione: sull’eccentricità dello
schema (pre)contrattuale; sull’articolazione della responsabilità secondo il carattere del potere esercitato/esercitatile;
sul problema della “colpa amministrativa” 127
7.7. Tipi di interferenze pregiudizievoli e problemi della responsabilità extracontrattuale della P.A. 129
7.7.1. La responsabilità per gli atti vincolati 129
7.7.2. La responsabilità per gli atti discrezionali 131
7.7.3. La responsabilità nei procedimenti competitivi 136
7.7.4. La responsabilità per i c.d. atti legittimi 140
8. La responsabilità per il mancato o carente esercizio delle attività
“pubbliche” di vigilanza e controllo 142
8.1. Controllo e vigilanza sull’uso del territorio 142
8.2. La responsabilità di Banca d’Italia e Consob 143
8.3. Vigilanza e controllo della Consob come “servizio” agli investitori sostitutivo di impraticabili istruttorie private 147
Indice-Sommario XVII
pag.
9. La responsabilità dello Stato per violazione del diritto comunitario 149
10. La responsabilità per il pregiudizio di una chance: rinvio 153
CAPITOLO III
IL REGIME AQUILIANO DEI DANNI FISICI: GIUDIZIO
DI COLPA E ASCRIZIONI OGGETTIVE DEL RISCHIO
SEZIONE PRIMA
IL GIUDIZIO DI COLPA: SELEZIONE DEL RISCHIO E ASCRIZIONE “SOGGETTIVA” DELLA RESPONSABILITÀ 155
1. Generalità: l’imputazione del rischio e l’ascrizione della responsabilità 155
2. La colpa come “standard” e l’intollerabilità del rischio creato 162
3. La colpa professionale e i problemi della responsabilità medica:
l’applicabilità del paradigma contrattuale oltre il contratto 172
4. La colpa e l’omissione 181
5. L’imputabilità del fatto dannoso 191
6. La legittima difesa 193
7. Lo stato di necessità 194
8. Altre cause di giustificazione 196
SEZIONE SECONDA
IMPUTAZIONE DEL RISCHIO E ASCRIZIONI “OGGETTIVE” DELLA RESPONSABILITÀ 197
1. La responsabilità del sorvegliante e dell’incapace 197
1.1. I presupposti: l’incapacità di intendere e volere e il “dovere di sorveglianza” 197
1.2. La prova liberatoria, l’estensione della responsabilità del
sorvegliante e l’oggettiva impossibilità del controllo 199
1.3. La responsabilità dello stesso incapace: la sostenibilità del
danno e l’equa indennità 202
2. La responsabilità di genitori, tutori, precettori e maestri d’arte 202
2.1. I presupposti della responsabilità di genitori, tutori e affilianti: la minore età del danneggiante e la coabitazione 202
XVIII La responsabilità civile
pag.
2.2. La prova liberatoria e la funzione di questa responsabilità
sussidiaria 205
2.3. La responsabilità di precettori e maestri d’arte 208
3. La responsabilità di padroni e committenti 211
3.1. Dalla colpa al rischio 211
3.2. Il rapporto di preposizione 213
3.3. L’esercizio delle incombenze 214
3.4. L’illecito del preposto e la questione del regresso 216
4. La responsabilità per l’esercizio di attività pericolose 218
4.1. Attività pericolose e rischio d’impresa 218
4.2. Le attività pericolose e il loro rischio specifico 221
4.3. La prova liberatoria: natura ed estensione della responsabilità 224
5. Il danno cagionato da cose in custodia 228
5.1. Il “fatto della cosa” tra dinamismo proprio e pericolo 228
5.2. La qualità di custode: il rischio specifico e il suo autonomo controllo 231
5.3. La prova del fortuito e il rischio della cosa 232
6. Il danno cagionato da animali 234
6.1. Il rischio ipotetico degli animali e il loro controllo 234
6.2 La prova liberatoria del fortuito: il rischio “estrinseco” e
la “colpa” della vittima 236
7. Il danno da rovina di edificio 237
7.1. La rovina di un immobile e la responsabilità del proprietario 237
7.2. Vizi di costruzione, difetti di manutenzione e prova liberatoria 238
8. La responsabilità per la circolazione dei veicoli 239
8.1. Le diverse fattispecie dell’art. 2054 239
8.2. La responsabilità del conducente verso i pedoni 240
8.3. Gli incidenti tra veicoli 241
8.4. La responsabilità solidale del proprietario 242
8.5. La responsabilità per vizio di costruzione e difetto di manutenzione 243
9. La responsabilità per i prodotti difettosi 243
9.1. La responsabilità del fabbricante: ragioni, rapporti con la
fattispecie delle attività pericolose e sua natura oggettiva 243
9.2. La nozione di «prodotto difettoso» 246
9.3. Oggetto e limiti della responsabilità 249
Indice-Sommario XIX
pag.
10. Il danno ambientale 250
10.1. Una disciplina stratificata 250
10.2. Il criterio di ascrizione della responsabilità 253
10.3. Le tecniche di riparazione del danno 253
10.4. I danni collaterali ai privati 255
11. L’intelligenza artificiale e la responsabilità civile: il c.d. danno
da algoritmo 259
CAPITOLO IV
CAUSALITÀ MATERIALE E CAUSALITÀ GIURIDICA:
I DIVERSI TIPI DI PROBLEMA AD ESSE SOTTESI
1. Generalità: la causalità materiale, la causalità giuridica e le loro
inefficienze esplicative 268
2. La necessità di decostruire la causalità giuridica e di distinguere
i diversi problemi trattati sotto le sue nomenclature 275
3. I quattro diversi tipi di problema in cui la c.d. causalità giuridica si scompone e i criteri delle loro soluzioni 278
3.1. Il rapporto tra la condotta ed il c.d. danno-evento: dall’inappropriato linguaggio causale alla costruzione appropriata del rischio e dei termini del giudizio di imputazione 278
3.2. I c.d. danni-conseguenza e il problema dell’esposizione ad
un nuovo e specifico rischio “fisico” successivo e ulteriore: il limite del rischio incrementale 284
3.3. I c.d. danni-conseguenza e il diverso problema della diffusione “immateriale” del pregiudizio nelle connesse economie dei terzi (il c.d. danno da rimbalzo): il criterio del
rischio relazionale di fondo 288
3.4. I c.d. danni-conseguenza e l’ancora diverso problema della propagazione “immateriale” del pregiudizio nella sfera
patrimoniale del danneggiato: il limite dell’economia claudicante del danneggiato 297
4. La causalità materiale e i nuovi problemi della c.d. causalità incerta 298
4.1. La causalità concretamente indimostrabile, il sistema delle
presunzioni e la comune evocazione impropria del “più
improbabile che non”: l’errore del medico e il contagio 300
XX La responsabilità civile
pag.
4.2. La causalità “soggettivamente” indimostrabile e l’ipotesi di
una responsabilità solidale per nudo rischio: un pallino e
due cacciatori 306
4.3. La causalità ontologicamente indimostrabile, la distinzione
tra causalità statistica e causalità individuale e il criterio
del “più probabile che non”: sostanze patogene e causalità
individuale incerta 308
4.4. La causalità incerta e la categoria della chance 313
5. La causalità e il danno c.d. collettivo 321
6. Gli eventi plurioffensivi: le discipline del territorio tra interessi
diffusi e interessi divisi 323
7. Concorso di cause e responsabilità solidale 324
8. Concorso del fatto colposo del danneggiato e concorso di un
suo rischio specifico incolpevole (sulla c.d. Thin Skull Rule) 328
9. La c.d. causalità alternativa ipotetica 331
CAPITOLO V
IL DANNO NON PATRIMONIALE: GENERALE RILEVANZA
E LIMITI DEL DANNO ALLA PERSONA
1. La questione del danno non patrimoniale, la Costituzione e l’irruzione del “diritto vivente” 333
2. L’irrisarcibilità del danno non patrimoniale sancita dall’art. 2059
e il tentativo di escluderla per il c.d. danno-evento: il danno biologico 340
3. Il ritorno alla regola codicistica, la sua interpretazione costituzionalmente orientata e la categoria onnicomprensiva del danno
non patrimoniale: oltre al danno biologico anche quello di tipo
morale e pure il danno di tipo esistenziale 345
4. L’incontenibilità costituzionale del danno non patrimoniale:
l’inefficacia del dispositivo limitativo immaginato dalla giurisprudenza e il principio della generale rilevanza del danno alla
persona 348
5. Danno biologico, danno esistenziale, danno morale soggettivo,
danni bagatellari e danno tanatologico 352
6. Il superamento dell’art. 2059 tra “formale” costituzionalizzazione
abrogativa e “sostanziale” esaurimento della sua attitudine selettiva 370
Indice-Sommario XXI
pag.
7. I limiti sistemici alla risarcibilità del danno alla persona e i rispettivi contro-limiti 375
7.1. La necessaria latenza del valore personale-spirituale delle
“cose” 375
7.2. La necessaria calcolabilità delle relazioni negoziali 378
7.3. La relativa indifferenza giuridica delle relazioni personali
affettive 381
8. Il danno da procreazione indesiderata e il fantomatico contratto
con effetti protettivi del terzo 385
CAPITOLO VI
IL RISARCIMENTO DEL DANNO: LA LOGICA
ECONOMICA DEI SUOI LIMITI E DELLE SUE FORME
1. Principi e disciplina del risarcimento per equivalente 391
1.1. Il rinvio dell’art. 2056 alla disciplina del danno contrattuale e
l’interpretazione delle sue formule in apparenza causali 391
1.2. La specialità della disposizione aggiuntiva sul lucro cessante 405
1.3. Brevi considerazioni sul risarcimento del danno alla persona e sull’alternativa della rendita vitalizia dell’art. 2057 407
2. Il risarcimento in forma specifica 412
2.1. Risarcimento in forma specifica e attuazione del diritto:
due problemi distinti 412
2.2. Il risarcimento in forma specifica e il rischio della trasformazione del risarcimento pecuniario nel valore d’uso
distrutto 418
2.3. Ratio e limiti del potere giudiziale di conversione 421
3. Problemi comuni del risarcimento 426
3.1. La c.d. compensatio lucri cum damno 426
3.2. I c.d. danni punitivi e la funzione di deterrence 435
3.3. La legge applicabile ai fatti illeciti nella Riforma del diritto
internazionale privato e nei Regolamenti europei 440
INDICE DEGLI AUTORI 449
INDICE ANALITICO 453

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